Tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare

di Lorenzo Valastro

Era il 26 gennaio 2011, quando la nostra Amministrazione lanciava il progetto di Raccolta Differenziata con servizio “porta a porta” ad AciCastello, attraverso le pagine della Gazzetta del Sud.

Da allora, fiumi di parole, dichiarazioni, articoli, propaganda alla grande, a chi la diceva piú grossa. Nel più noto social network restavamo stupefatti con quanta minuziositá e precisione gli addetti stampa del Comune, si affrettavano a pubblicare i giorni nei quali i cittadini erano chiamati a uscire di volta in volta, o la carta, o la plastica anziché il vetro. Poi si venne a sapere, sempre a mezzo carta stampata, che solo a Marzo sarebbe iniziata in via sperimentale e nel solo centro storico la raccolta ma neanche quella fu la volta giusta, come mai?

Non si capisce perché senza che il progetto sia partito, si ostinano a pubblicare i giorni nei quali dobbiamo mettere fuori la porta di casa i rifiuti differenziati. Sperano che passi Re Mida e trasformi tutto in oro vista la crisi? O continuano a prenderci per in giro? Perché se tu sai che non fornirai il servizio, stai dicendo una menzogna e non ti curi nemmeno di cosa possano pensare i concittadini, questo é male, chiunque tu sia il furbetto che provi ad ingannare la brava gente.

Giá da qualche mese tutti sanno che in via sperimentale (poi magari ci spiegano cosa devono sperimentare), solo per 560 utenze, la raccolta dovrebbe iniziare a settembre, parole dell’Assessore Romeo, che spiega come nel periodo estivo sarebbe piú difficile iniziare, causa il sovraffollamento. Strano, anche perché nel centro storico che é l’area in questione, non sorgono né residence né case sfitte, gli abitanti quelli sono e quelli restano in qualsivoglia stagione.

L’Assessore all’Ecologia, dice: “la ditta ha esposto che il perido estivo é quello di maggior sofferenza (…), effettivamente hanno necessità di impegnare il personale per la gestione ordinaria in quanto aumentano gli abitanti nel nostro territorio (…) e solo per problemi tecnici con la ditta che viene posticipata a settembre”. L’Ing Straquadanio, responsabile dell’Agesp, afferma che: “non é in questi termini il problema, non é un problema di mancanza di personale, il servizio é a costo zero per il Comune, il ritardo é legato al fatto di opportunitá che l’Amministrazione, anche su nostro suggerimento, ha deciso di spostare il periodo immediatamente dopo quello estivo”, e continua, “il progetto richiede una serie di interventi e sinergie che, in questo periodo sia l’Amministrazione che Agesp sono presi da servizi tipici del periodo estivo”. Rimarcando a più riprese come sia fondamentale per la buona riuscita, la fase di informazione per la cittadinanza coinvolta.

Da sottolineare una cosa semplice, nel nostro Comune non esiste l’Isola Ecologica, che sta alla base della raccolta differenziata. In verità esiste, sulla carta, solo che deve essere resa utilizzabile, e i tempi non sono cosí celeri.

Tutto ció lascia credere che neppure a settembre inizieremo, (speriamo vivamente di essere smentiti) e ancora per parecchio tempo saremo uno dei Comuni d’Italia con le percentuali piú basse in termini di riciclaggio dei rifiuti e per un Comune a vocazione turistica e che ambisce ad essere il fiore all’occhiello del litorale ionico catanese non é il massimo, anzi é tutto il contrario.

Intanto per giugno si aspettavano i depliant informativi e i sacchetti colorati per le famiglie, qualcuno li ha visti?

Purtroppo con tutti gli sforzi che il Sindaco e Co. stanno facendo, le casse comunali piangono e come dice il parroco, ”senza soldi non si canta messa”.

