Cosa fai?” Chiese.
“Ti sto prendendo un fiore.” Le rispose guardandola negli occhi.
“Non mi piacciono i fiori. Non se regalati.” Disse seria.
“Perchè?”
“Perchè una volta colti sono tristi e spenti, e così diventa anche il loro profumo.” Spiegò.
“Come sei nobile.” Si complimentò il giovane.
“Grazie.” Fece, onesta.
Il ragazzo, la guardò, e poi guardò il fiore. Ragionò per qualche silenzioso secondo, poi le disse dolcemente: “Bene, allora lo lascerò li, e gli chiederò un poco della sua fragranza, cosicchè tu possa godere del suo profumo e guardare la sua viva bellezza. Ed io, col tuo sorriso, avrò il piacere di ammirarne una ancora più immensa.
Just got off the phone with my momma

Colty is comfortably resting and is at peace. It’s been a hard day for everyone involved. On top of the cancer he had which has spread, he also had Canine Distemper which caused his brain to swell, seizures, paralysis, and a few other things. I already miss you Colty, it’s going to be so weird coming home and not having you there at the door waiting, wagging your tail, peeing on me out of excitement. Go do your thing baby boy, you’re free.

Watch on iamhadriel.tumblr.com

I miss this show. If he ever came back to do this I’d be the happiest kumquat in the world.

I giorni sono sempre più brevi
le piogge cominceranno.
La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
Perchè hai tardato tanto?

Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perchè hai tradato tanto?

Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senza essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.

—  Nazim Hikmet

anonymous said:

Sembri interessante ma questa cosa che sei colto la fai vedere molto quindi, consiglio, abbassa un po' la crestina:) Ciaoo P.s il tuo blog mi piace moltoo

Cioè dovrei apparire ignorante? Un conto è essere colti, un altro è ostentare il fatto di esserlo. Io non sono né il primo, né ovviamente il secondo.

Viennetta alla riscossa.

Ero con L. S. e D. al bar di fronte all’università e parlavamo di sesso e di cose inopportune. Oltre a noi c’era la barista che col Vetril puliva il bancone, le vetrine e la cassa (la cassa? Col Vetril? Ok.).

L. è il tipico ragazzo che non sa approcciarsi con le donne: deve sempre e per forza inserire riferimenti colti, letterari, culturali, politici e storici. E’ disperato e ha un bisogno urgente di avere una storia seria, ma noi glielo ripetiamo sempre “è l’approccio che è sbagliato”, perché è anche un bel ragazzo.

D. è più grande di me e L. di un anno, e ha deciso di riprendere gli studi da quando ha capito che studiare è molto meglio che sfornare il pane tutti i giorni alle 5 del mattino, perciò ora anziché essere al quarto anno, è al terzo anno con me, L. ed S. Da quello che ci racconta scopa a tutto andare, eppure tutti si domandano come faccia a rimorchiare ogni volta nonostante non sia poi così attraente.

S. è la tipica ragazza so tutto io/conosco tutto io ed è fidanzata da secoli con un futuro ingegnere. Anche lei dovrebbe essere al quarto anno di università, ma dopo aver tentato due volte di entrare a medicina e dopo un anno di biologia, ha capito che la sua strada era altrove. E’ simpatica, soprattutto perché mi presta i suoi appunti senza lamentarsi. Se però legge questa cosa credo che mi mangerà la testa a vita.

Io invece sono Viennetta e mi trovo sempre nei posti sbagliati (e inadeguati) e nei momenti sbagliati (e inadeguati).

D. ci raccontò della sua estate focosa facendoci notare quanto le ragazzine di oggi siano iper agitate. Quest’estate, ci raccontò, una gli disse apertamente che voleva scopare con lui e, nonostante il suo momento shock, si offrì volontario senza troppi problemi.

L. ci raccontò di aver conosciuto una ragazza in discoteca e che, per lasciarsi più andare, bevve molto più di quanto avrebbe dovuto. Ubriaco fradicio come era, questa storia finì ancor prima che cominciasse perché il mattino dopo si ritrovò su un letto d’ospedale, pieno di lividi, graffi e con un occhio rosso. Quel giorno si portava i postumi di quella serata e con 20 anni di fiducia buttati al vento da parte dei suoi genitori.

S. ci raccontò che ai tempi del liceo, nell’ora di educazione fisica, i ragazzi si soffermavano a chiamarla “bel culetto” e ce lo raccontava con aria talmente disgustata che secondo me lei li considerava dei complimenti. Trascorse l’estate girando per mezzo mondo.

Io, beh…io ascoltavo e ridevo come una pazza, mordicchiando la cannuccia del mio Estathé alla pesca.

