Ma io davvero non capisco come facciano certe persone ad odiare i libri. Che solo alla vista di un libro gli viene il ribrezzo. E lo confessano pure. Ma come fanno? “E’ da secchioni e da sfigati” dicono alcuni. Ma com’è possibile pensare questo? Anzi, è proprio leggere libri che ti fa bene. Molti non apprezzano la lettura. Non leggono nemmeno un libro all’anno, pazzesco. Quando me ne sono resa conto è stato troppo sconvolgente. Sul serio, non mi aspettavo che così tante persone odiassero leggere. Credevo di abituarmi all’idea, ma ancora non riesco a spiegarmelo. Leggere è vita. In questo momento l’unica cosa che può salvarvi è un libro. E’ un passatempo, o una passione, comprate libri, leggete, adorate il profumo di libri nuovi, non pensate che sia noioso, perché molto spesso i libri fanno la differenza nella vostra vita, ve lo posso assicurare, leggere vi fa bene, e mano mano che leggerete libri vi accorgerete che cambierà il vostro modo di pensare e di agire. Un libro è capace di cambiare interamente tutta la vostra mente. E più libri leggerete, e più vi appassionerete alla lettura. Entrate nelle librerie, nelle biblioteche, e non pensate mai che i libri facciano schifo solo perché alle medie sei stato costretto a leggerne uno che non ti piaceva. E’ vero, ci possono essere libri belli e libri brutti, ma se non ne leggete uno non potete mai saperlo. Non giudicate un libro dalla copertina, prendetene uno indistintamente dal titolo o dall’immagine che c’è sopra, e leggetelo. Anche se dopo vi farà schifo e deciderete di riportarlo indietro. E allora? Chissene frega, il mondo è pieno di libri spettacolari, no? Leggete almeno libri di generi tutti diversi, trovate il vostro genere ideale, fateveli consigliare. Ci sono infiniti modi di amare la lettura. E io che sto scrivendo ve lo posso assicurare, l’ho provato sulla mia stessa pelle. Leggete, leggete, leggete e leggete ancora. Di questi tempi è difficile trovare uno sfogo o un passatempo che non sia un vizio come fumare o drogarsi, perciò ve ne indico uno dei rari e più utili al mondo. I libri. Leggere potrebbe essere la vostra unica via di scampo da questa società che per molti di voi è difficile da combattere, da vivere. Dire di odiare un libro è come dire “Non lo mangio quella cosa, perché ho già sentito l’odore, e mi fa schifo”. Questi sono pregiudizi, dovete toglierli dalla mente. Leggere può aiutare tutti, indistintamente dalla vostra età, dal vostro passato, dalle vostre delusioni, dai vostri problemi e dal vostro dolore. E’ come una medicina. Io adoro definirla in questo modo.
—  Me (via catenefattedifiori)
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Donne “comprate” e costrette alla prostituzione, arrestato a Latina … – il punto a mezzogiorno

il punto a mezzogiorno Donne “comprate” e costrette alla prostituzione, arrestato a Latina … il punto a mezzogiorno Questa era l’attività di Gezim Bullari, 43enne albanese che oggi, dopo dieci anni di latitanza, è stato consegnato all’aeroporto di Fiumicino alla squadra mobile di Latina dalle autorità albanesi. L’uomo è stato condannato ad una pena detentiva […]
Tutti i Crimini degli ImmigratiTutti i Crimini degli Immigrati

Lettera alle giovani di tendenza

Care ragazze alla moda,
ai tempi miei, quei cosi di gomma cinese che portate ai piedi si chiamavano scarpe ortopediche e se il dottore diceva che dovevi indossarle, camminavi a testa bassa, coperta di vergogna, e speravi in un miracolo che raddrizzasse l’ossatura durante la notte.
Noto con stupore che invece oggi sono le scarpe alla moda e costano due piotte.
Ragazze alla moda, perché le portate così spavaldamente?
Perché non vi vergognate di averle anche solo comprate?
Ma soprattutto, ragazze alla moda, non ce l’avete una mamma che vi controlla prima di uscire e vi schiaffeggia?