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Mani al cielo - Centro FMJP2 Ficarazzi 14/11/ 2014

L’Archigen AciCastello rimane in Serie A2

di Giuseppe Bonaccorso

E sono sette: l’Archigen Pallanuoto Acicastello, al termine della stagione 2010-2011, guadagna la permanenza nel campionato di serie A2 maschile, confermandosi ai vertici della pallanuoto nazionale per il settimo anno consecutivo. Un campionato difficile, con uno sprint finale vietato ai deboli di cuore, che ha premiato l’impegno e la professionalità del gruppo diretto da mister Salvo Scebba, subentrato a metà stagione a Claudio Palumbo, e della dirigenza castellese. Da una situazione di classifica precaria alla fine del girone d’andata, con soli 5 punti, il sette giallo-azzurro ha ingranato una marcia in più nella seconda parte della stagione ed in particolare si è dimostrato una macchina spietata e perfetta nelle ultime quattro partite, raccogliendo 9 punti su 12 disponibili con tre vittorie, di cui due in trasferta a Bari e Salerno ed una in casa contro la Roma Vis Nova, centrando in tal modo il traguardo della salvezza diretta senza passare dai play-out. Decisiva per il raggiungimento di quest’obiettivo l’ultima vittoria esterna di Bari per 10-9 nello scontro al cardiopalma contro la formazione locale, impegnata nella lotta per non retrocedere, in cui l’Archigen ha dimostrato tutta la forza del proprio organico, conducendo sempre nel punteggio e lasciandosi andare alla gioia dei festeggiamenti alla sirena finale. Una salvezza che costituisce motivo d’orgoglio per la società castellese, in grado di vincere ancora una volta la sfida dell’A2 ottenendo l’obiettivo minimo, e che vale doppio considerate le difficoltà di natura economica incontrate nel corso della stagione. “Festeggiamo finalmente e ci dedichiamo questa salvezza ampiamente meritata – queste le parole di mister Salvo Scebba –. Il nostro è un gruppo splendido, si è sempre allenato con serietà sapendo che dalla sofferenza vengono i grandi successi ed è stato premiato per i valori tecnici espressi, per l’impegno e la professionalità”. Gli fa eco il presidente Giovanni Di Grazia. “Complimenti a tutti i giocatori ed al tecnico che sono stati eccezionali, conquistando l’obiettivo stagionale della salvezza. C’è stato da soffrire durante tutta la stagione ma la squadra ha dimostrato in vasca di meritare la permanenza in A2 con un finale di campionato straordinario in cui, tra l’altro, si è imposta nei due scontri diretti di Firenze e Bari e nella difficile trasferta di Salerno”. Positivi risultati stagionali anche per il settore giovanile con il terzo posto conquistato nel girone 1 del campionato regionale dalla formazione under 15 guidata da mister Daniele Ruffelli, segno di un buon lavoro di crescita del vivaio, serbatoio naturale della prima squadra. Si è rinnovato durante l’anno l’impegno nel sociale della società castellese. In prossimità della Santa Pasqua, l’Archigen Acicastello non ha infatti voluto mancare, per il quarto anno consecutivo, all’incontro con i piccoli ricoverati nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’Azienda Universitaria Policlinico “Gaspare Rodolico” di Catania, diretto dal Prof. Santo Marino. Un pensiero particolare attraverso il dono simbolico delle uova di Pasqua per regalare un sorriso a chi soffre e dimostrare affetto e sostegno per continuare a lottare e non mollare mai.

