Quadrature di cerchi.

Forse è da cercare nell’assenza quotidiana qualcuno che non riempia i nostri vuoti ma stabilisca i confini necessari a non farci perdere nel labirinto delle nostre paure.

La solitudine è una necessità a cui non è possibile rinunciare, un dono prezioso che ci facciamo per poter sopportare la disorientante realtà che ci circonda. Ma troppa solitudine è un oceano bianco dove non è facile riconoscere l’inizio e la fine delle cose, un suono di sottofondo continuo che alla lunga cancella ogni altro pensiero.

Ed avere a volte qualcuno che sia in grado nella solitudine in cui ci rifugiamo per scappare alla vita di poterci raggiungere non per parlarci e toccarci, ma per poter essere un punto cardinale di riferimento nello spazio e nel tempo, una presenza silenziosa in grado di ricordarci che esiste altro nel mondo al di fuori di noi stessi, è quel confine che nella monocromia circolare di certe giornate aiuta a rimanere a galla.

Avere un’ancora per la propria anima che si possa in qualsiasi momento tirare a bordo permette di navigare attraverso i giorni senza il rischio di smarrire la rotta.

Quante volte, per cambiare vita, abbiamo bisogno della vita intera, pensiamo lungamente, prendiamo la rincorsa e poi esitiamo, poi ricominciamo da capo, pensiamo e ripensiamo, ci spostiamo nei solchi del tempo con un movimento circolare, come quei mulinelli di vento che sui campi sollevano polvere, foglie secche, quisquilie, che per molto di più non gli bastano le forze, sarebbe meglio se vivessimo in un paese di tifoni.
Ma certe volte una parola basta.
—  Josè Saramago
Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.
—  Pier Paolo Pasolini
Il bricolage fa così per me che cambio nome in Geppetto

Sto cercando di rimuovere qualche voce dalla lista “piano 24” iniziando dal punto “costruire qualcosa”, così sono salito in soffitta dove abbiamo una sorta di laboratorio di falegnameria altamente fornito di attrezzi e altamente sprovvisto di norme di sicurezza, del tipo che non c’erano gli occhialoni protettivi per cui ho dovuto usare la sega circolare con una sola mano perché con l’altra mi coprivo gli occhi e li proteggevo dalle schegge. Urrà! 
Comunque ho assemblato una piccola sedia a rotelle per la mia cagnolina, che ha le gambe posteriori paralizzate per via di un incidente e non cammina più. È la cosa più brutta mai costruita da essere umano, si mantiene a stento con tanti chiodi messi male e un rotolo intero di nastro adesivo, un pericolo più che un aiuto. L’idea però è buona, per cui penso che mi farò aiutare da mio padre per costruirne una migliore, magari lui mi potrà suggerire qualche accorgimento da adottare tipo: misura prima di tagliare, pensa prima di inchiodare, non ridere in maniera isterica mentre agiti per aria la sega accesa. Insomma le solite cose. 

"Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno." #picoftheday#instaphone#instaphoto#followme#tflers#tagsforlikes#tuscany_landscapes#loves_toscana#toscana_amoremio#Visittuscany#Igerssiena#Igersiena#Ig_siena#Igerstoscana#Ig_tuscany_#tt_tuscany#tuscanygram#Aroundsiena#Enjoysiena#Igfriends_toscana#igersitalia#ig_italy#loves_italia#passione_fotografica#loves_europe#loves_world#ig_worldclub#direzioneitalia#great_captures_italia | by giadair | Look on Instagram: http://ift.tt/Xan55O

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Circolare invita medici a ritirare kit anti Ebola – LEGGILA

Dalla Ausl di Piacenza sono state inviate in questi giorni centinaia di lettere (vedi allegato scaricabile) a tutti i medici del territorio, invitandoli a ritirare presso le farmacie di città e provincia, il kit anti-virus.

L’inquietante lettera invita – obbliga – i medici “a ritirare il kit entro e non oltre dieci giorni dalla ricezione della missiva“.

C’è anche l’invito a presentarsi ai corsi in partenza per imaparare ‘a smaltire le tute protettive contaminate’.

Poi, vorrebbero dirci che ‘non esiste pericolo’, intanto, distribuiscono a spese dei contribuenti migliaia di kit anti-ebola in tutta Italia? Cosa ci nascondono?

VoxNews

Una famiglia di luci che evoca una notte stellata, con un cielo tempestato di costellazioni. Punti luminosi che danno origine ad architetture di luce con un semplice gesto della mano mutando da forma geometrica a forme casuali e scomposte. Lucky Star di Maurizio Galante e Tal Lancman per Driadekosmo è disponibile in versione ellittica o circolare, entrambe a sospensione o piantana.

