MAESTRI E ALLIEVI.

Già ai contemporanei apparve chiaro come Giotto avesse superato in bravura il suo maestro, Cimabue. Dante ci dona una delle terzine più profetiche di tutta la Divina Commedia, per gli storici dell’arte intrisa di significati e suggestioni particolari.

« Credette Cimabue nella pittura
tener lo campo, ed ora ha Giotto il grido,
si che la fama di colui è scura »

(D. Alighieri, “Purgatorio”, XI, 94-96)

Nell’immagine: Cimabue, “Crocifisso”, Arezzo, Chiesa di San Domenico, dettaglio.