S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.
—  Cecco Angiolieri, S’i fossi foco
Era più bella di quanto se la immaginava. Quando pensava a lei, poteva vivamente immaginarla tutta, in particolare la grazia di quella piccola testolina bionda con una espressione di limpidità e di bontà infantili, così liberamente posata sulle leggiadre spalle di ragazza. L’aria infantile del viso, insieme con la fine bellezza della figura, costituiva il suo particolare fascino, che egli ben ricordava; ma ciò che, come sempre, sorprendeva in lei era l’espressione degli occhi, miti, tranquilli e sinceri, e in special modo il sorriso, che sempre trasportava Lèvin in un mondo incantato dov’egli si sentiva intenerito e placato, come poteva ricordare se stesso nelle rare giornate della sua prima infanzia.
— 

Lev Tolstoj; Anna Karenina 

Superbo.

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