"Come stai?"

Il vizio di catalogare ce l’ho, ed e’ quindi inutile cercare di estirparlo. E’ un vizio un po’ di tutti, ma per fortuna nel mio caso non e’ accompagnato dalla discriminazione. Non ti discrimino, ti catalogo soltanto.

Nel mio essere eterna matricola della vita, e nella mia brillante seppur poco florida esperienza sociale, mi e’ anche capitato di catalogare la gente per come risponde alla sempreverde domanda “Come stai?”…

"IL SOLITO" - Chi risponde cosi’ e’ generalmente chi ritiene poco carino dire "una merda"

"UNA MERDA" - Chi risponde cosi’ e’ generalmente chi ritiene di non aver motivi per essere carino.

"BENE, PERO’ CREDO DI AVERE UN PO’ DI FEBBRE, MI HANNO LICENZIATO E MI E’ MORTIO IL CANARINO" - Chi risponde cosi’ deve essere per forza uno sfigato. Poverino.

"ALLA GRANDE AHAH"- Anche questo e’ uno sfigato.

"NON IMPORTA. PARLIAMO DI TE" - Vi ritroverete a parlare di lui fino alla mattina dopo.

"INSOMMA" - A seconda dei casi si tratta di una domanda poco opportuna, oppure non aspettava altro.

"DICIAMO BENE" - Il depresso di turno a cui e’ cara la storia del "sorridi fuori e soffri dentro".

E poi ovviamente ci sono io, che rispondo semplicemente “BENE” senza tanto pensarci, per due motivi: e’ una stupida convenzione e allora tanto vale rispondere convenzionalmente o, se sincera, non voglio dire di star male a una persona a cui farebbe male saperlo.

Un'etichetta.

Un’etichetta. Si applica così facilmente ad un uomo, oppure una maglietta, da risultare scontato. Perchè? Bisogna distinguere. 

Perchè bisogna etichettare? Davvero abbiamo il bisogno primario di catalogare le persone? 

Certo, così possiamo evitarle. Seriamente?! 

Catalogare in base al modo di vestirsi, di comportarsi, del genere di musica che ascoltano, di ciò che fanno nel tempo libero ecc.

Cos’è, abbiamo perso la fiducia nel prossimo? Dove sono finiti i valori? Dov’è finita quell’istinto naturale di socializzazione, che non distingueva nessuno?

Dove cazzo è l’istinto che avevamo da bambini, quando si stringevano amicizie con chiunque, quando non sapevamo ancora cos’era la slealtà, quando ogni azione non necessitava per forza un fine preciso?

Critiche. Giudizi. Chiunque si sente in grado di criticare chiunque. Qualunquismo, dai. Non segui la massa? Non fai le stesse cazzo di cose che fanno tutti? Sei diverso o diversa. E il “diverso” non rientra nel dizionario della società moderna.

Ci si sorprende se poi le persone cambiano. No dai, veramente? La legge dell’universo: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Meglio essere un cane al guinzaglio, oppresso e costretto anche inconsciamente a fare le stesse cose, o essere un cane sciolto?

Randagio, diverso, guardato con disprezzo da tutti. Ma che in fondo non ha fatto nulla di male.

Le persone scordano chi sono, smarriscono la loro individualità, diventano una cosa sola con il gruppo. E restano di stucco se non sono speciali. Perchè tutto questo discorso? Da uno sconosciuto poi. Pazzia? Maybe. Non lo so, voglio solo mantenere vivo quel bagliore che intravedo in alcune persone.

Un bagliore che non deve spegnersi, mai. 

CATALOGARE

 

 

Contemporary aesthetic is made of lists, inventories, archives.

Of user instructions.

We are attracted by synthesis, by rationality, by functionalism.

By order.

We store, we document, we preserve, we record, we collect.

We love digests, schemes, diagrams, compendiums.

We search for tradition, for discovery, for the crafts.

We stylize, we summarize, we idealize.

We don’t like the stuff, we prefer the things, the tools, the objects.

