1955, esempio di “palazzone” nel nuovo quartire della Comasina, a nordest di Milano che lo IACP definiva come ”una  comunità autosufficiente, in cui gli uomini possono trovare, in una armoniosa sede urbanistica, con le migliori condizioni per l’abitazione, per l’assistenza spirituale e sociale, la possibilità di completare la propria personalità”.

La realtà era diversa, ricca di contraddizioni e divisioni sociali: palazzi differenti furono utilizzati per alloggiare diversi tipi di abitanti (gli sfrattati, i senza tetto, gli ex-baraccati, gli impiegati, ecc.) e si crearono delle tensioni. Nonostante il giudizio positivo dei residenti sulle abitazioni, il quartiere fuori dalle mura domestiche negli anni 60 era già in declino. I bui sottopassaggi erano invasi dalle immondizie e si erano trasformati in luoghi di crimine prima ancora che il quartiere fosse ultimato. Il quartiere veniva descritto come una ‘zona morta, isolata, senza vita’, priva di centri di aggregazione. Non c’erano né cabine telefoniche né buche per le lettere in un quartiere di oltre 10.000 persone. Nessun ufficio postale. I collegamenti con il centro e con i quartieri limitrofi erano scarsi e lenti. Fare la spesa era difficile e molti residenti giudicavano troppo costosi e di scarsa qualità i generi disponibili.

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Milano: arresto di un pluripregiudicato in fuga dopo una rapina

Milano, 3 Settembre – Alle due di questa notte, i Carabinieri del Radiomobile di Milano hanno tratto in arresto Fabio Cagliani, pluripregiudicato del ’77, fuggito a piedi nel quartiere Comasina, dopo aver abbandonato una OPEL Corsa, provento di rapina. Il malvivente è stato localizzato grazie al segnale GPS della vettura ed immediatamente inseguito dal personale Arma, che lo ha braccato senza lasciargli altre vie di fuga. All’origine dell’inseguimento c’è la tempestiva reazione dei Carabinieri alla rapina perpetrata dall’uomo ai danni di una coppia di italiani che, rincasando in Viale Fulvio Testi, sono stati avvicinati ed indotti a scendere dall’auto con le minacce.

Serafino Sorrenti

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Condannato per stupro di gruppo su una 13enne catturato in Comasina

Milano 21 Febbraio – Aveva stuprato, all’età di 16 anni, una ragazzina 13enne minacciandola con un coltello, insieme  a due compagni non imputabili perché all’epoca erano anche loro tredicenni.

Da allora sono passati 9 anni e, da quando la sentenza è diventata definitiva, questo 24enne di Piacenza si è reso irreperibile, non utilizzando più per prudenza né il proprio cellulare, né la propria auto.

Finché la Polizia lo ha individuato nel quartiere Comasina, a Milano, dove si era nascosto, lavorando come factotum in una scuola di ballo con l’attuale fidanzata  e facendosi chiamare con un altro nome.

Arrestato, il giovane è stato tradotto a San Vittore ed ora, dopo 9 anni, dovrà scontare la sua condanna a 6 anni di pena detentiva.

Francesca Aldini

Scusa per ogni mia stronzata.
Scusa se ti sto facendo soffrire.
Scusa se ti tratto di merda.
Scusa se non ti dimostro quello che davvero ti voglio mostrare.
Scusa per ogni mio gesto inappropriato.
Scusa se sono stupida.
Scusa per ogni mio sorriso falso.
Scusa se ho un carattere di merda.
Scusa per tutto.
Tu meriti solo il meglio.. Invece io sono troppo stronza ma non ci posso fare niente ho sofferto davvero tanto e il mio carattere è diventato più forte e sono molto ma molto presa male.
SCUSA. ❤️
#milano #sotto #passo #Comasina #Bruzzano #ph #Simona #Scusa (presso Quartiere Comasina)

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Dai quartieri : Sos quartiere Comasina

Milano, 19 Dicembre – Il Consiglio di zona è, tra le forme di governo del territorio, la più vicina ai cittadini e, nonostante i proclami elettorali di questo Sindaco, per un vero decentramento dei poteri su alcune funzioni fondamentali che sarebbero più efficaci se gestite direttamente dalle Zone, oggi nel Consiglio di zona non si decide praticamente nulla. Ma io sono un ottimista e spero in un futuro di vero decentramento, per interventi a carattere territoriale in cui chi vive i quartieri in prima persona, può avere il polso delle emergenze in materia di scuola, verde pubblico, arredo urbano, strade e problemi sociali.

