Settembre non mi piace. Così, come si fa il primo dell’anno, idealmente si ricomincia. A correre per non arrivare in ritardo , a stare seduti su un banco, su una scrivania per ore. E lo so che tutto finisce, ma non so mica se sono pronta. E mi mancherà tutto. Le feste, l’abbronzatura, i pantaloncini e le canotte, le stelle cadenti, le ore piccole. E poi il mare. Mi mancherà più di tutti. Che ci ha visti quasi ricominciare. Gli sguardi, i giochi, gli scherzi. E poi ricorderò di quell’amore che a pensarci mi manda ancora un po’ in tilt. Mi ricorderò delle mille fotografie scattate, degli abbracci delle amiche, delle litigate con i miei. Continuavo a pensare, come una bambina, che mai sarebbe arrivato questo momento. Che ‘ci vuole ancora tempo’, mi dicevo. E di tempo ora ce ne vorrà, per ricominciare.

ok I’m done for the night it’s already 5am and i also cannot with sad subaru anymore
and also it just skipped to a scene from his childhood i cannot

ccannot

anonymous said:

[text] I am stillk so mad dat you ofr whenn youu bulloiked me yiou satupid geerman i canott believ youbv wdl do tath

[Stares at phone for a couple of seconds. ]

What did I do???

i can’t believe???? I’m dating?????  the person i had a crush on for like a year???? and i get to say???? i lOVE yoU???? and h E???? sAYS IT BACK?????? aND WE KISS AND STUF F??????? I CANOTT??????

E mi mancherà prendere il sole sulla spiaggia, i pantaloncini corti, le canotte, gli smalti colorati, le risate. Mi mancheranno le ore piccole, i falò sotto la luna, vedere l’alba alle sei di mattina. Mi mancheranno i baci rubati sotto le stelle in riva al mare; quelli voluti, desiderati dall’inverno prima, e ancor di più quelli inaspettati. Mi mancherà il suo respiro caldo alle tre di notte, abbracciati sulla sabbia con la sua felpa addosso. Mi marcheranno i bagni a mezzanotte sotto la pioggia, le feste in piscina, le collane di fiori, gli alcolici e la musica a tutto volume. Mi mancheranno le corse in moto cantando a squarciagola. Mi mancherà questa vita frenetica senza sosta. Mi marcheranno le granite, lo zucchero filato, il gelato, le auto scontro, le giostre e i fuochi d’artificio. Mi mancheranno i nuovi incontri, i nuovi amici che vanno via lasciandoci con un po’ di cuore in meno. Mi mancherà quest’estate da film che oramai è volata via, una piccola tregua dagli autobus, dalla monotonia. Questo giorno è arrivato, non posso più scappare, non mi resta che aspettare un domani migliore.
—  pauradidimenticare

anonymous said:

Ciao ti amo ciao. A parte questo, se le magliette di "cose molto tumblr" fossero a canottiera le comprerei tutte, ti prego, allarga gli orizzonti alle canotte.

Certo, le canottiere sono un must, ma con l’arrivo della stagione autunnale/invernale preferisco dare priorità a felpe e maglioni. Le canottiere arriveranno presto! 

Non riesco a sopportare i voltafaccia, quella gente falsa piú delle canotte “Jack Daniela”, quelle persone che appena possono ti voltano le spalle e vanno via.
Non riesco a sopportare gli omologati, quelli che seguono la massa, quelli che vogliono fare i fighetti del cazzo per credersi importanti ma alla fine non sono nessuno, quelli che si mettono la maschera da tipi duri e trasgressivi e poi hanno paura anche della loro stessa ombra, o di loro stessi e di mostrarsi agli altri.
Fanculo a quelli che dicono “Io non dipendo da nessuno” e poi chiedono agli altri, quelli che vogliono fare i capogruppo, cosa fare.
Createvela una personalità, non abbiate paura di mostrare chi siete, di fare le vostre scelte, di farvi un pensiero tutto vostro e portarlo avanti.
Basterebbe solo un po’ di coraggio in piú e forse le persone sarebbero migliori.