They have to be generic, standard, universal, iconic, ordinary.

And we like many of them, because we love repetition, stock, warehouses, emporium, supplies

Come si può catalogare una vita? Come si riesce a cancellare un nome, un gesto, un attimo dalla storia. Esisti… ma per quanto tempo esisti? Un abbraccio, un ultimo messaggio, un bacio; che valore può avere tutto questo. Tutto crolla e restano i calcinacci, le ossa, la cenere; ma un uomo non può essere solo questo. Non è il simbolo, ma è l’uomo a crollare.

Mi ostino a classificare tutto e a distinguere ogni cosa in modo preciso, se è bianco non è nero e viceversa. Ma sono consapevole dell’esistenza di mille sfumature, che le emozioni, le persone e la vita stessa non sono oggetti da poter catalogare in compartimenti stagni. Penso che sia un mio bisogno, quello di voler individuare contorni netti, per fare ordine e capirci qualcosa in questa mutevolezza che mi circonda.

anonymous said:

Cosa deve avere una ragazza per far colpo su di te? (:

Deve stupirmi, deve trasmettermi qualcosa di molto speciale. Io non sono una persona che si stupisce facilmente, anzi, proprio per nulla. Deve tenere bene un discorso, deve sorridere, farmi divertire e farmi riflettere; deve avere classe nel modo di comportarsi, negli atteggiamenti.
Queste sono solo alcune cose, anche perché non si può catalogare l’amore o qualcosa di simile all’amore: non ti posso dire con certezza cosa debba fare una ragazza perché, giustamente, non lo so.

Requiem for myself.

Quer saber? Foda-se. Foda-se tudo isso, foda-se se vou te expor, eu espero que você morra, não, meu engano, espero que você sofra muito antes de morrer, espero que você ame tanto uma pessoa que chegue a doer e seja tratado como lixo por essa mesma, espero que alguém pise na sua cara e em tudo que você ame igual você fez. E quando você mais precisar de alguém para ao menos se segurar, não há ninguém e você desabe ao fundo do poço. Tua sorte é que eu não sou tão filho da puta igual você espalha que eu sou, pois se eu tenho uma vontade de ir no teu trabalho criar uma treta tão grande que seus chefes te despeçam, minha vontade é ir atras do teu pai e expor você, colocar um cartaz gigante na frente da tua casa e expor você de uma forma horrível, catalogar cada coisinha de podre que você fez e me vingar de cada uma. Mas sabe o que é óbvio? Mesmo sendo algo ruim eu ainda sinto algo por você, algo que eu tinha orgulho de sentir e agora só me dá vergonha,  hipócrita e mentiroso do cacete, VOCÊ TRAIU, VOCÊ DAVA EM CIMA DOS OUTROS, VOCÊ ERA O ESTÚPIDO INSENSÍVEL, e eu não ouvi uma desculpa se quer, pelo contrário, ouvi um “Só falta mudar isso e você seria o namorado perfeito.” Mudar no caso quer dizer eu deixar de ser controlador ciumento, vá se fuder por sugerir isso.  Eu nem sei quantos meses fazem que você me deu um pé na bunda, ou quando ficamos depois disso e você virava pra minha cara e dizia “não quer dizer que  voltamos”, quantos meses fazem que eu fiquei com dois caras para me vingar de você. Nem sei por que to desabafando de novo, acho que a minha terapeuta está de saco cheio de me ouvir. Eu era um bom namorado, eu era um namorado exemplar seu bosta, você fudeu e tirou meu mundo por não saber ser fiel, por não ter controle das suas “tentações”. E sua trupe de pessoas passíveis que precisam de você foram atrás. Foda-se, você vai ser a grande decepção que eu tive e ainda sou o “podre”. Foda-se você seu hipócrita que declara não se importar com a fama mas pelas costas ama muito tudo isso. Espero que você pegue uma doença se voltar a ficar chupando caras em banheiros públicos. Espero tudo de ruim pra você, com muito ódio, seu ex.