AciCastello alla BIT di Milano

di Alberto Cambera

Un comune a vocazione turistica, uno splendido lungomare, il Castello normanno, il mare sempre pulito e a breve nascerà l’infopoint turistico presso i locali dell’ex Biblioteca Comunale. Il Comune di AciCastello non può mancare alla BIT di Milano, sicuramente la più importante fiera del Turismo a livello nazionale e tra le più famose a livello internazionale. Bisogna fare Marketing e mantenere buone relazioni con i “tour operator” e per fare questo lavoro è importante una massiccia partecipazione di persone specializzate e con passate esperienze nel settore nonostante le ormai note difficoltà economiche dell’ente. Nel 2009, AciCastello insieme ad altri comuni si presenta a Milano con l’unico logo “Terre di Aci” per valorizzare “il percorso verghiano de I Malavoglia e viscontiano de La terra trema”, la partecipazione viene presentata a tutti con un comunicato stampa. Nel 2010, dal 18 al 21 Febbraio, Milano ripropone la BIT ma dal Comune di AciCastello sembra già svanito tutto l’interesse per la grande fiera del turismo, niente comunicati stampa. Solo due delibere dirigenziali pubblicate: una per l’impegno di spesa di 1250 € ed una per l’approvazione del rendiconto per un totale di spese di 896,19 €, fatture presentate dal Consigliere Maugeri Antonio, Presidente della Commissione Consiliare Turismo, nonché unico partecipante alla BIT del 2010. Il Presidente del Consiglio Comunale, Salvo Danubio, con una nota del 13/01/2011 autorizza la partecipazione di Maugeri alla BIT, Danubio afferma: “Autorizzo solo le missioni dei Consiglieri Comunali, tutta la procedura la seguono gli uffici che nel caso specifico è l’ufficio turismo ma autorizzo su richiesta del Consigliere Comunale. Questo è un potere, che purtroppo, hanno in mano i funzionari”. AciCastello si presenta alla BIT e non se ne parla o discute, neanche un comunicato stampa. La BIT èun appuntamento importantissimo per un comune che è classificato a vocazione turistica poiché quella di Milano è la vetrina più importante del settore turismo, infatti partecipa tutto il mondo e se la situazione del turismo nel nostro Comune è a “buon punto” lo dobbiamo anche a questo tipo di attività. Nonostante la fondamentale importanza della partecipazione alla BIT di Milano il Comune di AciCastello non si ripresenta a Febbraio del 2011, probabilmente per carenza di fondi. Antonio Maugeri però si reca di nuovo all’importantissima fiera, questa volta come Consigliere di Amministrazione dell’Etna Convention Bureau, società a totale capitale pubblico della Provincia di Catania presieduta da Giuseppe Castiglione. Abbiamo chiesto un parere a chi ha partecipato in prima persona alla grande Fiera, nel 2010 in rappresentanza del Comune e nel 2011 per l’ECB; Maugeri ci ha rilasciato un intervista molto lunga, con tanto di firma della liberatoria purtroppo “annullata con diffida” via E-mail alcuni giorni dopo. Grazie per la collaborazione.

SAB 21 dicembre:

Ore 10:30: apertura del “Mercatino di Natale 2013” con l’arrivo dello zampognaro per girare insieme le vie di Acicastello e annunciare l’inizio dell’evento natalizio.

La mattinata sarà allietata dai fantastici ragazzi di TRIBù CREATIVA…Si colora con la tempera su cartoni, si suona con bottiglie di plastica, si fa yoga e si balla.

Ore 12.00: Caccia al tesoro bambino/adulto.

Venite con i vostri piccoli (0/12 anni)… parteciperete ad una caccia al tesoro tra le vie di Acicastello!

I vincitori verranno premiati!!!

DOM 22 dicembre:

Una divertente mattinata da passare con noi e TRIBù CREATIVA… giochi e tanto divertimento!

Ore 17.00: Una chicca per tutti i golosi e non… una squisita CIOCCOLATA CALDA per tutti i presenti!!!

Ore 19.30: La serata sarà allietata dai canti natalizi della CORALE “CLAUDIO MONTEVERDI” di Acicastello, per trasmettere la vera atmosfera del Natale.

LUN 23 dicembre:

Ore 16:30 Venite tutti ad addobbare il nostro ALBERO DI NATALE…. portate un addobbo da casa per un Natale all’insegna del riutilizzo e faremo insieme la letterina a Babbo Natale!

Il pomeriggio sarà allietato da una fantastica degustazione dell’OLIO BIOLOGICO dell’AZIENDA AGRICOLA MOSCHETTO – MONTEARSO, un’olio DOP dalle pregiate qualità organolettiche (http://www.oliomoschetto.com)

MAR 24 dicembre:

Ore 12.00: Cosa c’è di più bello che ricevere calorosi abbracci da BABBO NATALE???

E allora… aspettiamolo insieme… arriverà con tante caramelle e cioccolatini per tutti i presenti!!!

GIOVEDì 26 dicembre:

La mattinata sarà allietata dai fantastici ragazzi di TRIBù CREATIVA.

Ore 11.00: Degustazione a cura dell’Azienda Biologica Gandolfo Emanuele di LICODIA EUBEA che ci terrà compagnia con i suoi prodotti genuini per l’intera giornata.

Ore 17.00:In un clima cosi bello ritroviamoci tutti insieme a fare merenda con prodotti geniuini.

Continuiamo il pomeriggio con una divertente TOMBOLA con premi per grandi e piccini.

VEN 27 dicembre:

0re 17.30:La più brava cake designer Marzia Caruso ci stupirà con la preparazione di una torta a tema natalizio…e poi sarete tutti invitati a gustare la sua fantastica creazione!!!