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by Carlo Pensa

- Noi arabi inventammo i numeri: il sistema decimale. Ma la nostra più grande invenzione fu Syfr. Syfr, che divenne poi Zephirus e poi Zero. Noi inventammo il numero che indica il vuoto, il nulla. Un numero pauroso, nel cui segno circolare la mente si può smarrire. Ebbene, tu conosci lo zero. Esso è il numero delle grandi cifre. Aggiunto, in lunga fila, dietro un semplice numero, lo trasforma in un mostro: un miliardo, un miliardo di miliardi. Sono i numeri con cui si indicano le tue grandi ricchezze: e lo zero vi cammina in fila, come in una carovana i cammelli carichi di gemme e sete, dietro al padrone. Esso è il tuo servo fedele: uno zero. Il tuo popolo, tanti zeri dietro a te, e così i tuoi consiglieri. Io potrei essere forse il secondo o terzo zero, nel grande numero della tua gloria: ma sempre vuoto, uguale a tutti gli altri. Ma non è questa la sola cosa che ti sfugge. Lo zero spalancò anche un’altra via: se lo zero si fa seguire da una virgola, e poi da altri numeri, ebbene non ci sarà numero, per grande e mostruoso che sia, che potrà uscire dal suo orizzonte. Esso crescerà, schiererà cifre come soldati, ma sarà sempre, ahimé, meno del numero più piccolo, meno di uno. Così tu rincorri un potere assoluto; ma per quante cifre, numeri e soldati vivi e morti tu possa mettere insieme, davanti a te c’è uno zero: il mistero che non afferri, la natura, che supera ogni tua ricchezza, il cielo, che non puoi avvicinare. E bada! Dopo lo zero, e la virgola, possono seguire molti altri zeri. Milioni di zeri. Ma se alla fine ci sarà un numero, esso esisterà. Questo è il mondo che non ti appartiene, la via che ti sfugge, l’infinitamente piccolo della libertà nascosta, il mistero della complessità che non puoi avere.
Il tuo più povero suddito è un numero, in fondo a tanti zeri: ma esiste, è vivo. C’è chi ammira le grandi misure e i grandi numeri necessari per esprimere la grandezza dell’universo, le distanze delle stelle. Ma lo scienziato, e l’uomo comune, resterà parimenti stordito dai numeri che inseguono e trovano la più piccola particella atomica, l’occhio dell’ape, la cellula. Questa vita che hai intorno, i tuoi sudditi, la natura, ciò che sta nell’altra terra lontana dallo zero, tu la disprezzi. Vorresti cancellarla. Pensi che tutto si possa comprare, pensi che i tuoi numeri siano abbastanza grandi per abbracciare il mondo. Essi sono syfr, zephir, il nulla, il vuoto. Le cose che tu puoi comprare sono un numero così infinitamente piccolo, che dovresti vergognartene. Non gloriarti della tua ricchezza. Essa è niente, sia se la rivolgi verso il cielo, sia verso i mondi dell’infinitamente piccolo.
Nascondi il tuo oro, chiudi il libro dei
numeri, perché esso è per te spaventoso -

- Stefano Benni, TERRA! -

Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti… http://ift.tt/1qFhUHG

Glee: Lea Michele conferma la cover di 'Frozen' nella 6a stagione

Glee: Lea Michele conferma la cover di ‘Frozen’ nella 6a stagione

Anche se per gustarci i nuovi episodi di ‘

Glee’ siamo costretti ad aspettare il 2015, di certo le anticipazioni non si lasciano desiderare. Da ieri, infatti, iniziano a circolare in rete i primi titoli dei brani che vedremo e ascolteremo in questa ultima stagione.

È stata proprio Lea Michelea confermare i rumor della scorsa settimana; l’attrice di Glee ha infatti twittato una sua foto durante le…

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Ebola, Governo Usa dirama avviso: “E’ tempo di prepararsi”

I CDC, Centers for Disease Control and Prevention, l’ente americano che si occupa di epidemie, ha diramato il seguente avviso agli ospedali americani: “E’ tempo di prepararsi”, perché, secondo i CDC, per l’arrivo di Ebola negli Usa è ‘solo questione di tempo’.

L’avviso (cliccare sull’immagine) è corredato da istruzioni su come comportarsi per una possibile epidemia di Ebola su territorio americano.

Basta leggere le istruzioni della circolare ufficiale che abbiamo incluso in alto, per rendersi conto della inadeguatezza delle cautele prese dall’operazione Mare Nostrum.

Non solo tuta, ma tuta ‘stagna’, le estremità isolate con materiale adeguato.  Poi guanti sopra le estremità isolate.

