LE API DEL MONUMENTO EQUESTRE DI FERDINANDO I DE' MEDICI-OPERA DEL GIAMBOLOGNA

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Camminando in piazza Santissima Annunziata a Firenze, oltre alle molte bellezze ed opere artistiche presenti, con un pò più di attenzione è possibile notare e conoscere piccoli ma interessanti particolari ricchi di storia e di fascino. Sotto il portico dello “Spedale degli Innocenti” ad esempio, è visibile nella testata di sinistra, sopra alcuni gradini, una finestra che oggi appare inferriata. All’interno della finestra era stato posto un tamburo ruotante di legno ed a fianco della stessa una campanella con un cordone. Le madri che non potevano o non volevano mantenere i propri bambini appena nati deponevano il piccolo nella “ruota” e suonavano la campanella. Il suono richiamava una suora all’interno dello Spedale che accorreva per girare il tamburo e soccorrere il trovatello. Al collo del bambino spesso le madri legavano, nastri colorati, medagliette, pezzi di stoffa, bottoni che le suore custodivano gelosamente. Tali “segni anonimi” potevano servire un giorno per identificare il bambino qualora la madre decidesse di riprendere la propria creatura. Tali oggetti sono ancora visibili oggi nel museo dello Spedale. Proprio al di sopra della finestra che conteneva la “ruota degli innocenti” si può osservare il busto di Francesco I di Lorena, Granduca di Toscana. Alle spalle della statua era stata aperta una fessura a mezza luna che doveva servire per dare luce al corridoio che collegava lo “Spedale” alla ruota. Quando il pertugio venne chiuso rimase sul muro una macchia bianca. Se si fa qualche passo indietro lungo il loggiato si possono chiaramente vedere le “corna del Granduca”. Spostandosi al centro della piazza della Santissima Annunziata sorge il monumento equestre in bronzo del fratello di Francesco: Fernando I dei Medici. Nella parte posteriore del piedistallo, Ferdinando fece porre la propria “impresa”: un’ape regina circondata da una miriade di api tutte rivolte verso di lei, come a significare che mentre lui rappresentava il centro del Granducato, il popolo laborioso costruiva e lavorava intorno a lui. Le api sono poste a circonferenze semicentriche e sfalsate perciò è estremamente difficile contarne il numero senza confondersi. Nacque così la leggenda delle api che non si contano, anche se nella realtà sono novantuno.

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