In particolare vorrei parlarvi del quartiere dove sono nato e cresciuto, un quartiere molto radical e poco chic, il Quartiere Comasina. Infatti di chic questo quartiere ha ben poco. Una periferia come tante altre di Milano, dove i servizi mancano a fronte di una pressione fiscale che è diventata la bandiera nera di questa Giunta. In particolare manca una scuola media inferiore, non c’è un ufficio decentrato del Comune, non si vedono i presidi di controllo della sicurezza. L’attenzione del governo locale cittadino è, mai come adesso, distratta da altro. Expo in primis, poi il salotto buono del centro e poi tutto il resto, vengono prima della tanto chiacchierata e da me sempre amata Comasina. Lo stesso si può dire di Affori, Bovisasca e Bruzzano.

L’unica fortuna che è capitata a questo quartiere le deriva dalla presenza di una infrastruttura a rete che è il capolinea della MM3 della metropolitana milanese, a parte i danni collaterali ben conosciuti come la mancanza di un parcheggio di corrispondenza adeguato, la mancanza di un sistema efficace di scambio tra linee di superficie e metropolitana, la mancanza di servizi igienici pubblici per i fruitori di queste aree, la mancanza di un’area di sosta provvisoria per chi porta e recupera le persone alla metropolitana.

Manca, in generale, un progetto strutturale complessivo di riqualificazione degli spazi sociali, delle sue strade e degli spazi urbani. L’emblema di quanto sto esponendo è rappresentato dall’unica piazza che è lì da vedere con un sistema del verde, dell’arredo urbano, della viabilità e del parcheggio che è a dir poco imbarazzante. E’ piazza Gasparri, dal lato

opposto alla parrocchia San Bernardo, la cosiddetta parte bassa della piazza.

Incontro l’amministratore condominiale di uno stabile ubicato sulla piazza, che è disperato perché non sa a chi attribuire la proprietà dell’area della piazza e quindi a chi spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria della stessa. Se la contendono, anzi, “se la scansano”, sia Aler che Il Comune di Milano. Sì, perché sarebbe imbarazzante affermare che ci si sta occupando della manutenzione della piazza, perché in verità nessuno se ne è mai preoccupato e nessuno se ne sta occupando. Chissà se quella piazza dovessero vederla i fruitori di Expo! Che vergogna! Ma i fruitori di Expo, per loro fortuna, non la vedranno mai. Oggi abbiamo appreso che la proprietà è del Comune di Milano. E subito la Presidente del Consiglio di Zona, che non si è mai preoccupata di questa emergenza, segnalata più e più volte da cittadini, consiglieri di ogni credo politico e Comitato di quartiere, interviene su un quotidiano affermando:”è davvero un peccato che l’unica piazza del quartiere Comasina versi in uno stato così precario”. Ma se io e altri consiglieri abbiamo presentato infinite mozioni sul degrado della piazza! Ma dov’era? Pensava fosse in gestione ad Aler e quindi un problema che non la riguardasse? Anche l’assessore Granelli si sta interessando al caso? Ma dice davvero? Perchè non ce ne siamo accorti. I vigili non passano mai di qui, diciamo la verità… Non li biasimo.