SAB 28 dicembre:

Ore 11:00 degustazione di prodotti tipici a cura dell’AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA MICRORIZZATA POGGIO ROSSO (www.agrobiopoggiorosso.com) Ore 12.30:Venite in piazza divertimento assicurato tra giocolieri e sbandieratori.

Ore 18.00:Il pomeriggio tombola di beneficenza… il ricavato sarà devoluto all’A.I.R.C.

DOM 29 dicembre:

Una divertente mattinata da passare con noi e HULA HOP animazione… giochi, palloncini e tanto divertimento! Vi aspetta Peppa Pig per una bella foto ricordo!!!
Ore 12.00 Francesca Colella e Le Perle del Nilo ci intratterranno con delle splendite coreografie.
Nel pomeriggio festa di chiusura del mercatino, brinderemo insieme per augurarci un felice anno nuovo e continueremo la serata con balli di gruppo e musica.
E per l’intera giornata una deliziosa degustazione dei prodotti dell’azienda Prodotti Bio Sicilia (https://www.facebook.com/prodotti.bio.sicilia).

PER L’OCCASIONE LA PIAZZA MAJORANA SARA’ ABBELLITA DA STELLE DI NATALE OFFERTE AMICHEVOLMENTE DA “VIVAI ETNA” 

Via A. Gramsci, 192 - Gravina, Catania 95030
http://www.vivai-etna.it/

A tutti si… a Creattiva NO!

di Antonio Maria Bonaccorso

Che il nostro comune abbia dei problemi economici ce lo sentiamo ripetere ogni qual volta proponiamo un’attività firmata CREATTIVA! Prima di scrivere questo articolo mi sono ripromesso di non volere apparire come facente parte di un’associazione che si sente lasciata sola da tutti e non aiutata da nessuno. Ma la risposta mi è arrivata dai ricordi di tutte le attività fino ad oggi svolte. Infatti l’aiuto e il sostegno per continuare nella nostra attività ci arriva da tutti i nostri compaesani, amici, parenti e non solo. Purtroppo però organizzare un evento è anche abbastanza costoso. Noi possiamo sacrificare (con enorme piacere) tempo rubato al nostro tempo libero, al nostro lavoro, allo studio, ma se non abbiamo un minimo supporto economico non riusciamo a svolgere nessuna attività. Ricordiamo anche che CreAttiva è un’associazione culturale formata da ragazzi, in maggioranza studenti e precari. L’iter che si segue ogni volta che vogliamo iniziare ad attuare un progetto che abbiamo in mente è sempre uguale e prevede la richiesta di fondi all’amministrazione con conseguente risposta negativa e la richiesta di sponsor ai commercianti del comune e non solo con risposta, per nostra fortuna, sempre positiva. I nostri amministratori ci dicono che le casse comunali non si possono permettere di promuovere attività come quelle ideate da noi, ma se si vanno a guardare gli atti si vede che c’è disparità di trattamento nel gestire i pochi fondi che il comune mette a disposizione. Noi di CreAttiva allora ci siamo chiesti: <andiamo a vedere quanto si spende per attività culturali e di intrattenimento nel nostro comune!> e abbiamo scoperto quanto segue. Sapete che il 18 settembre 2009 il comune di Acicastello ha promosso una serata di “discoteca sotto le stelle” per i giovani? Per l’allestimento e l’animazione svolta dalla società cooperativa Sorrisolandia l’amministrazione ha messo a disposizione 1440,00 €. E il tanto pubblicizzato CITY VILLAGE? È costato la modica cifra di 60000,00 € che fortunatamente non sono stati pagati interamente da nostro comune. Di questa cifra totale 3758,37 € sono di diritti SIAE, 2000,00 € di palco, 1440,00 € per la vigilanza notturna, 120,00 euro per targhe e coppe ricordo etc. L’amministrazione castellese ha stanziato per questa attività solo 10000,00 € approvati con delibera di giunta municipale n° 171 dell’1 dicembre 2010. Noi 10000,00 € li potremmo usare per organizzare circa tre edizioni di “Sagra della Masculina”. La nostra sagra organizzata il 26 e 27 giugno 2010  invece non è stata per niente supportata dalla nostra amministrazione (se non per la concessione gratuita del suolo pubblico), che non ci ha nemmeno offerto l’energia elettrica e che abbiamo dovuto pagare appoggiandoci alla rete elettrica di un gentile privato. Nemmeno la pulizia del suolo pubblico che era stata da noi richiesta è stata effettuata e ci siamo ritrovati a dover pulire con scopa e paletta l’area del porticciolo di Acicastello che si ritrovava in una situazione a dir poco imbarazzante. Per tornare al discorso spese ne vogliamo parlare dei 1000,00 euro (Delibera di Giunta Municipale n° 149 del 14/09/2009) per le serate danzanti per anziani? Siamo ben felici che l’amministrazione abbia un occhio di riguardo nei confronti degli over 50 ma questo non esclude il fatto che si dovrebbero appoggiare anche le nostre attività che spesso comunque si rivolgono a tutti. E l’organizzazione del carnevale? Quest’anno la nostra associazione ha organizzato con la collaborazione di altre associazioni l’edizione 2011. Per l’edizione 2010 si sono invece spesi  1800,00 € (Determina Dirigenziale Area II - n° 248 del 15/03/2010) per i servizi bandistici, 720,00 € per coppe e targhe (Determina Dirigenziale Area II - n° 308 del 22/03/2010), 3600,00 € per il noleggio audio e luci (Determina Dirigenziale Area II - n° 320 del 25/03/2010) e 2592,00 € per l’acquisto di 1200 confezioni di giochi per bambini in maschera (Determina Dirigenziale Area II - n° 405 del 15/04/2010). L’amministrazione comunale dovrebbe quindi appoggiare tutte le associazioni presenti sul territorio, in uguale misura, perché visto il periodo poco felice per le casse comunali si troverebbe ad avere tantissime attività a costi ridottissimi visto e considerato che le associazioni di volontariato sono formate da persone con tantissima buona volontà che metterebbero a disposizione per l’organizzazione degli eventi. L’associazione “MARENOSTRUM” ad esempio è formata da un ben nutrito gruppo di uomini over 40 che amano il nostro territorio. Questa associazione insieme a CreAttiva nell’ultimo periodo si sono aiutate a vicenda perché l’unico obiettivo delle due associazioni è quello di migliorare la vita nel nostro territorio promuovendo ogni sorta di attività. Dalle serate invernali a base di scacciata in  piazza Majorana ai giochi in via Savoia nel periodo natalizio le due associazioni hanno stretto un legame importante che sicuramente li vedrà protagonisti di tante altre attività nel corso degli anni. Ci manca allora solo un aiuto economico minimo, ed è questo che chiediamo pubblicamente agli amministratori del nostro comune: non vi fermate solo alle apparenze, non date giudizi privi di fondamenti, perché le uniche motivazioni che non ci faranno mai perdere la voglia di continuare la nostra attività sono l’amore infinito per il nostro bellissimo territorio e la voglia di un futuro migliore!

