ducketeer

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Bill Sienkiewicz 2012: excerpt from Rocketeer Adventures #1

On the surface, Sienkiewicz drawing an adaptation of a Loony Tunes cartoon is the most unlikely assignment you could give a guy known for his darkly abstract work.

But when you comb through Sienkiewicz’s interviews, you will notice that references to these cartoons pop up up more than once in the unlikeliest of contexts, whether it’s him confessing a great admiration for Tex Avery alongside abstract expressionist painters; or expressing greater connection to the Road Runner’s Coyote than to live-action movie stars.

In that light, this unusual story is quite a delight to read and shows a fun, delightful aspect to a portfolio that skews rather dark and serious.

And, if you’re like me, you’ve read through this story and are craving to watch the classic cartoon that inspired this story, I give to you…

DUCK DODGERS IN THE 24½ CENTURY!!!

youtube

Point me to the road, and I’mma run it
Bloodhound with my nose to the money
Ain’t fucking with these hoes (never that)
Getting duckets ‘til I die, while my foes busy running

Fuck it, marijuana smoke in my stomach, toasted in public

Relazione sui Testi di Web Design

Per la materia di Web Design ci è stato richiesto di studiare tre libri che potessero esserci utili alla realizzazione di siti web. Tra i tre, il meno… discorsivo è Html & Css di Jon Ducket:

è un manuale che introduce in modo chiaro e pulito alla funzione delle pagine HTML, all’uso pratico del linguaggio Html illustrando la funzione dei tag, elencando i tag principali e i loro utilizzi , l’uso di Flash per inserire audio e video nella propria pagina web e altro ancora.

Per quanto riguarda i tag essi sono dei comandi che devono essere interpretati dal browser e che si distinguono dal testo grazie a delle parentesi angolari.

I tag sono sempre in coppia (<tag di apertura></tag di chiusura>) e possono essere definiti da attributi. Possiamo distinguerli in due grandi insiemi: tag semantici e tag strutturali.

Quelli principali sono quelli che abbracciano tutto ciò che è contenuto nella pagina e alcune informazioni che non saranno visualizzate nel browser ma gli saranno utili per riconoscere determinati comandi:

<html> indica al browser che ciò che contiene è una pagina web.

<head> in cui sono inseriti i tag d’intestazione (come <title> e <meta>).

<body> mostra ciò che vediamo nel browser e al suo interno possiamo inserire numerosi altri tag per dar forma alla pagina (ad esempio tag di testo come <h1><h2><h3>… e <p>, elenchi <ol> e <li> o <ul> e <li>, immagini <img>, link <a href> e così via)

 La seconda parte del testo è dedicata alle proprietà del Css che servono a modificare l’aspetto della pagina e al suo interno troviamo istruzioni su: come applicare un foglio di stile alla pagina Html,  i diversi tipi di selettori, dichiarazioni, proprietà e valori che servono a dare un determinato aspetto ad un elemento; come controllare il layout, modificare il colore degli elementi della pagina o dello sfondo, le caratteristiche del testo, delle immagini, quelle dei contenitori, di liste, tabelle e forms e rendere un sito responsive (ovvero adattabile alle diverse dimensioni degli schermi dei dispositivi su cui è possibile visualizzare siti web).

 Infine, il libro, fornisce alcune direttive di design per dare un aspetto coerente e funzionale alla pagina.

Questo essenziale aspetto è stato più ampiamente trattato nei due seguenti testi:


LE LEGGI DELLA SEMPLICITA’ di John Maeda

John Maeda fornisce un “ricettario” per tutti coloro che vogliono raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo stilando dieci leggi che aiutano a raggiungere quello che dovrebbe essere l’obiettivo di chiunque crei qualcosa che è destinato ad essere fruito da una moltitudine di persone.

Ogni capitolo del libro illustra una delle dieci leggi della semplicità:


Legge 1 - RIDUCI

Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo sono:

Rimpicciolire: Ovvero ridurre tutto ciò che può essere ridotto senza togliere nulla al prodotto in modo che la complessità intrinseca alla semplicità possa risultare meno “minacciosa”. Un esempio tipico è la tendenza degli ultimi anni a ridimensionare sempre di più dispositivi estremamente complessi.

Nascondere: sempre per la stessa ragione, può essere vantaggioso sottrarre alla vista alcuni elementi che possono svelare la complessità dell’oggetto senza però rimuoverli alimentando l’illusione della sua semplicità. Un esempio può essere rappresentato dai telefoni a conchiglia.

Incorporare: significa valorizzare il prodotto rendendo a tutti visibili le sue qualità.


Legge 2 – ORGANIZZA

Maeda scrive che l’organizzazione fa sì che un sistema composto da molti elementi appaia costituito da pochi e anche in questo caso ci fornisce gli strumenti per “addomesticare” la complessità.