La cosa curiosa è che l’intervento della Presidente del Consiglio di Zona, avviene lo stesso giorno in cui il Comitato di Quartiere scrive al Sindaco una lettera di sdegno sulla poca attenzione che il Sindaco e la Giunta hanno per questa area così bisognosa di cure anti degrado, di un maquillage estetico funzionale. Che si siano messi d’accordo? Addirittura stiamo parlando delle più banali e fondamentali condizioni igieniche della piazza. Le condotte fognarie sono da rifare, l’olezzo nell’aria in estate è nauseabondo. Scarichi a cielo aperto. Mi sembra di leggere una di quelle descrizioni presenti in un libro di fine ottocento sui sobborghi industriali inglesi. La condotta fognaria è di dimensioni insufficienti a scolmare i reflui che vengono addotti ad essa. In pratica questa sorta di fogna è aiutata da una conduttura esterna cioè a vista. A

breve avrebbe dovuto partire il cantiere di riqualificazione della piazza, ma non si è ancora visto nulla, in linea con i tempi di una Giunta di “lentezza bradipica”. E poi ci sono le altre emergenze, una tra tutte la via più degradata di Milano –

Via Calizzano. Venite a vederla. Questa non ve la descrivo, perché rischierei di non essere creduto. Una via pubblica senza illuminazione, asfalto, sistema di smaltimento delle acque meteoriche ed ha delle dune naturali in terra e delle buche della profondità di più di 20 cm, per le quali Amsa si sta rifiutando di operare nella raccolta dei rifiuti per evitare di distruggere i mezzi di lavoro. Mi direte voi:”le solite case di cittadini che non pagano più i canoni di locazione?” No. Si tratta di zona residenziale con palazzi signorili più o meno recenti, abitati da residenti che pagano regolarmente le tasse, e che tasse, al Comune! E i servizi? Ah scusate, sono i soliti Italiani che non si ribellano mai! Pagano e tacciono.

Ma su via Calizzano siamo finalmente ad una svolta, grazie anche all’intervento del Consigliere Comunale e Regionale Giulio Gallera che è intervenuto direttamente, facendosi carico della problematica ed evidenziandola all’Assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza. Abbiamo lottato tutti senza esclusione di colpi e probabilmente per l’estate prossima verrà finalmente riqualificata.

Questa è la situazione della mia Comasina e lotto ogni giorno per poterla migliorare, con l’utopia che possa essere sempre più riqualificata e vivibile.

Raffaele Todaro – Consigliere di zona 9 a Milano per Forza Italia

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La Tua voce per Milano : il consigliere della zona 9 Raffaele Todaro denuncia il degrado e l’ abbandono di via Calizzano nel quartiere Comasina

Milano, 11 Novembre -Pregiatissimo Direttore,

la presente per inviarLe una lettera aperta, il cui destinatario è l’Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano Carmela Rozza, relativa alla richiesta di un intervento urgente afferente il degrado di una strada pubblica che necessita di un intervento straordinario di messa in sicurezza e asfaltatura oltre che di illuminazione. La via in questione è VIA CALIZZANO A MILANO, NEL QUARTIERE COMASINA, a pochi metri dal capolinea della MM3 Comasina, quartiere a nord di Milano.

Gentile Assessore Rozza,

la presente per rappresentarLe l’urgenza di un intervento di messa in sicurezza, anche solo provvisorio, del manto stradale di via Calizzano nel Quartiere Comasina, nelle more dell’intervento definitivo.

La strada in questione – via Calizzano – versa in condizioni urbane che definirei, non senza ragione, terzomondiste. Infatti, a questa strada mancano le basilari condizioni urbanistiche per poterla definire tale; essendo più vicina alla conformazione di una mulattiera, di quelle che si incontrano nei nostri begli alpeggi lombardi. Infatti, per i due terzi del suo sviluppo, via Calizzano risulta essere un agglomerato di ciottoli e terra con dune naturali; la rimanente parte è rappresentata, da un asfalto sconnesso, con buche diffuse di oltre 20 cm. di profondità. Manca una tombinatura che consenta il deflusso e la raccolta delle acque meteoriche e spesso il poco asfalto presente cede strutturalmente sotto il peso delle auto dei residenti, di quelle dei pendolari che utilizzano la MM 3 che sono alla ricerca spasmodica di parcheggio, e del transito dei mezzi di servizio della nettezza urbana. Gli operatori di AMSA affrontano elevate difficoltà di transito e manovra a causa dei copiosi avvallamenti del terreno e si stanno ufficialmente rifiutando di ritirare la spazzatura, perché creano incidenti alle auto parcheggiate e compromettono seriamente la meccanica dei mezzi di servizio. Manca, infine, qualsiasi tipo di illuminazione pubblica e ciò da adito, come si può facilmente immaginare, ad ogni tipo di “illecito”. Quanto sopra, determina una condizione di invivibilità, di insicurezza e degrado per le circa 300 famiglie che prospettano la loro vita su questa strada e che si sentono abbandonate dalle istituzioni locali. Alcuni cittadini, soprattutto i più anziani, stanno lamentando cadute e slogature a causa delle buche che hanno raggiunto una profondità considerevole.

