Quelle sere in cui parte la musica giusta, appena scoperta, con quei riff di chitarra che sembrano proprio calzarti a pennello che neanche un paio di jeans.
Quelle sere in cui ti senti in dovere di essere felice perché nonostante lo schifo e la tristezza, tutto sommato non hai niente di cui lamentarti.
Quelle sere in cui ti senti piena nonostante la dieta ferrea.
Quelle sere come questa che vorrei non finissero mai.

Sapete che c’è? Che mi sento così…che neanche so dirlo.
E “Quando non sai cos’è, allora è Jazz”

Ferrea F1836P Set of Sport Compact Competion Plus Intake Valves

(KA24DE 1mm oversize) Built for the (95-99) Nissan Altima… Ferrea’s new Sport Compact Competition Plus Valves are specially designed for use in racing engines that are subjected to extreme exhaust temperatures with Turbo, Nitrous, or Superchargers.
Ferrea F1836P Set of Sport Compact Competion Plus Intake Valves They use a special alloy designed specifically for this application.

anonymous said:

Quanto tempo serve più o meno per perdere due chili?

quattro-sei giorni con una dieta chetogenica, 10-20 giorni con una dieta relativamente ferrea anche se non da fame, un mesetto con una dieta più blanda. Le diete chetogeniche non sempre sono raccomandabili, ma sono commercialmente le più famose (tipo la tisanoreica, la dukan e roba del genere)

ho deciso che da lunedì mi metto a dieta ferrea, che per l’estate prossima sarò in splendida forma, per me e anche per te che torni, così sarò più presentabile quando magari verrò all’aeroporto a prenderti.
da lunedì cercherò di essere il più concentrata possibile sulla scuola, cercherò di non pensare alla distanza e ai nove mesi.
cercherò di pensare a me e a nient’altro.
sarà dura, ma penso di riuscire a farcela piano piano.

Tempo di tette

Qualche settimana fa mi sono trovata a cena con le mie amiche. Dopo innumerevoli tentativi e appuntamenti saltati, che mettere insieme sette donne più o meno trentenni… Perché queste donne fanno, da gestire: cinque figli, sei lavori diversi (solo perché una al momento è in maternità), cinque maritibarracompagni, una dieta ferrea, trebarraquattro impegni in palestrabarrapiscinabarrapsicologo, un festival del cinema di Venezia (e infatti eravamo in sei quella sera), una serata danzereccia (che poi è saltata). E’ vero che le donne sanno fare tutto, ma mica possono. Sono solo molto brave a fare delle scelte senza chiamarle rinunce. Ma forse è solo una questione di pure parole.

A ogni modo, quella sera dei cinque figlie ce n’erano tre. Il più nuovo aveva diciannove giorni. Era una cosina che stava su un mezzo braccio (non mio, delle altre), con gli occhi strizzati e tanti capelli scuri che penso siano stati loro a farmi capire che quello era un bambino vero di carne e ossa. La cosina stava soprattutto attaccata al seno della sua mamma o, come ho capito che lo chiamano le donne che hanno generato, la tetta.

Quella sera è stata la prima sera in cui abbiamo parlato praticamente solo di figli. Be’ sì, visto che qualche aneddoto divertente sulla mia vita sessuale riesco sempre a inventarmelo, ho avuto anche io i miei cinque minuti di parola. Ma ero proprio fuori tema. E, anche se detesto ammetterlo, di fronte a delle cosine, o cosone, o piccole persone di diciannove giorni, sei mesi o quattro anni che ti gironzolano per la vita, tutto il resto impallidisce.

Ho imparato un sacco di cose sull’allattamento a richiesta e quello a orari, sul soffocamento nel lettino, che a dormire pancia in giù i bambini ci muoiono, ma solo se non monitorati, sulle dinamiche familiari che sono il regno del compromesso, l’anticamera dell’inferno (ma già ne avevo il sospetto). Sul fatto che avere dei figli probabilmente è l’esperienza che fa rivoltare una donna come un calzino, come nient’altro su questa terra. A confronto innamorarsi è puro pallore.

Ma soprattutto ho imparato che a un certo punto il nostro seno diventa improvvisamente la tetta. Ed era vero, la mamma della cosina diciannovegiorni non aveva un seno, ma un paio di tette, e con una personalità molto più grossa del seno che ricordavo. Sarà anche una questione di pure parole, però in quel momento il seno impallidiva al confronto di quei ciliegiosi e nutritivi capezzoli.

Io penso di avere un seno prosperoso, non delle tette grosse. Questo, lo so, che non è una questione di pure parole.

Theketto contro la dieta del ferro

Sembra una fiction o una storia presa direttamente da Topolino invece non lo è affatto, si tratta del mio personale cammino o diario che scriverò in questi giorni (per 15 giorni),

A cominciare dal 12 settembre mi darò da fare per affrontare una dieta veramente ridotta all’osso, con solo pasti poveri, come carne, verdura, pesce e frutta.

Niente carboidrati, niente lievito, niente latticini, niente di niente. L’ho chiamata dieta del ferro non perchè è ricca di ferro (e non credo lo sia) ma perchè sarà una lotta ferrea tra: me, il mio stomaco, il mio cervello e la mia salute. Questa dieta non l’ho decisa io ma il mio medico, per togliere una volta per tutte i miei problemi legati al colon, intestino e stomaco. Vi tengo aggiornati per vedere quanti KG perderò e quanti cambiamenti ci saranno

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