Chiedo scusa se non riesco a giocare con il mio corpo

a mostrare la pelle solo per farmi guardare

chiedo scusa se metto i pantaloncini perché fuori c’è un caldo che si evapora e non perché voglio che mi guardino le chiappe

difatti non me le guardano

chiedo scusa se indosso le canotte perché voglio essere una persona e non una goccia di sudore che cammina e così facendo si intravede un po’ di seno

che comunque non nota nessuno.

chiedo scusa allora, se non so far ondeggiare le mie chiappe in quel modo che qua si chiama annacarsi

Chiedo scusa se non so provarci con i ragazzi o essere sexy, chiedo anche scusa perché il mio corpo ha le potenzialità per esserlo ma non lo sono io, nel carattere. E il mio corpo è il mio, sono io, è me. Se non lo sono dentro non lo sono fuori. E allora vi chiedo scusa per tutte le lamentele su come alla fine nessuno si innamori, o meglio: su come chi noto io - e ne noto pochi e neanche buoni - non nota me. 

Nota l’amica più magra.

Nota quella senza un brufolo, un punto nero, un’imperfezione.

Nota la tipa con i capelli rossi, o biondi, con gli occhi azzurri o verdi.

Nota quella con le labbra carnose (chissà perché!) 

Nota quella che ride in modo idiota o sfila il finesettimana

Chiedo scusa anche se annoio, quando parlo. Perché parlo troppo, troppo veloce, troppo velocemente salto di argomento. Troppo velocemente stanco, chiunque. E chi mi vedeva smette di vedermi, chi mi ascoltava smette di ascoltarmi. 

Chiedo scusa per tutte volte che non mi si può rivolgere la parola,

le volte in cui non so fare a meno di essere acida, guardare in modo acido per pura invidia (perché alla fine è tutto là)

chiedo scusa per quelle sere in cui non so neanche fingerli i sorrisi, le volte della troppa serietà, della presa a male con il mondo generalizzata.

Sono le volte in cui sono incazzata con il mondo. Incazzata perché ho tutti questi motivi per cui scusarmi.

Già, perché in fin dei conti mi sto scusando per essere chi sono.

Questi miei difetti mi rendono me, e allora scusate, se vi scasso così tanto costantemente i coglioni e non sono perfetta come lo siete voi.

7

Black Kaviar è un top brand che riflette in ogni pezzo della sua infinita collezione l’enfasi della strada. Black Kaviar è street fashion allo stato puro, 100% moda urban e rappresenta tutti coloro che amano essere protagonisti sull’asfalto della propria città, il palcoscenico privilegiato di chi assimila energia e la riversa con attitudine ed eleganza nella vita di tutti i giorni. Il nero come colore dominante è insito nel nome del brand ma anche il bianco, affascinante e misterioso, completa un assortimento che spazia dalle t-shirt, alle giacche, passando per canotte, cappelli, felpe e accessori. Tutti i principali pezzi della moda streetwear sono compresi nella produzione del brand che intercetta in questo modo uno stile luxury che risalta a prima vista. Moda, musica, design. La creatività la fa da padrona sia nei capi dove è la grafica ad emergere, sia in quelli più strutturati dove, il taglio sartoriale e il mix di tessuti diversi, alzano l’asticella dello stile. Personalmente trovo che Black Kaviar sia un brand indispensabile in una collezione di moda street perchè porta dentro di se ciò che meglio ci rappresenta: lo stile glamour della strada. Visitate il sito e fate shopping nello store online. Sono certo che troverete un sacco d’ispirazione.

Black Kaviar - born to be different - su Boroughindependent.com

anunsteadyashtray said:

che succede? :(

Ohw, qualcuno! ❤️
Beh, sinceramente da quando è cominciata la scuola (ieri) non sto bene, sto peggio del solito e nessuno in famiglia/tra amici mi aiuta. E ho visto che nemmeno qui, dove tutti dicono che sono altruisti e che ascoltano e che blablabla, qualcuno prova ad aiutarti.

E poi oggi sono stata un’ora ad aspettare il bus, c’erano tutte quelle ragazze con le jeffrey campbell e le canotte extralarge e i jeans ultraskinny e io mi sono quasi messa a piangere, perchè tutto quell’omologarsi mi faceva stare male.

