Ed è forse questo il dramma più grande per l’uomo: non conoscer se stesso.
L’ignoranza che ha l’uomo della propria natura è inesauribile. E’ un’ignoranza ontologica, priva di debolezze, costruita per resistere ad ogni tentativo di essere sconfitta.
Non sarebbe un dramma se l’uomo non avesse insita la profonda necessità di conoscersi: non ci sarebbe una risposta comunque, ma per il semplice fatto che non vi è stata in precedenza alcuna domanda. Se l’uomo non avesse consapevolezza di se stesso, non si domanderebbe qualcosa di più profondo della scelta tra bere caffè o te, alla mattina. Resterebbe tutto qui e non ci sarebbe problema.
Ma l’uomo non è questo. L’uomo è nato per domandarsi e struggersi; per rispondersi e non esser mai sazio di risposte. E’ nato per dare un nome a se stesso che lo descriva più accuratamente di qualsivoglia carattere biografico; e anche se egli sa che questo nome resterà, con assoluta certezza, l’unico spazio destinato a rimanere eternamente senza parola, non può terminare in alcun modo la propria ricerca: significherebbe terminar se stesso.
—  amantedellarte

siccome sono una persona sola e triste, durante i corsi mi piace perdermi a guardare le altre persone ed immaginarmi le loro vite. ora mi sto appassionando alla storia di queste due ragazze che sono amiche ma si comportano come se fossero qualcosa di più, infatti in qualche modo si sfiorano sempre, mantengono il contatto fisico per tutta la lezione e quando escono nella pausa sono così vicine che pensi si stiano tenendo per mano. oggi una delle due ha abbracciato un’altra ragazza e ha completamente ignorato l’altra che ha guardato la scena con gli occhi tristi. prevedo stia per iniziare il dramma.

Non ho grandi catastrofi da raccontare, non ho avuto grandi tragedie nella mia vita, non ho storie di cui parlare che farebbero commuovere anche i cuori più duri. Le mie più grandi tragedie le porto dentro, le battaglie più sanguinose le ho avute con me stessa. Sono come il mare, appare sempre calmo in superficie, è negli abissi che si scatena l’inferno. È negli abissi che nessuno ha il coraggio di andare.
—  Rea Daniels
Secondo la mitologia greca, gli umani originariamente furono creati con quattro braccia,quattro gambe e una testa con due facce.
Temendo il loro potere, Zeus li divise in due parti separate, condannandoli a trascorrere le loro vite a cercare l’altra loro metà.
—  Platone
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