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Oltre i biscotti c’è di più, Svezia 92′

La Danimarca è conosciuta per i biscotti (quelli delle scatole blu piene di aghi e fili delle nonne per intenderci) e per le ancor più famose favole. Più nello specifico, in ambito calcistico, è conosciuta per quel bomberone di Bendtner e per qualche comparsa del Copenaghen in Champions League. Ma è giusto ricordare a chi c’era e mettere a conoscenza di chi non sa un pezzo di storia calcistica di questo paese. Siamo nel 1972 e in Svezia si giocano gli Europei a cui partecipano corazzate come Francia, Germania e Paesi Bassi. Nella fase finale del torneo, tra le 8 squadre per motivi extra calcistici una venne esclusa, la Jugoslavia, al suo posto venne ripescata la Danimarca, che arrivò seconda nei gironi di qualificazione proprio dietro la Jugoslavia. Il sogno ha inizio, nel girone A dei danesi a contendersi il passaggio del turno ci sono Francia, Inghilterra e Svezia. La Danimarca tiene a bada la Nazionale dei Tre Leoni, perde il derby scandinavo con la Svezia ma riesce a imporsi sulla Francia assicurandosi il secondo posto. La semifinale è tosta, ad affrontare i danesi ci saranno i Paesi Bassi di Gullit e Van Basten. Semifinale che si mette subito bene per i danesi che passano in vantaggio con un gol di Larsen, vantaggio che viene annullato da un gol di Bergkamp, 1-1 e palla al centro. La Danimarca continua a giocare e dopo 10 minuti trova il gol del vantaggio con un tiro dal limite di Larsen. La partita viene controllata dai danesi ma a quattro minuti dal termine arriva il gol d’autore firmato Rijkaard. Si va ai supplementari che sembrano non finire mai, l’arbitro fischia e si va alla lotteria dei rigori. Rigori segnati da una parte e dall’ altra, tocca a Van Basten, uno che la palla sa metterla dentro, ma Schmeichel si supera e intercetta il tiro. Primo e ultimo penalty sbagliato dalla nazionale Orange, tocca a Christofte che non sbaglia. La Danimarca è in finale. Ad attenderla a Goteborg c’è la nazionale tedesca, favorita alla vittoria del titolo. I danesi si arroccano nella propria metà campo subendo le continue azioni offensive dei tedeschi, ma alla prima occasione, la Danimarca si lancia in avanti e riesce a trovare il gol con Jensen. La Germania non si arrende e continua ad attaccare la porta di Schmeichel che dopo il rigore parato a Van Basten è diventato insuperabile, prende di tutto e di più, ma la Germania sente profumo di gol, e quando il gol è nell’aria, il gol arriva. Ma tra i danesi quella sera circola un altro proverbio sacro del gioco del pallone “Gol mancato, gol subito” e così è. Al 78’ Vilfort si invola verso la porta della Germania e batte Illgner. La Danimarca è avanti per due gol a zero, e di certo il fortino scandinavo non sarebbe caduto in quegli ultimi dieci minuti di gioco. La Danimarca è campione d’Europa!

P.S. Chiedo scusa, ma la memoria talvolta fa cilecca. Forse in ambito calcistico qualcuno si ricorda della Danimarca per un 2-2 con la Svezia nel 2004, ma questa è un’ altra storia.

Football stats are questions, non answers #footballquotes

There is no secret recipe for succes locked in the numbers. There is no winning formula. There is no right answer to football. But there is a way of making sure we are asking the right questions

(The Numbers Game, p.28)

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Bill Shankly, more than a game #footballquotes

Some people think football is a matter of life and death. I don’t like that attitude. I can assure them it is much more serious than that.

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