ilcastellodeidestiniincrociati

Il gioco di prestigio che consiste nel mettere dei tarocchi in fila e farne uscire delle storie, potrei farlo anche coi quadri dei musei: mettere per esempio un San Girolamo al posto dell’eremita, un San Giorgio al posto del cavaliere di spade e vedere cosa viene. Sono, vedi il caso, tra i soggetti della pittura che più mi hanno attratto. Nei musei mi fermo sempre molto volentieri davanti ai sangirolami. I pittori rappresentano l’eremita come uno studioso che consulta trattati all’aria aperta, seduto all’imboccatura d’una grotta. Poco più in là c’è accucciato un leone, domestico, tranquillo. Perché il leone? La parola scritta ammansisce le passioni? O sottomette le forze della natura? O trova un’armonia con la disumanità dell’universo? O cova una violenza trattenuta ma sempre pronta ad avventarsi, a sbranare? Lo si spieghi come si vuole, è piaciuto ai pittori che San Girolamo abbia con sé un leone (prendendo per buona la storiella della spina nella zampa, grazie al solito qui pro quo d’un copista), e così a me dà soddisfazione e sicurezza vederli insieme, cercare di riconoscermici, non specialmente nel santo e nemmeno del leone (che del resto spesso s’assomigliano) ma nei due insieme, nel quadro, figure oggetti paesaggio.
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Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino

[Anch’io cerco di dire la mia]

Eppure la città non è morta: i macchinari i motori le turbine continuano a ronzare e a vibrare, ogni Ruota a ingranare i suoi denti in altre ruote, i vagoni a correre sui binari e i segnali sui fili; e nessun uomo è più lì a trasmettere o a ricevere, a rifornire o a scaricare. Le macchine che da tempo sapevano di poter fare a meno degli uomini, finalmente li hanno cacciati; e dopo un lungo esilio gli animali selvatici sono tornati a occupare i territori strappati alla foresta: volpi e martore allungano la soffice coda sui quadri di comando costellati di manometri e leve e quadranti e diagrammi; tassi e ghiri si crogiolano sugli accumulatori e sui magneti. L’uomo è stato necessario: adesso è inutile. Perché il mondo riceva informazioni dal mondo e ne goda bastano ormai i calcolatori e le farfalle.
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Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino

[Storia della foresta che si vendica]