clubmaker

Made in Italy??

È la prima volta che mi trovo a dover valutare professionalmente un bastone da golf fin dalla sua genesi.
L'Italia non è un paese per golfisti, figuriamoci per clubmakers. Insomma, non capita tutti i giorni di conoscere un produttore di bastoni da golf dalle nostre parti. E anche qualora ne nasca uno, bisogna avere una bella fortuna ad incontrarlo.
Uno è nato recentemente. O meglio, recentemente ha proposto le sue prime realizzazioni omologate, perchè non ci è difficile immaginare quanto lavoro ci sia stato dietro le quinte per arrivare a commercializzare un bastone da golf. Dai, abbiamo capito. Parliamo dell'artigiano di professione che ha creato la Mati Putters, il sig. Seliano Brambilla.

Agli inizi di giugno se non ricordo male, un ristrettissimo gruppo di amici golfisti ha accompagnato alla mia porta il sig. Brambilla, per presentarci e avere un mio parere sul suo primo modello commercializzato: Il MATI I.
Senza romanzare troppo il tutto, poco dopo il nostro primo incontro è nata una collaborazione che si basa sulla stima e sulla fiducia reciproca.
Personalmente, credo di essermi “intromesso” poco prima della nascita del modello MATI II. In maniera anche abbastanza incisiva dire. Sono fiero della fiducia che Seliano mi riserva costantemente. Il “pallino” di riferimento centrale sulla top-line del MATI II è stata una mia proposta, che Seliano ha condiviso e fatto unica. Il suo continuo coinvolgermi è gratificante al punto che sono seriamente disposto a mettere il mio modesto bagaglio di esperienza alla mercè di ogni progetto futuro. Ci credo profondamente.

Le qualità di questi putters sono indescrivibili. Qualità al plurale perchè si parla sia di eccellenza dal punto di vista meccanico e strutturale, in quanto ogni testa è fresata dal pieno di un blocco di acciaio inossidabile AISI303 tramite macchine utensili a controllo elettronico di altissima precisione, sia di qualità di risposta nel gioco. Il contatto ed il rotolo che questi putters ci regalano è quanto di meglio si possa desiderare.

Mi rendo conto quanto sia difficile trasmettere le proprietà di questi putters a parole, ed è appurato che un golfista è mediamente scettico verso ogni attrezzo del quale non conosce il marchio. In parte questo lo comprendo.
Solo un addetto ai lavori può apprezzare a pieno la validità e le qualità di un putter “senza marchio”.

Proprio oggi, senza volerlo, mentre mostravo un MATI ad un amico golfista “navigato” e -come molti- possessore di Scotty Cameron, ho esclamato: “questo a Scotty Cameron gli caga in testa!”.
Forse ho esagerato….ma anche no!
Chiaramente, questo mio paragone, si riferisce solo alla perfezione della lavorazione. La quale si ripercuote in maniera sostanziale sulla resa di gioco. In soldoni, si hanno risultati nettamente più validi e soddisfacenti giocando con un MATI II piuttosto che con un NEWPORT qualsiasi. Questo in minima parte anche grazie alla minuziosità del sottoscritto che vi opera uno scrupoloso assemblaggio artigianale.
Non voglio invece paragonare tutto il resto. Scotty Cameron è indiscutibilmente una delle case produttrici più innovative e complete. Qualità e vastità di gamma esclusivamente dedicate al putting rendono il marchio meritatamente leader nel settore golfistico commerciale.
La MATI PUTTERS ha pochi mesi di vita, e sostengo solo che ha tutte le carte in regole per un progresso degno di nota in concorrenza ai marchi più blasonati.

Quindi? Bravo Seliano. La qualità, la semplicità e la professionalità sulle quali basi il tuo lavoro ti hanno già portato a risultati a dir poco eccellenti. Che un giorno i tuoi putters saranno nelle sacche di molti golfisti o meno. La ricetta per il successo popolare è per lo più sconosciuta e misteriosa. Tu sei già a buon punto. Oserei dire che sei addirittura in vantaggio….anche su te stesso!


PS: menzione speciale al mio Maestro, mio padre. A lui sottopongo ogni mia perplessità ed ogni mio progetto. Anche nel campo dell'attrezzatura. Quello che oggi so fare e dire è, quindi, anche figlio della sua grande professionalità ed esperienza.

Infatti anche lui usa un MATI.

Matrix Shaft Authorized Dealer

                                               

Amici miei, una novità fa capolino in questo febbraio nevoso. I miei sforzi nella continua ricerca di componenti di qualità ogni tanto vengono premiati.

Da ieri il mio laboratorio di clubmaking è ufficialmente autorizzato al montaggio e alla vendita dei prestigiosi shaft Matrix, esclusivamente composti in carbonio. 

Avrò accesso diretto per ordini alla casa madre, e spero di riuscire a mettere insieme un bel numero di shaft demo per le nostre sessioni di prova. 

Novità gustose arriveranno sia per i legni che per i ferri, e credo proprio anche per i wedge.

Maggiori info clikkando sul Logo. 

Il "trucco" della traiettoria del Taylor Made R11 (e affini)

Non voglio far credere di aver scoperto l'acqua calda, ma mi sono accorto che molti golfisti non si spiegano come - girando un semplice “triangolino” sulla suola dei metal woods in questione - si possa modificare la traiettoria di volo della palla. Traiettoria spacciata per modificabile in “Neutral” (dritta), “Close” (con draw), “Open” (con fade). Dico spacciata perché questo triangolino magico NON incide assolutamente sul volo della palla.

Questo aggeggio, al suo interno ed all'interno della sua sede ricavata nella suola, ha delle alette di diverso spessore (semplificando). A seconda di come lo si gira, fuoriesce o meno nella suola. Visto che si trova in una posizione leggermente decentrata verso il tacco della testa del bastone,

lo sporgere o meno influisce sulla visuale del giocatore NELL’ ADDRESS. Questo perché, appoggiandolo a terra con posizione “Close”, il tacco risulta sollevato e la punta della testa risulta più avanzata. Viceversa nella posizione “Open”. Vedremo invece il bastone appoggiare perfettamente dritto solo in posizione “Neutral”.

Come vedete, il “triangolino” agisce solo sulla posizione della testa quando lo appoggiamo a terra nell'address. Questa cosa però non influenza il volo della palla. Come potrebbe?? 

Non esistono bastoni magici. Faccio slice anche con il bastone su “Close”.

Anzi, tecnicamente, se impugno un bastone e lo vedo aperto, nello swing tenderò a chiuderlo; e viceversa. Per lo stesso motivo per cui se miro e voglio tirare a sinistra andrò a destra.

Il bastone deve appoggiare dritto. Punto.

Mizuno???

Ma non era uno dei bastoni migliori al mondo, soprattutto per il fatto che era Made in Japan??

Questo nella foto è un JPX 800, PRIMA che venga scartato dal negoziante.

La leggete l'etichetta?

Chiaramente non scopro l'acqua calda. I bastoni commerciali di oggi sono al 90% presumibilmente di origine Cinese.

Questo non credo sia necessariamente da considerarsi un “handicap”. Moltissime cose - anche elettroniche - sono prodotte interamente in Cina. Non per questo però sono scadenti, anzi sono molto valide. La cosa che no va secondo me è il prezzo del negoziante. 800 euro un set di JPX?? Ma fatemi il favore va!!!