eugenio-montale

Accade / che le affinità d'anima non giungano / ai gesti e alle parole ma rimangano / effuse come un magnetismo. È raro/ ma accade.
— 

Eugenio Montale

…non è poi così raro. Succede, succede.

Ho sceso
dandoti il braccio
almeno
un milione di scale
e ora
che non ci sei
è il vuoto
ad ogni gradino.
—  Eugenio Montale

È un ricordo tra tanti altri.

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. È un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Eugenio Montale

 

It’s a reminder among many others

How long I have waited for the train

in the cold, in the fog. I walked

coughing, buying unmentionable newspapers

 smoking Juba then suppressed by the Minister of tobacco, the fool!

 May be a wrong train, a duplicate or a subtraction.

 I searched wheelbarrows porters

 if there was ever in your luggage, and behind you, late.

 Then you appeared last It is a reminder

 among many others In the dream haunts me.

 Eugenio Montale

Non sai, quante volte mi definisco un “difetto”, non lo sai, quante volte vorrei sentirmi dire che sbaglio. Essere sfiorata di proposito, e sentire caldo. Non lo sai, vero? Che ogni piccola cosa per me è importante.
—  Eugenio Montale.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.


Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

—  -Eugenio Montale
L’uomo si crea infiniti obblighi, si caccia in un mare di guai per avere la gioia di superarli. L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole intermittenti felicità.
—  Eugenio Montale, Farfalla di Dinard
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
—  Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

—  Montale

Accade che le affinità dell’anima
non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo.
È raro, ma accade.

Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

—  Ho sceso dandoti il braccio - Eugenio Montale