grillo

Movimento 5 Stelle - Istruzioni per l'uso
  1. Grillo sfancula il nascente Governo e chiede ai suoi quattro gatti di iscritti di confermare lo sfanculamento, perché ciascuno vale uno e la democrazia su internet non si discute;
  2. la Rete - che non aveva capito bene - gli dice di andare alle Consultazioni;
  3. Grillo obbediente - perché uno vale uno e lui è solo un portavoce - va alle consultazioni facendole immediatamente fallire con uno show insultante, e così ha fatto in sostanza come pareva a lui;
  4. alcuni senatori, quelli stupidi che non avevano capito che UNO vale uno tutti ma gli altri valgono zero, criticano questo atteggiamento di Grillo;
  5. Grillo, visto che l’unico UNO è lui, scatena la bagarre e induce i fedelissimi droni al Senato a sanzionare l’espulsione; poi indice un democratico voto on line preceduto da un video pieno di menzogne e livore contro i “dissidenti” ed SMS direttamente agli elettori (i quattro gatti certificati che possono accedere) per indurli a ratificare la cacciata; due droni grillini su tre obbediscono come un sol uomo, perché uno vale uno, cioè Grillo.
  6. qualche altro senatore 5 Stelle, fra i pochi non lobotomizzati, stanno decidendo di abbandonare il gruppo per lo schifo ma, naturalmente, si tratta dei soliti venduti alla kasta.
  7. Fine di un progetto, fine di una speranza, fine della quantità di capitale sociale entusiasta che aveva creduto nel progetto 5 Stelle.

(27 Febbraio 2014)

Non volevo scrivere un post politico

Ma a me i grillini fanno sempre più paura.

Passi per l’ignoranza. Capisco che non hanno mai avuto voglia di leggere qualcosa che sia più lungo di 10 righe. Lo capisco, davvero. Capisco la loro grammatica errata, in fondo studiare costa fatica. Capisco le semplificazioni, perché d’altronde se non sai niente è più facile dire “è colpa di Bilderberg” piuttosto che iniziare a fare un’analisi complessa e multifattoriale. Capisco le urla, le offese. Le accetto. Solo nell’ultimo mese mi sono sentito dare del comunista, del fascista, del clericale (sic!) e del democristiano. E ovviamente, per il lavoro che faccio, mi sono sentito descrivere come servo del potere delle multinazionali del farmaco*. Va bene tutto. In fondo, non si può essere tutti d’accordo. E va bene che esprimano il loro disprezzo per le mie idee, per il mio lavoro.

Quello che proprio non riesco a tirar giù è l’arroganza. La mancanza di ogni dubbio. La certezza di essere nel giusto. Non gli importa di ascoltare idee diverse: se la pensi in modo diverso da loro, sei parte della casta. E non solo: se anche la pensi come loro (capita raramente, ma può succedere) ma esprimi dubbi sul loro modo di fare politica, sei parte della casta. E come tale devi morire.

La scenetta di ieri fra Grillo e Renzi ha fatto ridere molti: a me ha fatto venire i brividi. Volevo piangere, grande e grosso come sono. Grillo è lì perché “la rete” (poco importa se è solo una manciata di migliaia di persone, per lui vale come fosse il mondo intero) gliel’ha chiesto: e cosa fa, chiede a Renzi di attuare quei tre / quattro punti che potrebbero (secondo lui) far bene al paese? No. Gli dice che potrebbe anche fare tutte le riforme migliori al mondo, ma dato che non rappresenta “la rete” ma un partito, deve morire. Il che, in soldoni, significa che solo Grillo stesso (o qualcuno dei suoi seguaci) ha il diritto di governare, perché solo loro hanno la benedizione della “rete”. Chiamate questa logica come volete, per me è fanatismo. E quando i fanatici hanno milioni di seguaci, le cose non si mettono bene.

* Ma secondo voi, geni, se io fossi al soldo delle multinazionali del farmaco avrei un contratto in scadenza al 30 aprile a 1000 euro al mese?

Se esistesse ancora un minimo di decenza, milioni di persone perbene – elettori, giornalisti, intellettuali, eventuali politici e imprenditori – dovrebbero leggersi l’ordinanza dei giudici di Venezia sul caso Mose e poi chiedere umilmente scusa a Beppe Grillo e ai suoi ragazzi. Anni e anni sprecati ad analizzare il suo linguaggio, a spaccare in quattro ogni sua battuta, a deplorare il suo populismo, autoritarismo, giustizialismo, a domandarsi se fosse di destra o di centro o di sinistra, a indignarsi per le sue parolacce, a scandalizzarsi per le sue espulsioni, ad argomentare sui boccoli di Casaleggio e sul colore del suo trench, a irridere le gaffes dei suoi parlamentari, a denunciare l’alleanza con l’improbabile Farage (l’abbiamo fatto anche noi, ed era giusto farlo, ma in un paese normale: dunque non in Italia). Intanto destra, sinistra e centro – quelli che parlano forbito e non hanno i boccoli – rubavano. Rubavano e rubano tutti, e insieme, sempre, regolarmente, scientificamente, indefessamente, su ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico
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[Marco Travaglio]

3nding

La M-A-F-I-A secondo Grillo: traduttore

«La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima aveva una sua condotta morale…».

Già, come direbbe Sibilia, son passati i tempi rivoluzionari degli omicidi Falcone e Borsellino. 

«Bisognerebbe quotare la mafia in Borsa e se si investe si guadagnerebbe».
Spoiler. Le performance dei Riina bond sono le migliori - ottime prospettive della SRNSCT Spa (Sotterro rifiuti nucleari da tutto il mondo sotto casa tua) - buoni anche la Stupefacenti Spa (finché il Giova ci sarà e la droga sarà proibita, profitti da trip). E’ giusto il voto di scambio: «In Sicilia siete sempre stati un bacino di voti da Andreotti a Lima, fino ai 61 seggi a 0 in favore di Berlusconi. Ma vi capisco maledetti: io lo metterei all’asta il voto anche per 92 euro da scaricare sulle tasse  Ma sì, il voto di scambio è solo un reato, in fondo la mafia ha messo a posto tanti giovani picciotti. Pensare che paga anche per ogni omicidio, per devastare il territorio, per strozzare ogni attività economica. Gli uomini d’affari sono come i mafiosi del resto. Certo 92 euro da scaricare sono meno del bonus di 80 euro di Renzi, ma Grillo si vende per molto meno e alla mafia. «Crocetta non si capisce cosa sia, sotto ogni punto di vista» Grillo: maschio omofobo italiano profondamente dubbioso della propria virilità, normalmente va con i trans ma se lo sente più lungo solo insultando i gay. Crocetta è omosessuale, Grillo uno che si attacca al cazzo dei gay perché gli mancano gli argomenti.  Sintesi: la finanza ha rovinato la politica, la politica ha rovinato la mafia ma i Riina bond ci salveranno.