Cinquant’anni fa la ricostruzione della chiesa madre. Intervista a Padre Nino Merlino

di Redazione

Il 21 luglio di quest’anno la comunità castellese festeggerà il cinquantesimo anniversario della ricostruzione della chiesa madre, distrutta dai terribili bombardamenti avvenuti durante la seconda guerra mondiale. Alle ore 19 del 21 luglio 1943, quattro bombe, cadute da un limpido cielo estivo, distrussero completamente la chiesa lasciando integro soltanto il campanile.

Per l’inaugurazione della nuova chiesa madre (1961, diciotto anni dopo) venne scelta la stessa data simbolica della distruzione, il 21 luglio, che stavolta si trasformava in rinascita della comunità.

Abbiamo colto l’occasione per chiedere all’attuale parroco, padre Antonino Merlino, alcune riflessioni a riguardo.

 

Quest’anno, il 21 luglio ricorre il cinquantesimo anniversario della ricostruzione della chiesa di San Mauro abate, come si appresta la comunità a vivere questo momento?

Il momento è importante e significativo. Nel 1961 venne vissuta con grande entusiasmo l’apertura al culto del nuovo edificio, visto che quello precedente era stato distrutto dai bombardamenti del 21 luglio 43. Fino a quel momento era diventata chiesa parrocchiale la chiesa di San Giuseppe.

L’inaugurazione della nuova chiesa di San Mauro ha portato ad un riaccendersi delle speranze nella comunità che ora guardava alla ricostruzione dell’edificio ma anche di se stessa. La generazione più anziana ricorda quei momenti con gioia, per i giovani questi ricordi servono a riappropriarsi di certi valori e del senso di appartenenza alla comunità.