Questa strada incarna l’emblema della distanza, ormai chilometrica, delle istituzioni locali dai cittadini. Milano non si fa carico delle esigenze minime di vivibilità, salubrità e igiene dei suoi cittadini che pagano le tasse; queste ultime peraltro sempre più incalzanti e pesanti.

Via Calizzano è, come ben noto, all’interno di quell’elenco di strade private che sono passate al Demanio Pubblico con Delibera n. 117, esaminata favorevolmente nella seduta di Giunta del 22 marzo 2013.  L’intervento suddetto dovrà necessariamente essere ricompreso all’interno del nuovo Programma Triennale delle Opere Pubbliche del prossimo anno, pertanto si stima, ottimisticamente, che l’intervento non possa essere effettuato prima della fine del prossimo 2014 – primavera del 2015. Già nell’anno 2012, il Consiglio di Zona 9 aveva deliberato, dopo una mozione votata all’unanimità, relativa al passaggio della strada al Demanio Comunale, di procedere in tale senso. In quell’occasione, gli Assessori De Cesaris e Castellano, per tramite della Presidente di zona 9 Uguccioni, avevano pensato, con lungimiranza, ad un intervento straordinario di messa in sicurezza del manto stradale esistente, visto lo stato di forte degrado e pericolosità dello stesso.

Per quanto sopra Le chiedo, a nome di tutti i cittadini residenti nella via, un “intervento tampone”, per consentire una vivibilità almeno di sufficienza e sussistenza, fino al definitivo intervento di riqualificazione della stessa.

Sicuro di un suo celere interessamento, e riscontro positivo a questa lettera, La invito ad effettuare un sopralluogo congiuntamente alla Presidente di Zona e a me, al fine di constatare lo stato dell’arte della strada in oggetto.

Le tralascio per ora, le ulteriori molteplici criticità, non meno cogenti della forte criticità di via Calizzano, che questa area periferica della città deve affrontare quotidianamente, per uscire dalla morsa di un degrado ormai storico, che gli deriva dalla sua condizione di area popolare con un passato neanche troppo remoto, di degrado sociale ed economico, che ha trovato terreno di coltura nel degrado urbano ed ambientale.

Questa parte di periferia, come altre, deve ancora completamente svincolarsi da quei pregiudizi che l’hanno accompagnata per decenni, derivanti da fatti di cronaca più o meno recente. I cittadini, quelli onesti che da queste parti sono la stragrande maggioranza, stanno facendo la loro parte, nonostante una crisi di ormai lungo periodo che attanaglia le famiglie e il loro vivere sociale. Ora spetta a noi politici di ogni ordine e grado non deluderli, dargli, con forza, il segno della nostra vicinanza.

Oggi Lei Assessore Rozza, nel ruolo che svolge e per quanto di sua competenza e possibilità, può davvero cambiare la loro qualità della vita, cambiando la storia di un comparto sociale da sempre frustrato dal vivere in un quartiere complesso e pregno di fragilità; purtroppo considerato dai più, di serie B, perfino dagli stessi residenti che si sono rassegnati alla loro condizione di “cittadini minori”.

La ringrazio per l’attenzione e colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti, aspettando di incontrarLa presto, insieme ai molti rappresentanti di questa parte della società civile.

Per gli abitanti di Via Calizzano e della Comasina

Raffaele Todaro – Consigliere di zona 9 – Milano.

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