Il mio (nuovo) prof. di filosofia ha detto una cosa molto interessante: c’è differenza tra l’essere eruditi e l’essere colti. Gli eruditi sanno molto, ma questo molto lo custodiscono gelosamente e ne fanno sfoggio in particolari situazioni, inutilmente. Il colto è, invece, consapevole di ciò che sa (non a caso il termina “cultura” deriva da “colere”, coltivare) e offre le sue competenze alla società. Perché studiamo la storia o la fisica? Per mera curiosità? No, proprio no. Si studia perché il sapere è funzionale alla società.

E la società siamo noi.

gabrielgelo said:

È inutile che ve incazzate se la gente ha gusti diversi dai vostri. Non ci sono ideali di perfezione cone di tutto il resto. Se non le piace Baricco Amen! Io ho letto solo due libri suoi, preferisco nettamente Fermine Maxence.

Eh, grazie.
Che poi mi dicesse “io ti consiglio di leggerlo perché a me è piaciuto tantissimo”, invece no, mi da pure ordini senza neanche metterci la faccia, che cosa triste.
Che poi “cultura” per me non è sininimo di Baricco, ma è un ammucchiarsi di vari aspetti che per l’amor di Dio, includono anche la lettura, ma non è detto che l’autore per eccellenza per essere colti sia solo uno.

sorridevo-eppure-morivodentro said:

Capricorno. c:

"Se verrete nuovamente colti da una irrefrenabile volontà di spendere e spandere in questa giornata, dovrete proprio farvi aiutare da qualcuno che sia in grado di bloccarvi e di farvi desistere.
Non siete pronti a sperperare il vostro patrimonio, anche perché avete bisogno di qualche riserva per i prossimi mesi e togliervi qualche sfizio adesso potrebbe non avere molto senso.”

AMORE: 3/5; AMICIZIA: 4/5; SOLDI: 3/5.

Marshall McLuhan (Offerte del mese 1)

Marshall McLuhan

EUR 4,99 (-74%)

Douglas Coupland e Marshall McLuhan a confronto. L’autore che ha dato un nome e un volto alla Generazione X e poi alla Generazione A racconta uno dei maggiori sociologi del Novecento. E lo fa con il suo stile inconfondibile: mescolando linguaggio pop e riferimenti colti, aforismi e curiosità, citazioni originali e personali. In occasione dei cento anni dalla nascita di Marshall McLuhan, Coupland riflette sulla vita e sull’opera di un intellettuale che ha rivoluzionato il modo di interpretare la…


da Amazon.it
Lo Zenit della Donna Eterosessuale.

Io vedo cinemi colti solo se realizzati da un maschio napoletano che vorrei vedere nudo. (Un giorno la smetto, quel giorno non è certo oggi. Anche perché, ad esser pignoli, è notte.)

Il principio.

Chissà, se scorrendo la tua vita,
Ti accorgerai che ti ho amata,
Che quel fiore sul tuo banco
Era un’emozione appena fiorita.

Che le lacrime che scorrevano
Erano la gioia dipinta sul mio viso,
Quando quel giorno tu m’hai sorriso
Mentre dai ciliegi i petali cadevano.

Sarò forse stato poco discreto
Nell’inviarti il semplice presente
Composto dai fiori che tu amavi
Colti vicino il lontano frutteto?

Di certo quella volta t’ho sorpresa
Porgendoti la mano aperta e tesa
Issandoti sino al mio forte petto
Mozzandoti il respiro all’impatto

E lo ricordo come se fosse ieri:
Tu arrossisti confusa nei pensieri
Abbassasti timida lo sguardo
Preda d’un possente leopardo.

Ricorderai le labbra morbide e calde,
Che ti diedero il primo vero bacio
Alle quali chiedesti tutti gli altri,
E le braccia, ai fianchi tuoi ben salde?

Ricordo te, che corri fuori dalla chiesa,
Il velo sulla testa è lungo ma non pesa,
Addosso ci lanciano coriandoli e riso,
Ma la gioia più grande è ora il tuo viso.

E i baci.
E le carezze d’inverno davanti il fuoco.
Le incertezze di un padre.
Le sicurezze di una madre.
Il sorriso di nostro figlio.

Questo è ciò che ricordo.

Ora la tua vita si è fermata.
Sei sospesa sull’attimo
La tua mano nella mia serrata.
Dolore maledetto e infimo.

Ma è negli ultimi istanti
Che viviamo un amore eterno
Prima di diventare distanti
Riviviamo della vita ogni perno.

Anche nella fine, dolcissima mi sorridi
Ma lo vedo che nel dolore i denti stridi.
Eppure ti bacio, le rughe sul mio volto
dicono che ci rivedremo tra non molto.

Ti ho sempre amata, dal più profondo.

Salmi di morte.

Scritto da Uriel Qualche anno fa, credo, ho scritto nel vecchio blog un articolo che si intitolava “in morte di un amico”. Si riferiva ad una persona di una certa eta’ (credo che vada per i 70) che di recente ha smesso di lavorare nella sua officina per godersi il riposo della pensione. Il problema e’ che da quel momento e’ stato sottoposto agli strumenti piu’ mortiferi della cultura italiana…

View On WordPress

Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video