Volevo solo dirlo a qualcuno, qualcuno che capisse.
(haha, ora passo per la depressa paranoica foreveralone😱)

Grazie della domanda, tesoro. ❤️

anonymous said:

Posso chiederti una cosa? Ma in che scuola stai? Vivi in italia? Perchè qui in italia o almeno in quasi tutte le scuole è severamente vietato mettere gonne , pantaloncini,jeans strappati e pinocchietti. Per quanto riguarda le canotte chiudono un occhio...vorrei saperlo,ti invidio ahahaha

si, vivo in italia e no, qui non sono così rigidi, possiamo mettere tutto, ho sempre indossato gonne o vestitini, pantaloncini no ma per esempio per fare ginnastica molte usano le coulotte o come si scrive e i vestiti si certo.c:

Vela 2010 - DINGHY - Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio

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03/05/2010 - 

La flotta dei dinghy 12 piedi in legno, che da marzo sino ad ottobre solca le acque del bel paese con l’ingresso del Title Sponsor Swiss & Global Asset Management (www.swissglobal-am.com), è in rotta verso il golfo di Napoli.Dopo le prime regate a Marina di Varazze - che hanno assegnato il Trofeo Ugo Costaguta a Marcello Coppola (C. Canott. Rog. Lauria) - da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio si torna a gareggiare nella città partenopea con la Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio a cura del Reale Yacht Club Canottieri Savoia (www.ryccsavoia.it) e con il sostegno di Garnell - investment banking boutique (www.garnell.it).Il Presidente Pippo Dalla Vecchia ha riportato in città questa amata deriva assente nelle competizioni veliche napoletane da quasi quarant’anni ottenendo sin dalla prima edizione ampi consensi e partecipazione. Oltre trenta imbarcazioni sono attese alla banchina di Santa Lucia provenienti da tutta Italia. Si sfideranno i veterani della Classe e giovanissimi timonieri in tre giorni di spettacolari giri di boa. Un anno fa il successo andò proprio a un giovane atleta del Savoia, Lorenzo Castaldo che riuscì a guidare la classifica al termine di tutte le sei prove e che si ripresenta quest’anno sul campo di regata per difendere i colori locali.La manifestazione velica è patrocinata dal Comune di Napoli ed è inserita nel calendario degli eventi segnalati per il Maggio dei Monumenti (www.comune.napoli.it), il mese dedicato alla scoperta dei luoghi più belli della città e agli avvenimenti di maggiore interesse.

OFFICIAL SUPPLIER – Riccardo Barthel YachtingPer il secondo anno la ditta fiorentina firma i premi del Trofeo Nazionale. La divisione Yachting, guidata dall’armatore Francesco Barthel, nasce nel 2003 trasferendo il know-how acquisito nella progettazione e realizzazione di interni al settore della nautica. Attraverso le attività di restauro e di riproduzione di pezzi unici, l’azienda offre la possibilità di mantenere a bordo delle imbarcazioni i dettagli originali e di conferire alla tradizione lo stile e la funzionalità moderni.

http://www.navigamus.info/2010/05/vela-dinghy-coppa-maurizio-e-giancarlo.html

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"Dress like an onion"

Anche se a malincuore, con una manciata di malinconia, ci tocca ripiegare nell’armadio telo, costume e canotte.

La stagione estiva volge al termine portandosi con sé un’altra abbronzatura ed un’altra canzone legata ad una storia d’amore passeggera, nata sopra il bagno-asciuga è già finita la sera dell’addio del ci sentiamo,ti penso, ti chiamo, scrivi, ricordi, ti prego, ti amo per citare Jovanotti.

Ed eccoci quindi alle prese con il cambio dell’armadio, compito gravoso per i modaioli, intenti a soppesare stile e funzionalità in base ai cambiamenti atmosferici. Non vorremmo certo unirci ai pessimisti cosmici, proclamatori di un lugubre futuro incerto con il motto “Non ci sono più le mezze stagioni”. Per noi invece le mezze stagioni ci sono eccome, anzi, si stanno espandendo togliendo tempo all’estate e all’inverno. Cosa fare dunque??

