grenache

2012 Château de Trinquevedel Tavel Rosé

This ain’t no poolside rosé, folks! This one’s got some chops. It fights above its weight class. Cranberry, lingonberries, blossoms, doughnut peach, lychee, and dark rock all on the nose. Peppered wild strawberries, cranberries, lychees, and nectarines on the palate. 

4/5 bones

$$

Grenache, Cinsault

13.5% abv

Tavel, FRANCE

ALPHA BOX & DICE - TAROT // grenache 2008

*this has been a staple around the house. not only does the label rule, the wine is totally satisfying as well. also, it’s about $10 a bottle. wins all-around.

2008 Tir Na N'Og Old Vines Grenache

Feeling mighty Irish for this Tir Na N'Og (Land of the Youth) wine! Red cherries and red raspberries on the nose along with hints of bramble and pepper. Wow, EXCELLENT on the palate! Peppered cherries and strawberries with nice acidity. Happy St. Patty’s Day! 

5/5 bones

$$

Grenache

14.5% abv

McLaren Vale, AUSTRALIA

Duo de marcs

                     

      Après le marc de grenache-carignan issu des vignes du Loup Blanc, le marc du clos Gravillas a été mis en bouteille. C'est un assemblage de trois cépages blancs: viognier, muscat, macabeu, rapidement vinifiés afin d'éviter tout caractère végétal et astringent. Il est encore jeune, mais retient l'attention du dégustateur par son bouquet de bleuet et de muguet.

      Le premier s'accordera à un café serré, et nous conseillons le second en accompagnement d'un dessert aux amandes ou d'un royaume.

2009 Sine Qua Non Turn the Whole Thing… Upside Down

This wine is so amazing, it turns me upside down (well, almost). This is some high-alcohol wine (15.6%!!), but it’s so crazily in balance, I can’t even stay upright from awe. Red cherries, raspberries, bramble, white pepper, oak, mahogany, raw filet mignon, eucalyptus, figs, dates, and violets all on the nose (seriously). Sticky macerated cherries, raspberries, pepper, violets, potpourri, figs, and dates on the palate. Seriously insane balance. Fruit gets juicier and riper as the wine opens. INSANE.

5/5 bones

$$$$$

Grenache

15.6% abv

Santa Barbara County, California, USA

Faugeres AOC 2011, Clos Fantine, 14 gradi.

Vorrei viaggiare dall'Italia oltre il confine francese, percorrere le coste e le terre rosse e frastagliate fino all'apparire dei Pirenei; oppure giungere al mare da nord, dalle fredde onde della Manica scendendo verso sud e muovendo verso est, lasciando alle spalle le luci di Parigi e la Champagne a oriente, tagliando di netto la Loira, scorrendo verso sud parallelo alla valle del Rodano. Vigneti, storie, colline. Paesi, castelli, persone. Mani, visi, sguardi e parole. Poi, in fondo, la Linguadoca, grosso modo tra Roussillon e Provenza; regione di fascino particolare, quasi chiusa in un suo mistero: una parlata sua (la “lingua d'oc”, appunto) e l'eresia catara; di fondo, una natura indomabilmente latina, ribelle; leale al potere nordico ed in principio germanico delle generazioni di re di Francia, ma sostanzialmente autonoma.  In essa Faugeres e’ denominazione di colline di scisto a forti pendenze, interne ma ancora prossime all'aria marina, site tra i 250 e i 700 metri d'altezza, con la brezza della sera che rinfresca le uve e dona purezza al vino, se lo lasci parlare.  Terre magre, coltivate almeno fin dall'antichità romana e probabilmente da prima ancora, dove tutt'oggi la vite ed il vino occupano un ruolo centrale nelle colture.  Chissà oltre gli eventi storici, le guerre e le repressioni, quale eredità resta nelle mani e negli occhi  di quella gente. Domande che si affacciano mentre si tesse con  questo rosso Faugeres di Clos Fantine il mio dialogo muto. Bottiglia comprata quasi per caso in un grande negozio di South Kensinghton, attratto dall'orgogliosa etichetta vecchio stile, dal prezzo accessibile, dal cartellino che lo identificava come biodinamico. Si’, perché  nei 28 ettari di Clos Fantine fanno tutto in famiglia Carol, Corinne e Olivier Andreu: niente chimica in vigna, semplicità estrema in cantina, senza filtrare o chiarificare e con dosaggi minimi di solforosa. Apri e versa il liquor rosso rubino, quasi profondo senza indugi lo diresti  nella sua concentrazione, se non sfumasse così rapidamente all'unghia su tonalità più pallide, un preludiare di granato ma non ancora tale; se non avesse interna una sua luce di rimando, un riflesso solare, che allontana opacità e promette purezza. Danza sciolto nel bicchiere, presente ma leggero, fluido. L'aroma e’ un canto di Carignan, Cinsault, Sirah, Grenache, un po’ roco sulle prime, ma che presto si schiarisce: il tempo di qualche gorgheggio. È un vino che ti solletica fin dal naso, questo è: insieme sole accecante e penombra, quella che io ricordo delle vecchie cantine elbane, per metà interrate, chiuse da un pesante portone; dopo la luce esterna abbagliante dentro solo buio ed odore di uva, di appassimento, di decenni di vino che invecchia. Caldo e fresco ad un tempo l'aroma di Clos Fantine, more e prugne nere da una parte e mirto e mirtillo, poi dall'altra fragole e lamponi, circonfuso dalle profondità della liquerizia, della cannella, uno spunto acetico che intriga e rinfresca ed una terrosita’ piacevolmente rustica che ritrovi tutta sul palato. Perché nella tua bocca lo troverai ruvido ma piacevole: come un bacio di passione, come un gatto riconoscente che con la lingua ti lecca le dita. Vino dal tannino notevole in quantità ed assai grintoso, che ignora smussature, gessoso persino;  quasi violento nel porgere la sua intensità, ma con naturalezza, leggerezza, senza forzare: cosi’ che il corpo indugi a dirlo pieno - ampio, piuttosto! E lungo a permanerti sul palato, un poco amarotico, con un'acidità decisa -che non si nasconde- ed un alcol che scalda piacevolmente, magari anche superiore  ai gradi dichiarati per arrotondamento. Freschezza e calore, rotondità e forza: conciliazione di opposti che ha il suo tramite nell'anidride carbonica disciolta finissima e invisibile, a pizzicare il palato e rinfrescare la beva, tenendo il vino vivido seppur rustico, come si usava in certi Chianti, Barbera e Bonarda d'antan e che fortunatamente ancor oggi talvolta si ritrova. Vale sapere di fronte al piacere che un 25% dei grappoli non si deraspa e che il rosso liquore di Bacco affina circa diciotto mesi in cemento, senza interventi? La tecnica, che vale? Qui l'anima parla, qui parla la terra. Lo sapessimo una buona volta il valore della terra! Che millenni la creano e una ruspa devasta un due giorni. Lasciamo: Clos Fantine e’ fatto per la gioia della tavola, su un'arista del Pistoiese ed un Pecorino stagionato del Monte Amiata mi ha sorriso senza farsi intimidire. 