 

Sono passati 50 anni dalla ricostruzione, ci sono dei ricordi o dei personaggi ai quali è rimasto particolarmente legato in questo mezzo secolo?

Quando la chiesa è stata aperta al culto avevo appena 2 anni, ma una persona rimasta a me particolarmente cara è Padre Sinatra, che è stato parroco di Acicastello per 38 anni, caratterizzando questo periodo con il suo ministero, con le sue idee pastorali. Sono molto legato e riconoscente a lui che è stato per così tanto tempo punto di riferimento della comunità parrocchiale.

 

Come immagina un paese senza la sua chiesa?

La chiesa parrocchiale è un punto di riferimento per l’intera comunità perché è il luogo in cui essa si raduna per vivere momenti significativi della propria esistenza, per celebrare i sacramenti della vita cristiana. Il suo ruolo è talmente importante che risulta difficile immaginare un paese che ne sia sprovvisto. Senza una chiesa parrocchiale ci si dovrebbe organizzare in luoghi di fortuna com’è stato fatto nei paesi colpiti dal terremoto, come, ad esempio, a Zafferana o a Santa Venerina.

 

Quali sono gli sforzi, le sfide che la comunità castellese deve proporsi per migliorare se stessa?

Innanzitutto bisogna lavorare affinchè la comunità diventi luogo di relazioni autentiche. Dobbiamo instaurare con gli altri delle relazioni incentrate sull’amore, sulla fraternità. Quando questi valori vengono messi in crisi si deve avere la capacità di rimettersi sulla giusta strada. E’ inoltre necessario recuperare quei valori legati alla persona umana come la capacità di ascolto, di dialogo , l’attenzione al bisogno dell’altro, la solidarietà.

E’ anche importante il ruolo dei genitori nell’educazione dei figli, che non possono essere lasciati all’autoeducazione o all’educazione dei media.

 

Vuole lanciare un messaggio alla comunità attraverso quest’intervista?

Invito tutti ad essere più partecipi, ad uscire dal proprio privato. Li invito a “farsi gli affari degli altri” nel senso positivo del termine, affinchè gli altri non vengano lasciati soli, consapevoli che l’esempio e la forza ci vengono da quel punto di riferimento che è Gesù Cristo.

Sabato 28 e Domenica 29 Luglio alle ore 20,00, il porticciolo di Aci Castello, incastonato tra la splendida cornice del mare blu cobalto e lo sfondo del castello Normanno, si animerà di luci multicolori, voci e musica grazie all’attività dei membri dell’Associazione Culturale “CreAttiva” che organizza la 3^ edizione della “SAGRA DELLA MASCULINA”. Verrà offerto agli intenditori degli antichi sapori e agli appassionati della buona cucina un menù composto da alici arrostite, fritte e a beccafico, il tutto innaffiato da buon vino bianco locale.

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Troppi dubbi sulla raccolta indumenti usati