loki starfleet cadet:where Loki has not gone before ep7

image

Il primo  a risvegliarsi  fu  Jim  Kirk .Era stordito e dolorante .In un attimo  ricordò.Osservò con orrore la cella vuota .Si  chinò sui corpi inerti  dei  suoi amici.Entrambi  respiravano ancora, quindi  decise che la sua priorità  era dare la caccia a quello  che era stato il  suo  migliore amico  e che ora era una minaccia per l’umanità.Imbracciò il  fucile phaser e azionò il tricorder.Analizzando i  ditorni  riuscì facilmente a isolare dei  segni  vitali.Il  tricorder li  registrava ancora come umani , ma dopo  quello che Kirk  aveva visto faceva fatica a catalogare Mitchell  e Denher.Cominciò  a correre , non aveva un piano , sapeva che la morte poteva essere la conseguenza più probabile del  suo  scontro con Mitchell , ma sapeva anche che non aveva altra scelta.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Quando loki  riprese i  sensi si  accorse che era solo  con McCoy e fu  colto  dal  panico .Forse Mitchell  aveva ucciso  Jim.Aprì la mente e si  accorse che poteva captare i pensieri dell’umano , ma quello  che udì non gli  piacque.Jim  Kirk  stava affrontando Mitchell  e pensava di poterlo  fare da solo.Sentiva chiaramente anche i pensieri di  quello  che ormai  era diventato una specie di  semidio:non c’era alcuna pietà  ,per lui gli  esseri  umani  erano  diventati poco più  che formiche fastidiose da calpestare.Loki  ne ebbe orrore e si  chiese se anche lui  fosse stato così crudele in passato e se una volta tornato ad asgard e tornato in possesso  delle sue arti  magiche avrebbe dimenticato la compassione che questi  esseri  umani  gli  avevano insegnato.Se sarebbe tornato  avido di potere e di  vendetta come era sempre stato in passato .Non era tempo di domande si disse mentre correva a perdifiato verso il posto dove avvertiva la presenza del suo  compagno e dei due potenziati.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Jim  Kirk  da dietro una roccia osservava quello  che era stato il  suo  amico  Gary  Mitchell modificare l’habitat brullo  della radura, facendo  sgorgare l’acqua da una fonte e facendo  germogliare miracolosamente l’erba dall’arida sabbia.Elisabeth guardava incantata.Jim tolse la sicura al  fucile e puntò esitante sul  suo  amico.Ora pareva così innocuo.Che doveva fare ?”Nel momento in cui avrai deciso sarà comunque troppo tardi “La voce di  Gary Mitchell risuonò direttamente nella sua testa.Sapeva che era li .Il prossimo  pensiero  di  jim fu  ”Sono  morto”

Cultura Mainstrea

A la eterna discusión entre el arte y la cultura de mercado (cultura popular), le digo que al final la cultura pop sigue siendo cultura. No debemos buscar erradicar ni menospreciar los patrones culturales, las manifestaciones artísticas, consumidas y creadas por las clases populares, el vulgo, las masas (términos que sólo son formas de catalogar a la gente y suelen usarse de forma peyorativa). Lo…

View On WordPress

No puede olvidarle.

Mientras unos se pudren en su propio abismo, otros prefieren salir de este y vivir una vida, una vida que no saben sí viven por mera conveniencia o por propia convicción. Mientras los primeros son sensibles y depresivos, los segundos no pueden evitar rechazar ese lado de sentimentalismos y afrontar las cosas como son siendo realistas. Lo cierto es que ni uno ni otro es mejor, quizás ambos son peores, quizás los realistas son mejores que los albergan alguna esperanza imposible que no los llevará a ningún lado; quizás los que se aferran a un sueño sean mejores a los que los dejan atrás porque simplemente no estaban preparados para los retos; ambos son peores o mejores, nadie debería dudar de eso.

