Mi chiedo quali sono i veri mostri???non credo siano quelli che abbiamo sotto il letto ma quelli che custodiamo gelosamente nei nostri cuori…quelli che ci siamo creati in anni e anni di sofferenze e di delusioni quelli sono i mostri di cui dobbiamo aver paura e quelli sono i mostri dai quali i nostri genitori amici ci dovrebbero mettere in guardia…perche sono quelli silenziosi ma letali

Sometimes I find myself wishing I was a songbird — At least when they are lonely, they die. We simply linger on.
—  Kwi’teksa Passik (Darth Letalis, an OC of mine)
Pupille di morte.

«Cosa c’è? perché mi guardi così?»
Gli chiese con un sorriso che celeva un pizzico di rabbia.
«No niente scusami..»
«Senti è tutto il giorno che mi guardi così, ora me lo devi dire!!»
Lui esitò per qualche secondo rimanendo in silenzio abbassando lo sguardo.
«…I tuoi..»

«I miei cosa?»

«I tuoi occhi, uccidono.»

Rimase inpallidità dalla risposta del ragazzo.
«I tuoi occhi sono le cose più letali che abbia mai visto.»

«…Scusami, non ti capisco…in che senso letali?..»

«Quanti ragazzi hai avuto fino ad ora?» le chiese lui con accenno di sorriso sul volto.
Quel tipo di sorriso che sapeva mandarti in fumo il cervello a forza di chiederti se ti stesse solo prendendo in giro.
«..ehm…non ho mai avuto un ragazzo…»

«beh, non pensare di avere le mani pulite…»

«Fatti capire, non riesco a seguirti»

«Nah, lascia perdere» disse riappoggiandosi alla colonna sulla quale stava fumandosi una Winston.
«NO ORA TI SPIEGHI CAZZO!»
Lui lentamente alzo lo sguardo, espirò il fumo, gettò via la cenere.
La guardò e le se avvicinò, avvicinandosi a lei quanto bastasse per fare in modo che sentisse il calore dei suoi occhi scuri penetrargli nell’anima.
«Sai quanti ragazzi darebbero la vita per poter vedere ogni giorno occhi del genere?
Sai quanto sarebbe disposto a dare un piccolo idiota malato d’amore per quei tuoi grandi occhi azzurri??
Lo sai?! NE SEI CONSAPEVOLE?»

Lei, seduta sullo scalino di quel portico, rimase perplessa a tali parole, e a stento riuscì a gemire un appena percettibile soffio d’aria.

«Quanti stupidi saranno caduti alla melidizione dei tuoi occhi…quanta gente avrai stregato con un semplice sguardo…quanti morti avrai causato senza nemmeno rendertene conto…

Quei tuoi occhi di miele azzurra, che con delicatezza ti scivolano dentro fino alle viscere, impedendoti di ragionare, di volere, di essere…
Trasformandoti in ciò che non sei, ma in ciò che vorresti essere per poterli avere.
Perdere la ragione è dir poco.
Te la prende, te la frantuma, e te na mette un’altra, in cui loro sono il centro di tutto.

Se solo fossi consapevole di quanto è semplice cadere tutto ciò…se solo fossi consapevole di quanto in fondo ci sono caduto io…di quanto cazzo mi hai lasciato senza speranze di vita…

Saresti consapevole di aver commesso uno dei più grandi omocidi della storia su di me.»

Il tumore femminile meno noto e più subdolo? Quello all’ovaio

Il tumore femminile meno noto e più subdolo? Quello all’ovaio

È il tumore femminile fra i più letali e il meno conosciuto. Il tumore ovarico colpisce circa cinquemila donne ogni anno nel nostro Paese, 250mila nel mondo, ma sei italiane su dieci non conoscono questa patologia e sette su dieci non sanno indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi. A peggiorare la situazione c’è che i segnali che la malattia può dare sono piuttosto vaghi, non vengono…

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