Portare a ordine il caos può anche essere uno strumento che invoglia l’utilizzo di un determinato prodotto.

Ordina

Etichetta

Integra

Stabilisci le priorità

Legge 3 – TEMPO

Oggi qualcosa di cui possiamo fare a meno e che richieda più di qualche minuto del nostro tempo ci provoca insofferenza e la conseguente urgenza di passare ad una soluzione più veloce, è per questo che ridurre l’attesa o creare l’illusione di velocità ci avvicina di un altro passo al “bene supremo”: la semplicità.

Uno dei modi più efficaci di risparmiare tempo è evitare di prendere decisioni: questo può avvenire se ciò con cui abbiamo a che fare è così semplice che non abbiamo bisogno di porci domande o se vengono prese decisioni al posto nostro.

Un altro escamotage per ridurre il fattore “frustrazione” per le lunghe attese è renderle tollerabili.


Legge 4 - IMPARA
“La conoscenza rende tutto più semplice”: possiamo applicare le nostre conoscenze pregresse per imparare qualcosa di nuovo in modo più facile.

Ulteriori strumenti ci vengono messi a disposizione dall’autore

i principi di base vanno esposti subito

ripeti spesso quello che hai detto

evita di creare disperazione

ispira citando degli esempi

mai dimenticare di ripetere quello che hai detto


Imparare nuove cose significa concentrarsi sui principi elementari,  creare nuove relazioni,  sorprendere con connessioni inedite e rende l’apprendimento più piacevole la prospettiva di una ricompensa.
Nonostante imparare qualcosa può entrare in conflitto con la terza legge, questo non è del tutto vero se utilizzare il proprio tempo è finalizzato  a risparmiarne in futuro.


Legge 5 – DIFFERENZE

Complessità e semplicità sono due facce della stessa medaglia. Il contrasto serve a dar loro un senso e a dargli riconoscibilità
Il compito del designer è dare il giusto “ritmo” agli opposti e dar loro equilibrio in modo da mantenere viva l’attenzione e creare qualcosa di accattivante.


Legge 6 – CONTESTO

Un errore molto comune dei creativi è quello di focalizzare troppo la propria attenzione sull’oggetto del proprio lavoro tralasciandone il contesto. Contestualizzare significa dare più completezza al senso di qualcosa.

Così come il contesto può essere più importante dell’oggetto che lo abita, la mancanza di contesto (come uno spazio vuoto) può amplificare la nostra attenzione sull’oggetto.


Legge 7 – EMOZIONE

Il rischio di abbracciare la semplicità è quello di scadere nell’asetticità, non tenere conto dei sentimenti. Ma la forma può essere altrettanto importante della funzione perchè gli esseri umani hanno da sempre avuto il bisogno di personalizzare gli oggetti, renderli più “umani” , necessità che scaturisce anche dalla loro propensione ad affezionarsi a ciò che è inanimato.

“La distinzione fondamentale tra la pura arte e il puro design è che la prima meraviglia, la seconda chiarisce”


Legge 8 – FIDUCIA

Il concetto di fiducia è andato sempre più complicandosi da quando le aziende hanno sviluppato una tendenza a volersi appropriare dei dati dell’utente per conoscere i suoi gusti e proporgli il prodotto che può suscitare il suo interesse, infatti questa può essere un’arma a doppio taglio: da un lato c’è la spinosa questione della privacy, dall’altro mettersi nelle mani delle aziende significa evitare di prendere decisioni e assumersi rischi. Tuttavia il cliente ha un vantaggio: la possibilità di annullare in qualsiasi momento tale fiducia.


Legge 9 – FALLIMENTO

Quando i nostri tentativi di rendere qualcosa semplice non portano a risultati soddisfacenti è inutile ostinarsi; è evidente che vi sono cose che non possono essere semplificate. Ma molte volte il fallimento è scaturito anche dal fraintendimento delle leggi sopra citate.

Il fallimento può essere comunque un valido mezzo di crescita.


Legge 10 – L’UNICA

Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo.

È questa l’ultima legge che Maeda ci propone. Legge che può essere applicata seguendo tre “chiavi”:
Lontano: un’ esperienza si semplifica mantenendo il risultato in primo piano e spostando il lavoro svolto per arrivare al risultato in un punto lontano, fuori dal nostro campo visivo.

Aperto: il potere di molti può compensare il potere di pochi e contribuire alla semplicità.

Energia: la soluzione è evitare da parte di tutti un suo spreco.




DON’T MAKE ME THINK di Steve Krug

L’argomento principale di questo manuale è  l’usabilità dei siti web.

Anche in questo caso si possono trovare dei suggerimenti che si basano soprattutto sui comportamenti più comuni degli utenti.

La prima legge dell’usabilità è proprio:”Don’t make me think”, non farmi pensare .