YiFan se podría catalogar como los depresivos, los soñadores de imposibles y sentimentalistas. Lo cierto es que nadie se esperaría eso, tiene ese carácter frío y glacial frente al mundo que es imposible no poner en duda lo duro de su corazón. Nadie lo conoce, para todo el mundo el Sr. Wu no es nada más que un joven amargado y rígido, exigente en su trabajo y perfeccionista, intolerable para las fallas y estricto en cualquier ámbito del trabajo, todos sus compañeros de trabajo tienen esa idea, y no están nada equivocados. YiXing a veces le bromea cuando están borrachos que no puede creer lo mucho que cambia su personalidad cuando está en casa y cuando está en la oficina, que sino lo hubiera conocido desde la secundaria pensaría que es un enfermo mental con doble personalidad; YiFan simplemente no pude evitar reírse un poco, porque sabe que es verdad, el mismo se ha percatado de sus cambios de humor en uno u otro lado, pero el cambio más radical se muestra cuando esta frente a un ser querido o a alguien que simplemente conoce de años, como lo hace con YiXing.

A YiXing lo conoce de años, casi toda una vida (aunque el término ‘casi toda una vida’ es exagerado). A pesar de ser un par de años más joven que el propio YiFan, desde un inicio no probó  apartarse de él, aun cuando desde un principio fue cruelmente rechazado y constantemente despreciado.  ¿No te cansas?, le pregunto una vez sumamente curioso el mayor luego de ver la distancia que tenía que recorrer el pequeño durante los recesos solo para saludarlo o sentarse a comer en silencio junto a él.  ¿Por qué habría que hacerlo? Me gusta estar a tu lado, le contesto cómo si ese tipo de respuestas fueran las más normales del mundo, cómo si no fuera extraño decirle eso a otro hombre incluso hubo veces que YiFan no podía impedir poner en duda las preferencias sexuales del castaño. Algún día serás tú quién me busque, y será el día en que por fin pueda reconocer que te he vuelto mi amigo. Y las palabras de YiXing se cumplieron  unas semanas después cuando no hubo señales del menudo castaño a su alrededor por días, en un principio YiFan pensó que todo estaba bien de esa forma, en realidad extrañaba un poquito esa soledad y calma que había perdido los meses anteriores, y sin embargo al tercer día simplemente se encontró extrañándolo, quería verlo, quería escuchar sus extrañas historias con su abuela o lo juguetón que se había vuelto su nueva mascota, deseaba escuchar cualquier anécdota porque aun cuando parecía no escucharlo siempre había puesto atención a cada palabra pronunciada de los labios del menor.

Cuando fue a buscarlo a su aula, YiXing abrió los ojos de par en par, tan amplios que YiFan tuvo que aguantarse la risa de lo adorable que lucía a pesar de tener esas ojeras obscuras bajos los pequeños ojos. ¿Viniste? Le pregunto como si no fuese real ese hecho. Sí, vine ¿qué no me ves de carne y hueso? ¿Dónde te habías metido, pequeño idiota? Ni siquiera dejaste un aviso o algo, y sí, él mismo se sorprendió de sus palabras, ¿desde cuándo se había vuelto tan desenvuelto y atrevido? ¿O era preocupado? Estuve estudiando ¡todos estos días! Pero ya no importa, ¡estás aquí!

De esa forma se habían vuelto amigos, y cuanto agradecía tenerlo a su lado a pesar del tiempo, a pesar de los errores y las tonterías que cometió, era su amigo y los amigos no se abandonan, se perdonan. YiXing tenía el corazón más puro, eso siempre pensaba YiFan.

 ¿Por qué no termino enamorándose de él? ¿Por qué no YiXing y si LuHan? La vida era injusta, la vida no estaba jugando limpio con YiFan, no porque desde que conoció a LuHan su mundo se desmorono como si no fuera absolutamente nada. No puede olvidarlo, no puede hacerlo por más que lo intente, quiere tomar del mentón a YiXing y besarlo, quiere hundirse desesperadamente en su calor, quiere amarlo porque sabe que este lo ama, lo sabe porque lo ve en sus ojos, en sus acciones y quizás nunca nadie pueda amarlo como lo hace solamente YiXing, de esa forma tan pura y honesta, pero no puede permitirse engañarlo y aún más engañarse a sí mismo. Aún está enamorado de LuHan, de ese LuHan que lo dejo y lo abandono, ese LuHan que se desvaneció entre sus dedos, esa alma que no sabe dónde está o que estará haciendo. Lo anhela como la primera vez, se hunde en los recuerdos y se estanca, está despedazado a pesar del tiempo que ha transcurrido. Se volvió patético, incluso se castiga a si mismo por mostrarle esa faceta tan penosa a su amigo. Ya no eres como antes, escucho el murmullo silencioso de un adormilado y borracho YiXing.