Come spesso succede, il vecchio rimedio della nonna è sempre il più efficace: la parola d’ordine è stratificare, anzi noi preferiamo il paragone con la bistrattata verdura: vestirsi a cipolla, anche se puzza.

Svegliarsi alla mattina con 8 gradi, pranzare a mezzogiorno con 25 e uscire dalla palestra con 13 richiede una capacità vestimentaria non da poco se stilosi si vuole apparire, oserei dire quasi camaleontica.

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Visto che a noi uomini in tema di abbigliamento è concesso assai poco- il che è solo un bene per molti- l’unica possibilità per sondare nuovi terreni è trasformarsi in architetti del guardaroba, giocare con volumi, grandezze e linee. Ma se mismatch di strati e lunghezze dev’essere, che sia estremo: la felpa over sotto il chiodo, le maniche faranno da guanto; un blouson risicato sul cardigan lungo, un pantalone largo che va a stringersi sulla sneaker. Chiamatela se volete licenza stilosa.

Il variare della lunghezza permette di giocare con la silhouette, considerata il distillato dell’eleganza, il contorno maiuscolo in neretto, la calligrafia del ben vestire. Gli strati informi da punkettone così come le aderenze modellanti da metrosexual sono scelte triviali, prove di assenza di personalità e di gusto. Sfalsare i volumi puntando sui contrasti è invece rinfrancante.

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Chi è un po’ robusto opti per un blazer risicato sopra pantaloni generosi, tees lunga con sopra una giacca un filo abbondante per gli smilzi. Attenzione al cappotto: perfetto per disegnare una silhouette a fuso genere scultura di Giacometti, ma la lunghezza è affar delicato. Lo consigliamo sopra al ginocchio, oltre solo per gli spilungoni. Una nota di merito particolare poi per gli accessori, sono i segni di punteggiatura del ben vestire, non meno importanti del resto.

La sciarpa, per chi la vuole, che sia assai generosa. Il cappello classico o la berretta invece li caldeggiamo anche un po’ risicati, specie quest’ultima se abbondante fa un po’ skater d’accatto.

Poi per il resto fate vobis, in fondo sono solo vestiti, anche se bisogna sempre tenere a mente un modus operandi: ogni persona ha la sua divisa, se ci passate il termine marziale.

Perché come diceva Karl Kraus “Un cameriere è un uomo che porta un frac senza che nessuno se ne accorga. Per contro ci sono degli uomini che hanno l’aspetto di camerieri appena si mettono un frac. Così in ambedue i casi il frac non ha nessun valore”.

Articolo di Manuel Costa

Non ci voglio tornare nella routine io.
Non voglio dover svegliarmi e scendere con un freddo cane alle 7 di mattina per prendere uno stupido pullman che mi porta dritto all’inferno.
Non voglio stare ore sui libri e passare i sabato sera piovosi a casa perché non si ha una cazzo di macchina per poter andare in giro anche con l’alluvione.
Non voglio la cioccolata calda, quella fa ingrassare. E non venitemi di certo a rifilare la cazzata degli abbracci perché vi prendo a calci in culo.
Non ci voglio ricadere nella routine io.
Io voglio il profumo dell’estate e il caldo che ti si azzecca alla pelle, quello che ti fa bestemmiare e venir voglia solo di stare ore ed ore sotto la doccia.
Io voglio i pantaloncini corti e le canotte e le converse e chi più ne ha più ne metta.
Io voglio i pomeriggi passati in giro a cazzeggiare tra un aperitivo e una sigaretta a ridere e a scherzare sui ragazzi.
Io voglio i sabato sera caldi, quelli che passano tra una bottiglia di sambuca e un paio di canne.
Io voglio dover preoccuparmi solo di quale vestitino è più adatto ad una serata in discoteca o ad una cena con il fidanzato.
E voglio il mare e il sole che mi bacia la pelle, la spiaggia e il tramonto.
Io voglio l’estate e dovessi fare il conto alla rovescia giuro che la aspetto. La aspetto con asia, perché oramai si è capito, io nella rountine non ci voglio proprio stare.
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