Oggi piove. Si balla!

-E’ un palazzo in Germania, precisamente in un quartiere artistico della città Dresda. Le grondaie sono fatte in modo che quando piove si sente un suono particolare!-

Dolce casa. #home #casa #finestra #window #muro #wall #cielo #bluesky #borgo #borough #vicolo #alley #vasi #antenna #grondaia #grata #vessels #grid #gutter #littlethings #accogliente #35 #hospitable #homesweethome #casadolcecasa #caratteristico #characteristic (presso Vico Noce)

Sono caduto dal triciclo

Oggi col mio triciclo senza una ruota, quindi con una bicicletta storta, Incontrai la ragazza più figa di tutto il paese, così decisi di fermarmi e le chiesi se voleva fare un giro sul mio bolide ma lei se ne andò sbuffando. Non credo che abbia capito che col bolide intendevo il mio pene. Bho, sta gente ignorante.
Comunque questo era solo un aneddoto, in realtà sono caduto perchè stavo facendo a gara con una moto, e alla prima curva caddi. Nessuno si fermò a controllare se stavo bene, ed io non potevo alzarmi per colpa dell’autistico che mi appese alla grondaia (Vedi prima storia) quindi rimasi per terra per 2 giorni senza mangiare ne bere fino al momento in cui decisi che c’era solo un modo per proseguire la mia strada: rubare una moto. Ma non era una sfida semplice senza una gamba e con l’altra probabilmente rotta. In ogni caso mi lanciai in mezzo alla strada e al primo motorino che passò usai tutte le mie forze per alzarmi a rubarlo, ma si spaventò e cadde. Entrambi a terra, un buon uomo che passava di li chiamò il 118 che venne a prelevare solo il tipo, a me non mi cagarono manco per striscio. Ma proprio quando pensavo che tutto era finito e di non avere più speranza vidi passare un auto col rimorchio a cui mi attaccai e mi porto in giro fino a casa mia, dove i miei genitori stavano dando una festa con tutta la famiglia, pure gli stronzi degli autobus.

Nelle narici e nei lampioni della sera.

Era un quadrato senza lati, avanzavo con le mani strette al viso, non vedevo, ma non avrei comunque visto con gli occhi tumefatti, gonfi come rane, lividi e coperti dal fiotto di sangue che scendeva dalla fronte; avanzavo, “non sono un pugile” ripetevo con tono masticato, avevo le labbra spaccate come pesche lasciate a marcire sull’albero, “non sono un pugile” e, a dirla tutta, non sono un uomo. E che importanza poteva avere? Ero sul ring e dovevo prenderle o darle, avrei potuto agitare le mani contro le ombre bluastre che filtravano dalle dita, sfinirmi contro quei mille avversari somiglianti a nessuno. Volendo avrei potuto, e avrei distrutto l’ultima cosa che mi rimaneva, incredibilmente, intatta: le mani. Decisi di non far nulla, di salvare perlomeno le dita. Passo dopo passo il fischio dei colpi alle orecchie si propagava nello stomaco e lungo la colonna vertebrale, ero una grondaia colpita dalla tempesta, dentro e fuori, imprescindibile, come quell’unico senso intatto che mi ritrovo tra le mani, nuda, sotto le lenzuola dei tuoi occhi, al sicuro da un mondo quadrato che non può capire come una tua carezza io la viva nelle narici e nei lampioni della sera. Sono morta, sai, quel giorno su quel ring senza angoli, sono morta per poter essere qui ora, inghiottita dal tuo respiro, dalla curva della tua bocca d’oriente mentre ti racconto dell’ultimo colpo che mi ha stesa, esattamente qui, sul fondo alla tua schiena, dentro la tua carne che ha il nome di quella stella che sa sempre riportarmi a casa, sana e salva.

La mia triste storia

La mia storia inizia 15 anni fa quando quei disgraziati dei miei genitori scopavano mezzi ubriachi senza protezioni, e così un piccolo spermatozoo si trasforma in un bambino in 9 mesi. Da qui fino alla prima elementare tutto abbastanza bene, ero felice.
Avevo solo un sogno nella vita, di diventare il più bravo ballerino di sempre, Poi il mio vicino autistico e storpio mi appese per una gamba alla grondaia di casa e fu così che strappò i nervi della gamba che manco ora riesco più a muovere, e tutto ciò perchè ho detto che le mie ballerine da danza erano piu belle delle sue.
Col sogno della danza distrutto mi affidai al nuoto, senza successo, e neanche del bagnino, che tentando di salvarmi affogò e mori alla giovane età di 23 anni.
In prima media ho iniziato a prendere l’autobus, il posto peggiore in assoluto.
Lì dentro c’è una strana gerarchia che fa che ci siano dei capi supremi che dettano legge sul resto dell’autobus, Fu cosi che venni attaccato al retro del autobus con la mia sedia rotelle, era anche divertente fino a quando l’autista non ha frenato, cosi mi deturpai tutta la faccia. A quel punto la mia depressione era talmente alta che l’unica cosa che poteva tirarmi su il morale era la danza, così ricominciai con la mia bellissima sedia a rotelle rosa con le fiamme ai lati fu un insuccesso totale: l’insegnante in realtà era una negra cicciona che non sapeva ballare altro che la danza della pioggia, non sapeva manco parlare fra un po’ ma purtroppo era l’unico posto che potevamo permetterci. Difatti mio padre era stato licenziato da poco e mia madre era diventata pazza, aveva una strana forma di schizofrenia che ogni volta che dicevi la parola gelato iniziava ad impazzire e a vendere pesce nel mercato di paese.
A ‘sto punto raggiunsi finalmente le superiori dove speravo le cose potessero andare un po meglio, e in effetti fu un po’ così. Per i primi 2 giorni.
Dopodiché iniziai ad esser picchiato da tutta la scuola con conseguenze impreviste: a forza di prender botte il mio braccio destro aveva smesso di funzionare. Mia madre non sapeva più che fare ed era sempre in pena per me cosi decise di portarmi in un posto sterile, un posto di pace.
La parrocchia.
Ma ho sempre odiato gli amici immaginari, e poi mi picchiavano anche li quindi abbandonai pure quel posto.
Per aggiungere una fortuna mia mamma si era svegliata un giorno e non riusciva più a dire le vocali e ogni volta che ne sentiva una dovevamo rincorrerla per tutto il paese per cercare di fermarla dal vendere pesce rubato.
Ed ora eccomi qui, a scrivere a gente sconosciuta la mia felicissima vita piena di momenti felici e amicizie.

Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video