gentiluomini

[Stamattina ero a fare la spesa e nel momento in cui dovevo risalire in macchina mi imbatto in un signorotto anziano proprietario della macchina affiancata alla mia, così restiamo pochi secondi a guardarci per capire chi dovesse salire prima…]
Io: Vada, vada. Salga prima lei. 
Signore: Ma ci mancherebbe! Sempre prima le donne, passi pure!
Io: Grazie, grazie mille!
Signore: Si figuri signorina, che uomo sarei!

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Perché un vero gentiluomo deve saper usare propriamente la cera per baffi ma anche brandire il bastone da passeggio in caso di combattimento senza perdere la propria flemma.

Risvolto di copertina:

Il Trattato di scherma col Bastone da passeggio e difesa personale è forse la testimonianza più importante delle arti marziali italiane della Belle Epoque. 
Spinto dal successo con cui viene accolto il corso di addestramento che l'Autore tiene alla Scuola di difesa personale dei Vigili Urbani di Milano, Giannino Martinelli in questo manuale ci illustra la sua scherma di bastone sia come esercizio schermistico sia come un utile sistema di difesa contro il coltello. 
Nella seconda parte spiega il suo sistema a “mani libere” che unisce ecletticamente diverse discipline, come il pugilato, la lotta, la savate e il ju jitsu. 
L'Autore descrive dettagliatamente il saggio che diede con i suoi allievi nel dicembre del 1907, con tutto il programma degli esercizi, le applicazioni marziali e alcune brevi manovre di pronto soccorso.
Questo manuale rappresenta la testimonianza dello sviluppo in Italia della disciplina della “difesa personale”. L'approccio e la struttura tecnica sono squisitamente nuovi e “moderni”, così come anche l'esigenza di salvaguardare nei grandi insediamenti urbani la convivenza civile da chi minaccia “l'intangibilità personale” e la sicurezza, oggi come allora, rappresenta un tema ancora attualissimo.

Gentiluomini.

Tornare in palestra dopo un bel mese e mezzo pieno di cornetti a mezzanotte. Tu allora pensi ‘mamma mia quanto mi scoccio di ricominciare.’ E invece poi viene l'istruttore bello, che ogni estate speri si sia lasciato con la sua fidanzata storica ma invece è sempre più fidanzato di prima, che ti vede sul tappeto. E si avvicina. E tu allora giustamente pensi 'mamma mia si è fatto più bello.’ E di solito lo saluti con il pugno, come i tipi americani, Yo fratello. E invece lui ti fa il baciamano. Con l'accenno di inchino. Lui, a te.
E niente poi ho pensato 'mamma mia meno male che son tornata in palestra.’

una volta una persona ha pianto per me, ma io non potevo consolarla, perché non provavo per lei quello che lei provava per me. in quel momento non ho potuto e non ho saputo fare altro che piangere insieme a lei.

e no, dargliela non sarebbe servito a consolarlo. era un gentiluomo. 

Sono nata nell'epoca sbagliata?

Si proprio così, mi sento come se non appartenessi a questa realtà. Non so se mi spiego. Cioè, andiamo… Mi piacciono film antiquati, con dame del 600-700, che vengono chieste in spose ai loro padri da uomini galanti e gentili! E non solo i film, ma anche i libri. Ad esempio amo Jane Austen! È una scrittrice favolosa, la mia preferita. Appartiene a qualche secolo fa, ma scrive in una maniera… Che riesce a farmi immedesimare da subito. I suoi libri mi prendono davvero molto. Forse certe cose possono esistere solo nei film o nella fantasia di chi scrive libri, ma sento comunque di non appartenere a questo mondo così attuale e tecnologico. Come se avessi avuto una vita passata. A voi è mai capitato di sentirvi così? Sono un po’ le domande che mi pongo, ma non trovo risposte. Che fine hanno fatto le lettere scritte a mano con quei modi di scrivere così “ghirigoreggianti”? Sono state davvero sostituite dagli iphone o dagli iPad (e simili)? Che fine han fatto le maniere galanti degli uomini? Ormai in giro si vedono solo persone sgarbate, che non vedono l'ora di prevalicare sull'altro. Un mio amico mi ripete sempre “voi donne avete voluto la parità dei sessi? Adesso di cosa ti lamenti?”, e quando mi pone questa domanda penso sempre che sia davvero idiota. Un conto è essere maleducati, un conto è rispettare l'altro indipendentemente dal sesso, che sia maschio o femmina. E di questi tempi di maleducati se ne vedono troppi, o anche maleducate (perché in giro non ci sono solo i ragazzi così) che si atteggiano in modi poco femminili e alquanto rozzi. Una domanda finale che pongo a tutti quelli che stanno leggendo questo post, a cui non trovo risposta, è: la galanteria è davvero morta e sepolta?

E perché non la morte, piuttosto che una vivente tortura?
Morire è come esser messi al bando di se medesimi. Silvia è un altro me: bandirmi da lei è esiliar me da me stesso: mortale esilio! Qual luce è luce, se non per veder Silvia? Qual gioia è gioia, se Silvia non mi è vicina? O se non altro poter pensare che mi è vicina, e godere almeno il riflesso della perfezione? Se una notte Silvia non mi è vicina, non ha armonia il canto del rosignolo; se un giorno non contemplo Silvia, quel giorno non esiste per me. Ella è l'essenza stessa di me ed io non sono, se quel suo dolce influsso non mi riscalda, non m'illumina, non mi carezza, non mi alimenta. Col sottrarmi alla condanna mortale non eviterei di morire: se mi attardo qui non vado incontro che alla morte, ma se fuggo di qui fuggo lontano dalla vita.
—  I due gentiluomini di Verona, William Shakespeare

La “delizia” suburbana fu donata nel 1620 da Carlo Emanuele I di Savoia a Maria Cristina di Borbone-Francia sposa dell’erede al trono Vittorio Amedeo I di Savoia come regalo di nozze. Sulla figura della nobildonna francese circolavano voci maligne, che narravano di un Castello del Valentino luogo di incontri amorosi con gentiluomini e servitù che finivano in fondo ad un pozzo gettati dalla nobile amante, e che i molti fantasmi degli amanti abbandonati infestino i sotterranei del castello ancora oggi. Madame Reale sembra che si fece costruire anche un passaggio sotterraneo, vera e propria galleria che attraversava anche il letto del Po, per collegare il Castello alla Vigna Reale, teatro d'incontri amorosi tra lei e il suo consigliere Filippo d'Agliè.
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