vine

Lamb loves fox

When will we meet
I can’t wait to see you
Miss the way you nuzzle my neck
I could kiss your throat every time you growl
I am mad for your wit
I hope you do that trick again
It never gets old
Please, a reminder, you know I won’t eat mice
But we will frolic in the field
Last time your tears filled up the wine glass
When it was time for you to run from the farmer

Michael Baumgart

Guess what, everyone! I have a NEW makeup tutorial on my YouTube channel! (Haha, get it?! New?! Ba-duh-chhh!😝) As you may know, @gwenstefani is one of my very favorite people ever, and ever since I started doing makeup I’ve been seriously wanting to recreate this look because it’s just so amazing… And the song New is one of my very favorite @nodoubt songs and it’s a great music video as well! So glad I was able to do this! You can watch the video in the link in my bio, or here: https://youtu.be/QlEsLu-EBNE Hope she sees it! 😁😁😁❤️💛💚💋💙💖✨#gwenstefani #new #nodoubt #nodoubter #returnofsaturn #sugarpill #makeup #mua #makeupartist #makeupbylaceynoel #laceynoel #misslaceynoel #lamb #harajuku #harajukulovers #superkawaii #anastasia #nyx #mac #fashion #highfashion #makeupaddict #90s #bluehair #youtuber #youtube #makeuptutorial

Lamb, Bonnie Nadzam (Edizioni Clichy, 2015)

«Non credo si possa ripulire un cuore come fosse un garage, David.»

David Lamb ha cinquant'anni, Tommie undici. Per uno scherzo del destino si incontrano mentre lei è in cerca di una sigaretta, dopo una crudele scommessa con le amiche che fingono di apprezzarla pur coinvolgendola in pubbliche umiliazioni. Tommie (a differenza di ciò che hanno scritto sul Publishers Weekly) non è affatto una Lolita, ma la vittima più assoluta della sua stessa purezza: forse è per questo che David, che ha appena perso il padre ed ha trascorso un'infanzia discutibile, si mette in testa di salvarla. Inizia forse con innocenza quel gioco che lo porta a spingersi in un territorio molto più pericoloso: dal desiderio di protezione David passa a quello, oggettivamente più insensato, di rapirla. Bonnie Nadzam, scrittrice ultra competente che non conoscevo, ha un talento pauroso fondato su una scrittura tesa, che corre sul filo del rasoio. Il suo Lamb si legge tutto d'un fiato, perché quel viaggio che David e Tommie intraprendono del tutto all'improvviso e che oscilla tra l'avventura e il rapimento a tutti gli effetti, non dice mai abbastanza, non sfoga mai abbastanza. Non utilizza platealmente la descrizione di una violenza che sarebbe stata, prima che feroce e inammissibile, assurda e banale; né accontenta il lettore, che inganna perfettamente fino all’ultimo. Costringe, se mai, a riconoscere che la manipolazione ha mille facce, molte delle quali seducenti ed eccitanti; ricorda con sagacia che la più turpe delle violenze può albergare soprattutto nelle parole e nelle intenzioni, prima che nei fatti a cui siamo tristemente abituati. Un libro bellissimo e duro che spaventa e affascina, una di quelle opere che si scrivono raramente. Cinque ciliegie.

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