Poi mascherina. Ma non di quelle da imbianchino che si vedono durante gli sbarchi, mascherine che coprano fin sotto il mento. E occhiali o una maschera da saldatore per evitare che qualcosa – starnuti – arrivi agli occhi.

#StateSereni.

VoxNews

Recensisco Donna Tartt sul Mucchio Selvaggio

QUI!

C’è un sotterraneo senso di predestinazione nell’opera della Tartt, il senso che le colpe dei padri ricadono sui figli, che si è vincolati al nostro passato, come il cardellino è legato al muro per una zampa: la catena è sottilissima, ma non possiamo ignorarla. Sotto questa luce si possono leggere tutte le peregrinazioni di Theo, un personaggio interamente tarttiano, con la sua educazione sofisticata, con il suo culto della bellezza e dell’imperfezione: il libro è costellato da descrizioni di quadri, citazioni letterarie, da quella frase “il deterioramento è parte del fascino” che ci riporta al college di Dio di illusioni, alla filosofia greca, con conversazioni che sembrano lette in libri di Dostoevskij – non a caso, citato anch’egli: quella della scrittrice americana è un’epica dalla prosa asciutta e aderente, senza morale, senza punto di arrivo. Se la struttura del romanzo è circolare, nessuno ha detto che non si stia girando in tondo, illudendoci di andare da qualche parte. Il cardellino è forse l’opera più matura di Donna Tartt: un libro, che già menzionato tra i migliori dello scorso anno, adesso arriva anche in Italia, per ricordarci che se la bellezza è verità, forse non la conosceremo mai per intero, forse non la vorremo mai conoscere.

Originariamente il tatuaggio della bussola e della rosa dei venti era comune tra i marinai in quanto considerato un porta fortuna, un simbolo di protezione e di guida durante la navigazione in acque insidiose, la stella polare infatti era la fonte più attendibile per orientarsi via mare.
Il simbolo della bussola e della rosa dei venti (o stella polare) può avere diversi significati, uno è quello della libertà, l’essere libero come il vento.
Questi simboli sono visti anche come un promemoria a seguire i propri sogni senza mai perdere di vista il percorso che porterà a loro, oppure che bisogna onorare e imparare dal passato guardando al tempo stesso avanti pensando e focalizzandosi al futuro su tutto ciò che ha da offrire.
Questo per esempio è particolarmente indicato in caso di rottura di un rapporto sentimentale importante, bisogna lasciarlo alla spalle e concentrarsi sull’inizio di una nuova vita.
La grafica della rosa dei venti segue un progetto base: i quattro punti cardinali sono posizionati nelle loro posizioni appropriate attorno ad una base circolare. L’interno della rosa è tipicamente riempito con una stella che rappresenta la Stella Polare, principale strumento di navigazione usato per secoli dai marinai.

Oggi é una giornata speciale, di una persona speciale, che sta crescendo e diventando donna.
Ho deciso di scrivere di pugno, perché le cose fatte all’improvviso sono spesso le migliori. E lei merita il meglio.

Ho incrociato il suo sguardo per la prima volta alle medie, due occhi scuro che non mi dicevan null. Ora se ci penso mi ci vorrei perdere nei discorsi silenziosi che mi lascian leggere.
Mi ricordo quella ragazza un po’ presuntuosa e permalosa, la tipica secchiona con gli occhialoni che sapeva sempre tutto.
Ti vedo ora, come donna e amica, e mi si bagnan gli occhi per la persona stupenda che sei diventata.
Di te mi resta impressa una cosa, del passato, che ancora oggi mi fa ridere: l’ascigamano che usavi durante le verifiche perché sudavi un sacci. Rivedo la tua espressione concentrata, i tuoi sospiri per le troppe cose da dire e il poco tempo, la tua penna dalla punta grossa che solca il foglio, la tua calligrafia circolare…
Mi rendo conto che di queste cose non mi é rimasto nulla, tu al classico e io alla ragioneria.
Ci salutiamo la mattina, scendi dal bus e la tua faccia dice tutto.
É il momento migliore della giornata, vieni verso di me, mi sorridi e mi stringi forte. Abbraccio da incoraggiamento.
Amo i tuoi abbracci.
E vorrei poterci essere di più, vorrei farti almeno un po’ felice, un po’ meno ansiosa, un po’ più libera. Te lo meriti.
Meriti di avere le cose migliori.
Grazie di tutto, buon compleanno.
Ti voglio bene.

Fondo volo. Chiarimenti sull’indennità di mobilità

Premessa - L’INPS, con la circolare n. 6938/2014, ha fornito utili chiarimenti circa l’incidenza dell’indennità di mobilità sull’accesso alla pensione anticipata e di vecchiaia contributiva del Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente dalle aziende di navigazione aerea. In… (segue)



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