Con affetto e sempre rinnovata voglia di imparare,
Francesca

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Allarme Cancro e Malattie infettive: ‘Non comprate dai cinesi’

Roma – (Adnkronos Salute) – Per tenere alta l’attenzione ci sono molti strumenti, dal controllo alle frontiere alle segnalazioni dei cittadini: scovati anche thermos all’amianto o laser accecanti. L’esperta del ministero della Salute all’Adnkronos: “Evitare prodotti con etichette non scritte in italiano” Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) – Prodotti a rischio per la salute. Ci […]
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La camomilla non mi piace. In realtà, per me non ha sapore, forse è per questo che rifuggo dalla tazza fumante alla mia destra. Potrebbe anche aiutarmi a sopportare il mal di stomaco, la nausea, i brividi, ma non ha davvero la benché minima attrattiva per me. Come non ce l’hanno più le discussioni. Strano, eh?
Pochi anni fa, il 31 Dicembre, sedevo su una scomoda sedia innanzi alla pacchiana tavolata imbandita da mia zia, in attesa di un cenone che speravo terminasse al più presto. Mia zia è la cuoca delle apparenze: trascorre mezza giornata ad addobbare la tavola e le rimane pochissimo tempo per cucinare le solite pietanze, che ci propina in dosi minime e nei piatti di plastica. Ma divago, andiamo avanti. Quella sera si parlava di pellicce ed io non le sopporto. Non sono un’animalista, figurarsi, ma credo che le pellicce siano un inutile e costosissimo orpello nonché una inutile tortura. Critico sempre mia madre e quel suo maledetto visone. Ecco, ricordo di essermi lanciata in una animatissima invettiva contro allevatori, pellicciai, acquirenti, mentre le facce intorno a me sbigottivano ad ogni mia parola. Solo al termine del mio discorso, ho ricordato che a capotavola sedeva un pellicciaio, fratello della suddetta zia. Potete immaginare il putiferio che si è scatenato tra una portata e l’altra. Con difficoltà, immaginerete quanto poco me ne sia fregato. Sono stata davvero poco delicata, riconosco di aver usato parole di fuoco che possono aver offeso l’orgoglio di un lavoratore, ma non cambio idea sulle pellicce né rimangerei mai una sola parola. Il mio pensiero è sacro, inviolabile, intoccabile. Ma a litigar come un tempo mi stanco così tanto che, questa sera, al termine di un’altra discussione quasi quasi trangugio la camomilla e vado a dormire.

è relativamente presto, sarà anche che in quattro giorni questo è l’unico in cui a quest’ora posso starmene in camera mia, da sola, a luce soffusa e con una candela accesa, a pensare davvero, a sentirmi davvero pensare. ho messo in ordine la stanza, accumulato tutto ciò che c’era fuori posto dentro di me, che tanto era già un casino prima, qualche scartoffia e ricordo in più non faranno la differenza. e pensavo proprio a questo, alla differenza che c’è tra ciò che si pensa e ciò che si fa, mentre cercavo tra le fotografie analogiche quelle adatte a quelle tre cornici, comprate più di un anno fa e ancora vuote. così mi sono messa sul letto e le ho guardate tutte, non so nemmeno quante siano, il loro numero dovrebbe variare tra le trecento e quattrocento fotografie. Alessandro appariva in molte di queste, e forse è la prima volta dopo più di due mesi che qualcosa si è stretto in gola, non lo so a cosa ho pensato, non mi manca, è solo che gli voglio bene, e il suo menefreghismo, che sia anche un atto di difesa, mi ha delusa presto. così ora provo a non pensare a questo ma alle cose belle, alle piccolezze tirate fuori dalle buste delle lettere di persone che, in un modo o in un altro, sono state e sono ancora adesso speciali per me, le ho appese in camera, così anche se son ricordi, mi sento meno sola qui dentro, ora che ho azzittito anche le fotografie, e a parlare resta lo specchio con dentro il riflesso di me. tra due giorni ci rivedremo, non lo so cosa succederà, so solo che voglio abbracciarti forte, ma non come se fosse l’ultima volta, che non si sa mai, ancora la usiamo come scusa. mi sono fumata una sigaretta in pace, l’unica della giornata, ed anche se ogni tiro somigliava a una ferita, io chiudevo gli occhi, e immaginavo di essere da tutt’altra parte, con te che mi dici che adesso non hai voglia di fumare, e guardi me farlo, con quegli occhi di chi con affetto sorride all’ingenuità. stasera mi permetto di saltare la cena, non ho fame, quasi di niente, me ne starò in camera mia, vorrei poter dire a studiare, ma so che sarebbe una scusa, stasera mi guarderò un film, fingendoti sempre presente, fingendo di non ridere da sola, e piangere pensandoti. stasera anche io mi dedico a me, a me e nessun altro, stasera va così, domani chissà.

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