No era más que la verdad; ya no era como él de antes y quizás ya nunca lo volviera ser. 

Se había aplastado en el fondo de su propio abismo, ese mismo que había creado y en el cual no existía más que la esperanza de volver  atrás, de volver a despertar en ese sueño del que no había querido despertar nunca en la vida. Ya no quería vivir en esa pesadilla del presente. 

Le Salaire de la Peur (H.G. Clouzot, 1953)

Aquesta em dóna la sensació que és una d’aquelles que pel.lícules que si l’haguessin estrenat actualment tothom diria que no val res. El blanc i negre i els anys passats sempre sumen dos punts positius a l’hora de valorar una pel.lícula per alguna gent. Jo no sé si és una obra mestra tal i com està valorada en general (la veritat és que mai he tingut massa clar quins barems s’utilitzen per a catalogar d’obra mestra una pel.lícula o una altra i, per si de cas, sempre m’hi abstinc perquè no en tinc ni idea). I quan llegeixo que una peli ho “és” llavors sí que me la miro amb lupa i vaig a veure que hi trobo de bò o de dolent. Em va passar amb La Notte, que no em va agradar gairebé gens.

I veient Le Salaire de la Peur amb tota l’objectivitat possible que pot veure-la un ésser humà (poca) vaig trobar que té escenes molt ridícules i que alguns actors estan extremadament sobreactuats; però tot i així he de reconèixer que la tensió i el fatalisme que genera aquesta pel.lícula es pot comparar a molt poques que hagi vist fins ara. I això em va agradar moltíssim. A més, la història és molt interessant i es nota que està feta amb molta cura i dedicació. De fet em va agradar tant que el remake que van fer al 77, Sorcerer, la penso veure avui mateix.

Jean Paul Laurens - Le Pape Formose et Etienne VII lors du Concile cadavérique

"La ambición y la venganza dan lugar a estupideces como exhumar un cadáver para ser juzgado. El Papa Formoso I fue el que sufrió en sus carnes, mejor dicho en sus huesos y los restos de su putrefacto cuerpo, esta farsa a finales del siglo IX.

Formoso I un Papa que, para la época, se podía catalogar como capaz y ecuánime. Precisamente estas “cualidades” le sirvieron para ganarse enemigos muy poderosos, como los Spoleto. Tras cinco años luchando contra viento y marea, fallecía en 896. Le sucedió Bonifacio que falleció a los 15 días de ocupar “el trono de Pedro”.

En mayo de 896, apoyado por Lamberto Spoleto, se nombra Papa a Esteban VI (VII), el gran enemigo de Formoso. Ahora tenían las manos libres para vengarse y desacreditar al pobre Formoso, pero ¿con qué argumentos y para qué?

Los Papas no podían ser nombrados obispos de Roma (requisito para ser Papa) siendo obispos de otra diócesis, caso que ocurrió con Formoso. Con este “tecnicismo” montaron el “juicio a un cadáver“. Además, Esteban, que también incumplía este tecnicismo, quedaría libre de culpa si lograban anular sus actuaciones, ya que Formoso le consagró como obispo.

Se hicieron correr todo tipo de bulos y, a los nueve meses, se montó la pantomima. Pero la sorpresa sería mayúscula para los obispos/jueces cuando contemplaron que el juicio no sería en ausencia del encausado, si no que estaría presente. Se exhumó el cadáver del Papa -incluso se cuenta que alguien situado detrás del muerto hacía de ventrílocuo – y, lógicamente, fue declarado culpable.”

