Innaffiare le piante e far sgocciolare l’acqua sul balcone di sotto è reato


Beghe condominiali: commette reato di getto pericoloso di cose il condomino che, innaffiando, sporca il terrazzo sottostante con acqua e terra: il comportamento costituisce una molestia sanzionabile con il codice penale.

Commette il reato di “getto pericoloso di cose” [1] il condomino che, nell’innaffiare le piante del proprio balcone, fa sgocciolare l’acqua e il terriccio sulla altrui proprietà…

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Maurizio Landini comincia a raccontare di un paese dove – giovanissimo – è andato a lavorare. “Si chiama Cavriago, non so se lo conosce. Ma è un posto famoso perché c’è un busto di Lenin e tutti giorni gli mettono davanti un fiore fresco. Ancora oggi”.
— 

Leggendo l’intervista a Landini mi è comparso un EH? grande come una casa.

Per poi scoprire che è tutto vero (Il resto del Carlino del 15/02/14).



E c’è anche chi tutti i giorni va ad innaffiare i fiori che qualche turista e simpatizzante lascia ai piedi di questo monumento, unico in Italia e uno dei pochissimi rimasti ancora al mondo.

Avanti veloce verso il declino. 

Siceramente, sto iniziando ad abbracciare l’idea di una possibile rottura. L’amore è una pianta, se non ti prendi cura di lei secca, muore. Ma perchè devo innaffiare solo io?

Dudas

orsù che dovrei fare?

Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,
e come fa l’edera, che dell’olmo tutore,
accarezza in gran tronco e ne lecca la scorza,
arrampicarmi, invece di salire per forza?
No, grazie! Dedicare, com’usa ogni ghiottone,
dei versi ai finanzieri? Far l’arte del buffone
pur di vedere alfine le labbra di un potente
atteggiarsi a un sorriso benigno e promettente?
No, grazie! Saziarsi di rospi? DIgerire
lo stomaco per forza dell’andare e venire?
Consumar le ginocchia? Misurar le altrui scale?
Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie! Accarezzare con mano abile e scaltra
la capra e intanto il cavolo innaffiare con l’altra?
E aver sempre il turibolo sotto de l’altrui mento
per la divina gioia del mutuo incensimento?
No, grazie! Progredire di girone in girone,
diventare un grand’uomo tra cinquanta persone,
e navigar con remi di madrigali, e avere
per buon vento i sospiri di vecchie fattucchiere?
No, grazie! Pubblicare presso un buon editore,
pagando i propri versi! No, grazie dell’onore!
Brigar per farsi eleggere papa nei concistori
che per entro le bettole tengono i ciurmatori?
Sudar per farsi un nome su di un picciol sonetto
anzi che scriverne altri? Scoprire ingegno eletto
agl’incapaci, ai grulli; alle talpe dare ali,
lasciarsi sbigottire dal romor dei giornali?
E sempre sospirare, pregare a mani tese:
– Pur che il mio nome appaia sul Mercurio Francese?
No, grazie! Calcolare, tremar tutta la vita,
far più tosto una visita che una strofa tornita,
scriver suppliche, farsi qua e là presentare?…
Grazie, no! Grazie, no! Grazie, no! Ma… cantare,
sognar sereno e gaio, libero, indipendente,
aver l’occhio sicuro e la voce possente,
mettersi quando piaccia il feltro di traverso,
per un sì, per un no, battersi o fare un verso!
Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna,
a qual sia più gradito viaggio, nella Luna!
Nulla che sia farina d’altri scrivere, e poi
modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi
tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia
pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccoglia!
Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte,
non dover darne a Cesare la più piccola parte,
aver tutta la palma della meta compita,
e, disdegnando d’essere l’edera parassita,
pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto
salir anche non alto, ma salir senza aiuto!