di Alberto Cambera

Quanti vestiti dovremmo buttare perché un po’ rovinati o perché abbiamo preso qualche chilo di troppo ma spesso è un peccato dare via abiti che potrebbero essere utilizzati da altre persone, magari che hanno difficoltà economiche, allora la cosa migliora da fare è donarli in beneficenza. I volantini (come quelli nella foto) che ultimamente abbiamo visto ad AciCastello hanno sicuramente reso felice qualche castellese stanco della montagna di vestiti che attendeva, all’ingresso, di essere portata presso un centro per la raccolta. Quale migliore occasione per sbarazzarsi degli indumenti non più utilizzati lasciandoli comodamente fuori dalla porta di casa? E’ importante però assicurarsi che veramente gli indumenti raccolti da fondazioni poco conosciute arrivino nelle mani giuste. Su internet non esiste un sito o una pagina che parli, anche soltanto accennando, di questa Fondazione. Sul volantino c’è qualche dato: la partita IVA, una E-mail ma niente numero di telefono. Il nome è “Fondazione A.U. Cristo Filos Santa Maria – Torino – Italy”. Nell’elenco delle Associazioni di Promozione Sociale della Provincia di Torino, recuperata presso l’Assessorato alle politiche sociali non risulta questa Fondazione e neanche nel Registro delle Organizzazioni di Volontariato della Regione Piemonte risulta niente. Nel volantino c’è una partita IVA e con la visura storica ecco che spuntano tutti i dati. Secondo l’Agenzia delle Entrate la Fondazione dovrebbe occuparsi di Attività di assistenza a domicilio, servizi di gestione e organizzazione di presidi socio-assistenziali. Il rappresentante legale della Fondazione vive a Torino presso la sede legale dell’associazione ed ha 65 anni. Troviamo subito il numero di telefono e per capire dove vanno a finire questi vestiti facciamo qualche domanda. La conversazione è confusa e con molte contraddizioni. L’interessato afferma che ci sono dei volontari che si occupano di gestire la raccolta a Catania ma non ricorda il numero di telefono né i nominativi. Successivamente parla di una diffida e di un esposto presentato alla Questura perché c’è gente che usa il nome della fondazione per recuperare vestiti che in seguito vengono venduti nei mercati e nelle fiere. Di parlare con il responsabile per la raccolta a Catania non se ne parla e neanche il legale rappresentante della fondazione, quindi responsabile delle attività della stessa, non sa dove viene svolta ufficialmente la raccolta degli indumenti che spesso, un po’ stizzito, chiama “stracci”. Sul volantino viene specificato che raccolgono: vestiti, scarpe, coperte, lenzuola, tovaglie, giocattoli e perfino peluche. Per caso qualcuno con questi “stracci” ci guadagna? Se veramente volete fare del bene con gli indumenti che non utilizzate più affidatevi a volontari certificati e competenti nel settore, così avrete la certezza, senza dubbi, che il vostro atto sarà un gesto di beneficenza. Se non avete idea di dove andare a consegnare gli indumenti rivolgetevi al parroco della Chiesa più vicina. Loro sanno come fare del bene.

 

 

La donazione di organi è un dovere di umanità

di Redazione

Una persona perennemente attiva, sempre impegnato per il prossimo, Santo Reina, Presidente Provinciale dell’AIDO di Catania: “donare è un gesto civico e la salute un diritto di tutti”.

Com’è strutturata l’AIDO a livello locale e quali sono gli scopi che si prefigge?

La sezione Provinciale di Catania dirige le sezioni Comunali che sono 4 (Giarre-Riposto, Acireale, Scordia e Tremestieri Etneo). Lo scopo è quello di diffondere la cultura della donazione in modo da poter diminuire o azzerare le liste di attesa per chi ha bisogno di un trapianto di organi come farmaco salvavita.

Le liste di attesa sono ancora molto lunghe?

A livello nazionale ci sono 11.000 persone in lista di attesa, di questi 800 sono bambini. Ogni anno si effettuano solo 3000 trapianti quindi le liste di attesa aumentano anziché diminuire. Alcune liste di attesa sono più corte non perché ricevono gli organi ma perché molte persone perdono la vita. Purtroppo c’è un’opposizione alla donazione che supera il 60 % ed ogni anno non superiamo i 10 prelievi per un milione di abitanti. In Sicilia quindi abbiamo 50 prelievi l’anno quando ne servirebbero almeno 150.

A quali ragioni è imputabile la bassa adesione della donazione di organi?

La donazione di organi è disposta diversamente a livello nazionale perché ci sono regioni del Nord in cui si dona molto di più, il centro sud è quello dove si dona molto di meno, la Sicilia purtroppo è al penultimo posto. Qui si effettuano solo 10 prelievi per un milione di abitanti che sono pochissimi visto che ne servono almeno 30 per un milione di abitanti. La carenza di donatori è da imputare a false informazioni emesse da alcuni organi di stampa ed anche alla cultura che abbiamo al Sud sulla conservazione e venerazione del cadavere.

Ritiene che la sua associazione riceva la dovuta attenzione da parte dei mezzi di informazione?

L’attenzione c’è ma alcune volte si travisano alcuni concetti. Come l’accertamento di morte celebrale e tengo a precisare che l’accertamento di morte non è legata alla donazione di organi ma è l’attività terapeutica che deve essere fatta per determinare l’istante della morte del rianimato, in modo da non dover sottoporre la persona ricoverata ad un accanimento terapeutico inutile.

Perché donare i propri organi?

La donazione di organi è un gesto civico affinché la salute del cittadino sia un diritto di tutti come disposto dalla Costituzione. Gli organi servono più in terra che in paradiso e molti malati hanno come unico farmaco salvavita il trapianto di organi.

La situazione ad AciCastello?

Ci sono tantissimi dializzati che ogni due giorno devono andare in strutture private a causa della carenza di strutture pubbliche.