De este modo, y acusado de absolutamente todo lo posible, quedaron sin efecto todas las ordenanzas y leyes que había dictado el anterior. Tras ello, le quitaron las vestiduras y le cortaron los tres dedos con los que daba la bendición, para que “aprendiese la lección y jamás pudiese volver a hacerlo”.

Hecho esto, lanzaron su cuerpo al río Tíber para que se lo llevase la corriente, pero fue encontrado pocos días después por algunos de los seguidores de Formoso y escondido. Cuando Esteban VI murió, el cuerpo de Formoso fue llevado nuevamente al Vaticano y le fue dada cristiana sepultura.

Fuente: http://historiasdelahistoria.com/

«Espejo, espejito»

La idea original de la composición es de @Latigo_Tv a quien agradezco habérmela aportado porque no siempre fluyen con generosidad por mis castigadas neuronas y no sobran jamás a la hora de desarrollar las situaciones que acontecen. Y viene la temática sugerida por la Srta. Lati Gazos muy bien porque viendo el estilismo que se gasta la mal llamada «princesa del pueblo» (que ni es princesa, ni el pueblo la quiere) talmente parece que los espejos para la interfecta fueran opacos. Si ganas dan de arrancarse los ojos de las cuencas con los modelitos que nos muestran a la aspirante a realeza popular (pocas veces se ha visto tanto malgusto concentrado en tan poquitas prendas de vestir portadas) no son menores las ganas de arrancarse las orejas cuando se oye como encima defiende y justificas su ¿estilismo?… no se, no me atrevo a catalogar tal cúmulo de desatinos a la hora de vestir como un estilo.

Acostumbrada a los halagos de sus palmeros y fanáticos mamporreros la Esteban parece incapaz, no ya de verse, sino de tan siquiera reflexionar sobre lo que miles de voces claman cada vez que aparece en público. Algún día el espejo se sincerará y le contará la cruel realidad… claro que conociéndola, ese espejo tendrá los días contados en MEDIASET.

sugar--c0ma said:

Ya sabes,nunca fue ''gordita'' es una forma de decir para referirme a ella en la época en la que todavía no había perdido tanto peso.

si, entiendo. pasa que 1.no me gusta catalogar a la gente de gorda o flaca 2.ella era bulimica. me choca que se tome como referencia el peso de una persona que tiene problemas al respecto (sea Amy o quien sea)

calculo que te referis a la epoca de frank? voy a hacer algunos edits para el fin de semana entonces :)

Ingrid Vila satisfecha con labor realizada

Nuevo post en Sucesos de Puerto Rico - http://www.sucesospr.com/ingrid-vila-satisfecha-con-labor-realizada?utm_source=TR&utm_medium=tumble+-+post&utm_campaign=SNAP%2Bfrom%2BSucesos+de+Puerto+Rico


SAN JUAN (CyberNews) – El gobernador Alejandro García Padilla catalogó el jueves como ¨chismes¨ las versiones que señalan que la salida de Ingrid Vila de la secretaría de la gobernación fue provocada por presiones externas a la Fortaleza.

¨Todo eso lo voy a catalogar como lo catalogaríamos en Coamo: son chismes, absolutamente chismes¨, contestó el mandatario luego de que la prensa solicitara su reacción sobre si alegadas presiones de allegados a su entorno y de algunos alcaldes resultaron determinantes en la renuncia de la funcionaria.

García Padilla reiteró que entiende la decisión de Vila, dada exigencia del cargo, al tiempo que le agradeció por los servicios prestados.

¨Es un trabajo extenuante. Ingrid es una joven esposa, es una persona que no conoce límite de horarios ni de esfuerzos y le estuvo dando al pueblo de Puerto Rico su vida entera por los últimos 20 meses y medio. Yo se lo agradezco infinitamente. Es un tema que veníamos trabajando ella y yo hace tiempo de cuándo ella iba a regresar con su familia y a su vida privada …
Ir a la fuente

Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video