Se un sito è poco chiaro questo susciterà dei dubbi nell’utente. Maggiore è il numero di punti interrogativi e di minuti che l’utente starà “perdendo” a cercare di capire come muoversi nel sito, minore sarà la possibilità che egli ci rimanga o che in un futuro ci ritorni.

Per evitare questo spreco di tempo e di energie un sito deve essere autoevidente e autoesplicativo in modo che non siano necessarie delle istruzioni ma ad un primo sguardo l’utente sappia già cosa fare.

  • Una importante verità che deve muovere ogni nostra scelta nella costruzione del sito è che l’utente non si sofferma sulla pagina, ma la scorre dandole una veloce occhiata per capire se contiene ciò che sta cercando. A fronte di questo è utile inserire le informazioni principali della pagina in evidenza pronte ad essere subito fruite.
  • L’utente non ha tempo (né voglia) di ponderare le sue decisioni. Analizzerà velocemente le informazioni che possiede e sceglierà la soluzione più ragionevole.
  • Non “leggiamo il foglietto delle istruzioni” ma cerchiamo di cavarcela. L’obiettivo è che ciò che stiamo facendo funzioni, non importa come.

Per rendere una pagina autoesplicativa è necessario progettarla in modo che lo sguardo dell’utente sia immediatamente catturato dal contenuto più rilevante.

Per fare ciò ci serviamo di: una chiara gerarchia visiva, convenzioni, aree ben definite.

Inoltre è necessario: minimizzare il rumore eliminando il superfluo che serve solo a distogliere l’utente da ciò che è essenziale e rendere ovvio ciò che è cliccabile. Oltre a essere riconoscibile deve creare una pista chiara da seguire per arrivare dove l’utente desidera.

Lo stesso vale per la Navigazione a cui si aggiungono altre caratteristiche: essa in pochi secondi deve darci un’idea di come usare il sito, di dove ci  troviamo nel sito, di cosa contiene e deve darci la possibilità di tornare sui nostri passi. A proposito di quest’ultimo punto la Home Page deve essere il “porto sicuro” in cui tornare se ci si è “persi”.

sulla Home Page ricadono tante altre responsabilità. Dato che è la pagina che riceve maggiori visualizzazioni deve immediatamente convincere l’utente che è il luogo giusto in cui si trova, dare una visione d’insieme sullo scopo del sito (a tale finalità una buona Tagline può essere d’aiuto), mostrargli ciò che sta cercando o un modo per raggiungerlo velocemente.


Arianna De Vita

This thing is now up and n the store - @iajujnat and i collaboration- 20 pages - I have twenty he has twenty - he has them at @seeingthingsgallery too this afternoon- I am doodling and signing 5 for a few extra duckets - check the link in the bio -

anonymous asked:

wtf is bumpling ducket

It’s kind of an inside joke between me and some of my friends

2 Down. 10 More To Go! (2015)

Hello March… Spring, is that you coming across theHimalayas? While I am excited for this Chiberian weather to break, I am thankful for the winter. Who wants to be bundled all the time like eskimos, rushing to get home to heat and warm bed? Contrary to how many feel they can’t do during the winter, there really is quite a lot to be done in this season. Like slowing down! Taking moments to actually rest, reflect and rejuvenate. Taking the time to plan for the upcoming year and gearing up for the summer travels, picnics, social events, etc. With all that being said, you have to take the time out in the winter to SAVE the dough. The duckets. The mula. The coins. Ok, you get the idea. So February allowed me to open my eyes even more in the many things that awaited me, but I had to put some motion in the ocean and do my part to make it happen!

  • ·       What did I do this month to pursue my passion? I was creative director and stylist for an AMAZING editorial for Elléments Magazine (to be published March 2nd 2015). I came across Elléments on Twitter, visited their website and fell in love with their entire magazine layout. I knew I had to be in the next publication (March). I began gathering my team and pushed to have a set date and submit the work before the deadline (Feb 20). As of last week, I learned that the Fashion Editor loved the story and stated my team and I would be in their next issue. I am so thankful to share that I attended and worked New York Fashion Week F/W’15 for the second season in a row. (See link for full rundown of my experience this time around.)
  • ·       What did I learn about myself in February? If I don’t know anything else, bay-beeeee I am a hustla like none other!! When I am really passionate about something, needing something to come through and get done, hunty I press for that thing. Making moves, negotiating, doing everything necessary to make things MOVE.
  • ·       What do I want to let go of/ what steps am I taking to let go? Still working on the unforgiveness that I struggle with, I mean this previous month has been trying me. But I know that it is only God pushing these issues to the forefront so I can surrender to Him so that He can help me deal with it. I am going to write my mother a letter THIS month and express how I feel. I have no desire to speak to her verbally so I feel a letter will do!
  • ·       What do I want to dedicate March to? Finding steady but flexible employment. Money is running low and I need to restock so I have to go back to the drawing board and begin some intense job hunting. Of course still pursuing fashion!