Sangria: Ultimate Summer Party Drink, or Anarchy in a Pitcher?

Elana Effrat, Spirits Specialist, Lot18

Sangria is fruity, delicious, alcoholic anarchy. There are no rules outside of it having a wine base along with fruit and some sort of spirits. Over the years, I’ve experimented with combinations of flavors that sometimes have wound up in the sink drain, but that’s the fun of it. Lesson number one: taste as you go.

Paying homage to its Mediterranean roots, I like to start with a more fruit-forward Spanish red wine like Rioja or a Spanish Grenache like today’s Torres Malena offer.

For each bottle of wine, I tend to use around a quarter cup of brandy. Sometimes I’ll go for a standard unflavored one, but I like to experiment and have tried everything from peach brandy to orange liqueur. So far, my personal favorite is Laird’s Applejack, an American apple brandy. And if you’re feeling more adventurous, try adding spiced rum, or an American or Irish whiskey.

It wouldn’t be sangria without fruit, and I like to tell myself that the more that goes in the healthier it is. Citrus fruits such as oranges and lemons work beautifully with the wine – make sure to squeeze some of the juice in too before slicing them up. I’d also suggest using frozen fruit like cherries, peaches, pineapples and grapes. It will keep your punch cooler longer and the fruit won’t get mushy.  

If you enjoy a sweeter style of Sangria, I highly recommend using simple syrup instead of straight sugar, as the latter will just sink to the bottom of the pitcher. Simple syrup is easy to make: just mix equal parts sugar and hot water. Add in small quantities and taste as you go.

Throw the mixture into the refrigerator a few hours so the flavors have time to mingle together. When it’s time to serve, add lots of ice and a little sparkling water to give it some fizz. Sangria is best enjoyed cold on a warm day with great friends.

Here is my basic guideline for building your ultimate pitcher of Sangria:

–1 bottle of fruit-forward red wine
–1 lemon, cut into wedges
–1 orange, cut into wedges
–2 oz. brandy
–2 cups club soda or ginger ale

Mix together with ice in a pitcher and serve. 

2009 Samsara Larner Vineyard Grenache

CHECK IT: THIS WINE IS MIND BLOWING

AND A REALLY COOL LABEL RIGHT?

SAMSARA: MEANS THE CIRCLE OF LIFE

THIS WINE: IS THE PASSION PROJECT OF THE WINEMAKER FOR MELVILLE VINEYARDS

SAMSARA GRAPES ARE SPECIAL

MICROPRODUCTION

FROM MICROSCOPIC TERROIR DRIVEN VINEYARDS

ONLY: LIKE 90SOME CASES  WERE MADE

WE HAVE SOME

AND IT IS KILLER!

NOSE:

LEATHER

LICORICE

BLACK FIGS

MOUTH:

DEEP CHEWY MOUTH FEEL

NEAR PERFECT BALANCE

BLACK FRUIT

DRIED FLOWERS

WE LOVE IT SO MUCH WE ENDOW IT WITH OUR OFFICIAL “DM” WINE RATING, RESERVED ONLY FOR THE VERY BEST!

THAT’S RIGHT. 100%. DEPECHE. MODE.

$36 BUCKS HERE

DRINK IT WITH:

BRAISED OXTAILS. CRUSTY BREAD.

ROASTED LEG OF LAMB. BRUSSELS SPROUTS. BACON.

MELTED GRUYERE. CHORIZO. TOAST.