All you can eat Frittura di Pesce per 2! Viale Aventino

Hai una passione per i veri sapori del mare? Non ti resta che provare lo sfizioso menu a base di frittura di pesce di calamari e gamberi con formula all you can eat maxi antipasto e prosecco di benvenuto con un gustoso dolce fatto rigorosamente in casa e innaffiare il tutto con 1 calice di vino della casa a soli 49€/coppia.  Il Menu comprende:  - 1 prosecco di benvenuto a testa  - Antipasti: insalata di mare, soutè di cozze, bruschetta al pomodoro - Formula All you can eat frittura di pesce x 2 (calamari e gamberi)  - Dolce della casa a scelta dal menu (potrai ad esempio gustare: tiramisu, sbriciolata ai lamponi, tortino al cioccolato, parfait - semifreddo - alla cannella, alle fragole, al melone, al cocco) o fragole con gelato o tagliata di frutta. - 1 Bottiglia di acqua x 2 - 1 calice di vino della casa  - Servizio Il Grottino all’ Aventino riesce a tradurre gli ingredienti nei sapori più gustosi e fantasiosi grazie ad accostamenti audaci che non dimenticano mai i sapori classici e familiari. Situato su Viale Aventino, a due passi dal Circo Massimo, questo locale propone oltre alla cucina romana, anche piatti più internazionali anche per accontentare la clientela multietnica che giornalmente lo popola. I piatti sono prevalentemente di mare e mantengono la genuinità e la leggerezza che caratterizza la nostra cucina. Leggi le recensioni su  Tripadvisor. http://dlvr.it/7F0WFV Roma
Cyrano de Bergerac

orsù che dovrei fare?

Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,
e come fa l’edera, che dell’olmo tutore,
accarezza in gran tronco e ne lecca la scorza,
arrampicarmi, invece di salire per forza?
No, grazie! Dedicare, com’usa ogni ghiottone,
dei versi ai finanzieri? Far l’arte del buffone
pur di vedere alfine le labbra di un potente
atteggiarsi a un sorriso benigno e promettente?
No, grazie! Saziarsi di rospi? DIgerire
lo stomaco per forza dell’andare e venire?
Consumar le ginocchia? Misurar le altrui scale?
Far continui prodigi di agilità dorsale?
No, grazie! Accarezzare con mano abile e scaltra
la capra e intanto il cavolo innaffiare con l’altra?
E aver sempre il turibolo sotto de l’altrui mento
per la divina gioia del mutuo incensimento?
No, grazie! Progredire di girone in girone,
diventare un grand’uomo tra cinquanta persone,
e navigar con remi di madrigali, e avere
per buon vento i sospiri di vecchie fattucchiere?
No, grazie! Pubblicare presso un buon editore,
pagando i propri versi! No, grazie dell’onore!
Brigar per farsi eleggere papa nei concistori
che per entro le bettole tengono i ciurmatori?
Sudar per farsi un nome su di un picciol sonetto
anzi che scriverne altri? Scoprire ingegno eletto
agl’incapaci, ai grulli; alle talpe dare ali,
lasciarsi sbigottire dal romor dei giornali?
E sempre sospirare, pregare a mani tese:
– Pur che il mio nome appaia sul Mercurio Francese?
No, grazie! Calcolare, tremar tutta la vita,
far più tosto una visita che una strofa tornita,
scriver suppliche, farsi qua e là presentare?…
Grazie, no! Grazie, no! Grazie, no! Ma… cantare,
sognar sereno e gaio, libero, indipendente,
aver l’occhio sicuro e la voce possente,
mettersi quando piaccia il feltro di traverso,
per un sì, per un no, battersi o fare un verso!
Lavorar, senza cura di gloria o di fortuna,
a qual sia più gradito viaggio, nella Luna!
Nulla che sia farina d’altri scrivere, e poi
modestamente dirsi: ragazzo mio, tu puoi
tenerti pago al frutto, pago al fiore, alla foglia
pur che nel tuo giardino, nel tuo, tu li raccoglia!
Poi, se venga il trionfo, per fortuna o per arte,
non dover darne a Cesare la più piccola parte,
aver tutta la palma della meta compita,
e, disdegnando d’essere l’edera parassita,
pur non la quercia essendo, o il gran tiglio fronzuto
salir anche non alto, ma salir senza aiuto!

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