E poi controlli il cellulare, ma niente. Nessun messaggio. Nessuno si accorge della tua assenza, sia pur breve. Nessuno si accorge che stai soffrendo. E ti senti sola, dannatamente sola. Senti una sensazione divorarti il cuore: si chiama dolore.
—  finoallosfinimento
Questa mistificazione dei grandi personaggi della letteratura che regna su Tumblr è diventata insopportabile, soprattutto quella che riguarda Giacomo Leopardi il quale mi sta particolarmente a cuore. Ragazzi, davvero, Leopardi all’età vostra aveva già imparato da autodidatta lingue quali il greco, il sanscrito e l’ebraico. Ha vissuto e sofferto un percorso interiore senza pari, è stato un uomo di immensa cultura, antesignano di un tipo di letteratura che in Italia, in tutto e per tutto figlia del vivere inimitabile dannunziano, purtroppo, non è mai riuscita ad essere apprezzata come avrebbe dovuto essere. Leopardi non ha MAI smesso di studiare, la sua poesia non è soltanto frutto di una frustrazione e delusione interiore. Leopardi è FILOSOFIA prima ancora che POESIA. E mi permetto di aggiungere, Leopardi NON era un adolescente nullafacente segaiolo depresso e autolesionista, Leopardi era un uomo di CULTURA, un uomo di LETTERATURA, che non ha mai cercato una forma di conforto alle sofferenza di questa vita e ha imparato a sopportare la piena consapevolezza della sua inesistenza. Leopardi era un POETA e forse non avete pienamente compreso il significato di questo termine. La sua superiorità intellettuale non è dovuta alla sofferenza o al dolore che ha provato, ma alle solide basi FILOSOFICHE e CULTURALI su cui poggiava questa sofferenza, alla CONSAPEVOLEZZA acquisita nel corso della sua formazione. Bisogna conoscere prima di mistificare. Non usate la depressione come sinonimo di intelligenza, non usate la sofferenza altrui per giustificare la vostra, studiate, imparate, conoscete, parlate e scrivete con cognizione di causa.
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