Cosa deve fare un castellese che vuole donare gli organi a scopo di trapianto?

Si deve sottoscrivere il consenso alla donazione di organi e si può fare in due modi: andando presso l’ASP di competenza e rilasciando i propri dati con un documento oppure su internet scaricando dal sito www.aido.it l’atto olografo ed inviandolo alla Sezione Provinciale di competenza (AIDO Catania Viale Fleming 24 c/o P.O.S. Luigi 95125 Catania). Solo con queste modalità i dati vengono inseriti nel Centro Nazionale Trapianti per avere sempre una situazione aggiornata sui donatori.

Il “Barbiere di Siviglia” di Rossini visto da Dario Fo al Bellini di Catania

di Ignazio Orlando

Il barbiere di Siviglia è un’opera di Gioacchino Rossini su libretto di Cesare Sterbini tratto dalla commedia omonima di Beaumarchais. Il titolo originale è Almaviva, o sia L’Inutile precauzione. Il libretto era stato già musicato l’anno prima da Francesco Morlacchi. Prima di lui, Giovanni Paisiello aveva messo in scena il suo Barbiere di Siviglia nel 1782. La prima rappresentazione ebbe luogo il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina a Roma e terminò fra i fischi. A provocarli, secondo i pettegolezzi dell’epoca, sarebbero stati gli impresari di un teatro concorrente, il Teatro Valle; secondo altri, la colpa fu di alcuni seguaci di Paisiello e della sua versione dell’opera. Il solo annuncio che Rossini stava preparando una nuova versione del Barbiere di Siviglia aveva suscitato non poche polemiche, anche in considerazione del fatto che all’epoca Paisiello era ancora vivo. Il fiasco della prima fu però riscattato immediatamente dal successo delle repliche e l’opera di Rossini finì presto per oscurare la precedente versione di Paisiello, divenendo ad oggi l’opera lirica più rappresentata al mondo. Il contralto Geltrude Righetti Giorgi fu la prima Rosina della storia mentre il ruolo del conte di Almaviva fu affidato a uno dei più celebri tenori dell’epoca lo spagnolo Manuel García. Non è facile descrivere in poche righe la superba, divertente, ironica e, in una parola, geniale regia firmata dal premio Nobel per la letteratura, Dario Fo, del Barbiere di Siviglia di Rossini andato in scena in questi giorni al Teatro Massimo Bellini di Catania. Uno spettacolo divertente, un pò magico e fantastico. Il grande artista lombardo ha fatto divertire il pubblico del Bellini dalla prima scena, anzi dall’ouverture, fino all’ultima attraverso una lettura ironica e intelligente del capolavoro rossiniano, definito nel titolo delle sue note di regia, “Un’opera che mette allegria”, un’allegria che Dario Fo ha fatto esplodere con straordinario garbo. I personaggi, le comparse e le scene scomponibili e componibili, che raffigurano con tutte le loro scale una città mediterranea come Napoli, alle quali il regista ha affermato d’ispirarsi, sempre nelle sue note di regia, si muovono in un tourbillon continuo. Alla garbata ironia della regia ha fatto da pendant l’elegante direzione di Will Humburg, protagonista di un’interpretazione intelligente e attenta alle caratteristiche musicali peculiari del capolavoro rossiniano sin dalle note dell’ouverture della quale ha evidenziato le sfumature mantenendo sempre viva l’attenzione del pubblico. Discreto il cast: dal mezzosoprano Anna Bonitatibus, una ironica e intelligente Rosina, con qualche problema nell’aria “Una voce poco fa”, al tenore Mario Zeffiri, un Conte d’Almaviva camaleontico nei diversi travestimenti, ma poco convincente in quelli vocali, messi in atto per poter conquistare la bella Rosina. Christian Senn è stato un giovanile e frizzante Figaro, mentre Simone Alaimo è stato il protagonista, nel ruolo di Don Basilio, di una delle sue straordinarie performances a cui ha abituato i melomani di tutto il mondo nella sua lunga e importante carriera grazie alla sua vocalità ricca di sfumature e a un’interpretazione di altissimo profilo. Infine Alberto Rinaldi è stato un Don Bartolo che ha esibito tutto il suo virtuosismo nella sua aria “Ah un dottor della mia sorte”, mentre Graziella Alessi è stata una deliziosa Berta.