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Aggiungo,

Ho camminato con gioia infinita sulle vie del Dolore. Per compagno ebbi sempre il pericolo che amai come un caro fratello. Sulle labbra ebbi sempre l’ironico sorriso dei superiori e dei forti; negli occhi sereni la fascinatrice visione della tragedia eroica che solo comprendono i veri amanti della libera vita. Ero solo… ma nell’ombra sapevo che stava nascosta un’ardita falange di coerenti e di audaci che vivevano la mia stessa vita! Ah, quanto amore sentivo per quella anonima schiera… Che importa se una gran parte di essi languiva da lungo tempo nel fondo di umide celle? Essi non si piegarono! Essi vissero, noi vivemmo ai margini della società da veri ribelli, da Iconoclasti intransigenti, oppure non curanti di ciò che poteva essere la tragedia finale. Ed è a questo pugno di coscienti “Protestatari neri”, o caro «Libertario», che oggi invio dalle tue colonne - dopo aver profondamente ringraziato Te e tutta quella schiera di compagni anarchici e amici socialisti per la massima solidarietà morale e materiale prestatami durante il mio vagabondaggio illegale e la mia… legale prigionia - un mio più fervido e fraterno saluto dicendo a loro: “Siate orgogliosi e fieri della vostra azione, perché è solo dalla disubbidienza e dalla rivolta che nasce un fulgido raggio di bellezza umana!

Salve a voi o anarchici del fatto!

Salve a voi o uomini fratelli!

Ritornando, Il Libertario, n. 732, 25 settembre 1919, Renzo Novatore.

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Brief occupation of a small TV station in Kavala, Greece, where comrades read a text in support to the Villa Amalias and other occupation, opened a banner reading “The squats are life, the state is death”, and shouted slogans.

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Val Di Susa, 3 gennaio 2013.

The eight comrades, who were arrested on December 20th during the police raid in Villa Amalias squat, have all been released. Three of them (who were guests in the squat) were acquitted of all charges, while the other five were ordered to register themselves at a local police station once a month. The gathering at the Evelpidon courthouse was attended by nearly 300 solidarians. The squat is still under police guard.

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Ordinanza Custodia Cautelare Operazione Ardire. Giuseppe Arrestato solo per aver gestito un blog

[…]

Chiediamo ai compagni e alle compagne che gestiscono siti di movimento di aiutarci nella divulgazione. La nostra solidarietà è incondizionata. Il nostro disprezzo per le scartoffie giudiziarie è superfluo ricordarlo. Conoscere però può essere utile per difendersi. Tanto più che ci troviamo di fronte al nulla, al vuoto pneumatico, con Alessandro e Sergio che sono stati arrestati per episodi avvenuti quando erano in carcere e la cui colpa è di aver fatto una settimana di sciopero della fame (secondo i ROS un comportamento che in codice significava il dare il via alle azioni).

[…]

Facciamo appello ai siti di movimento per coordinare insieme una campagna, almeno virtuale, per Giuseppe e in generale per la libertà di pubblicare rivendicazioni e documenti scomodi al regime.

Per leggere l’Ordinanza:

 http://www.anarchaos.org/wp-content/uploads/2012/06/C_2_documento_159_file.pdf

Rinvio a giudizio per anarchici e anarchiche del Fuoriluogo

Il 24 aprile sono stati rinviati a giudizio, per associazione a delinquere con l’aggravante della finalità dell’eversione dell’ordine democratico, 21 dei 27 compagni e compagne coinvolti nell’inchiesta “Outlaw” partita l’aprile scorso con cinque misure cautelari in carcere e sette provvedimenti restrittivi.

Dopo due giornate di udienza in cui la pm Morena Plazzi è intervenuta per venti minuti al massimo esponendo con mediocrità e visibile noncuranza la richiesta di rinvio a giudizio, il Gup Andrea Santucci, come aveva già anticipato intervenendo dopo appena mezz’ora dall’inizio dell’udienza, ha deciso per l’accoglimento delle richieste della pm. A cosa siano servite due giornate e le ottime e fondatissime requisitorie degli avvocati proprio non è dato saperlo. Per sei posizioni è stato decretato il non luogo a procedere, ma per cinque di queste la richiesta era stata formulata dalla stessa pm. L’indipendenza della procura di Bologna dalle indagini di polizia, il suo essere filtro tra le accuse della digos e ciò che ha rilevanza penale, si sono dimostrati ancora una volta ampiamente inesistenti come uno degli avvocati aveva già segnalato in udienza. Per altro, la pm durante le pause del processo si faceva vedere in giro ridanciana ospite dell’auto della digos di servizio, ma non di scorta, al tribunale.

La motivazione avvallante l’accusa, secondo la pm, è che gli imputati avrebbero promosso e diretto un’organizzazione che si ritrovava nel circolo (i cui locali sono stati sequestrati) finalizzata al compimento di violenze, lesioni, danneggiamenti, manifestazioni non organizzate. Di questi tempi per riuscire a organizzare presidi e manifestazioni si vede che bisogna associarsi tra delinquenti.
La prima udienza del processo è stata fissata per il 31 maggio prossimo davanti al tribunale collegiale.

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