Settembre non mi piace. Così, come si fa il primo dell’anno, idealmente si ricomincia. A correre per non arrivare in ritardo , a stare seduti su un banco, su una scrivania per ore. E lo so che tutto finisce, ma non so mica se sono pronta. E mi mancherà tutto. Le feste, l’abbronzatura, i pantaloncini e le canotte, le stelle cadenti, le ore piccole. E poi il mare. Mi mancherà più di tutti. Che ci ha visti quasi ricominciare. Gli sguardi, i giochi, gli scherzi. E poi ricorderò di quell’amore che a pensarci mi manda ancora un po’ in tilt. Mi ricorderò delle mille fotografie scattate, degli abbracci delle amiche, delle litigate con i miei. Continuavo a pensare, come una bambina, che mai sarebbe arrivato questo momento. Che ‘ci vuole ancora tempo’, mi dicevo. E di tempo ora ce ne vorrà, per ricominciare.

ok I’m done for the night it’s already 5am and i also cannot with sad subaru anymore
and also it just skipped to a scene from his childhood i cannot

ccannot

i can’t believe???? I’m dating?????  the person i had a crush on for like a year???? and i get to say???? i lOVE yoU???? and h E???? sAYS IT BACK?????? aND WE KISS AND STUF F??????? I CANOTT??????

anonymous said:

[text] I am stillk so mad dat you ofr whenn youu bulloiked me yiou satupid geerman i canott believ youbv wdl do tath

[Stares at phone for a couple of seconds. ]

What did I do???

anonymous said:

Ciao ti amo ciao. A parte questo, se le magliette di "cose molto tumblr" fossero a canottiera le comprerei tutte, ti prego, allarga gli orizzonti alle canotte.

Certo, le canottiere sono un must, ma con l’arrivo della stagione autunnale/invernale preferisco dare priorità a felpe e maglioni. Le canottiere arriveranno presto! 

Non riesco a sopportare i voltafaccia, quella gente falsa piú delle canotte “Jack Daniela”, quelle persone che appena possono ti voltano le spalle e vanno via.
Non riesco a sopportare gli omologati, quelli che seguono la massa, quelli che vogliono fare i fighetti del cazzo per credersi importanti ma alla fine non sono nessuno, quelli che si mettono la maschera da tipi duri e trasgressivi e poi hanno paura anche della loro stessa ombra, o di loro stessi e di mostrarsi agli altri.
Fanculo a quelli che dicono “Io non dipendo da nessuno” e poi chiedono agli altri, quelli che vogliono fare i capogruppo, cosa fare.
Createvela una personalità, non abbiate paura di mostrare chi siete, di fare le vostre scelte, di farvi un pensiero tutto vostro e portarlo avanti.
Basterebbe solo un po’ di coraggio in piú e forse le persone sarebbero migliori.
SYENTIFEC ICSPARIMENT NUMBAR WUN

TUU EKSPEND ENRJEEE, WI NO BREETH: A SYENTYFIK IKZPLANASHUN

WY WEN RUN HAARD, CANOTT BREETH? HART TOOO DOKI STRONGE, SO BREETH DIFIKELT. I HAV TRUBEL BREETHING TO.

anunsteadyashtray said:

che succede? :(

Ohw, qualcuno! ❤️
Beh, sinceramente da quando è cominciata la scuola (ieri) non sto bene, sto peggio del solito e nessuno in famiglia/tra amici mi aiuta. E ho visto che nemmeno qui, dove tutti dicono che sono altruisti e che ascoltano e che blablabla, qualcuno prova ad aiutarti.

E poi oggi sono stata un’ora ad aspettare il bus, c’erano tutte quelle ragazze con le jeffrey campbell e le canotte extralarge e i jeans ultraskinny e io mi sono quasi messa a piangere, perchè tutto quell’omologarsi mi faceva stare male.

Volevo solo dirlo a qualcuno, qualcuno che capisse.
(haha, ora passo per la depressa paranoica foreveralone😱)

Grazie della domanda, tesoro. ❤️

anonymous said:

Posso chiederti una cosa? Ma in che scuola stai? Vivi in italia? Perchè qui in italia o almeno in quasi tutte le scuole è severamente vietato mettere gonne , pantaloncini,jeans strappati e pinocchietti. Per quanto riguarda le canotte chiudono un occhio...vorrei saperlo,ti invidio ahahaha

si, vivo in italia e no, qui non sono così rigidi, possiamo mettere tutto, ho sempre indossato gonne o vestitini, pantaloncini no ma per esempio per fare ginnastica molte usano le coulotte o come si scrive e i vestiti si certo.c:

Il potere di una borsa di Prada

L’altro giorno ho incrociato per caso dei ragazzini all’uscita dal liceo. Sono strani i ragazzini a quell’eta’. I maschietti sembrano piu’ giovani, le femminucce sembrano piu’ grandi. 

Le ragazze erano tutte in tiro, con delle canotte che lasciavano poco all’immaginazione, con dei jeans che sembravano una seconda pelle, truccate come se fosse venerdi sera per una 25enne.

E allora ho pensato al fatto che alcune di queste ragazzine a Roma tempo fa si sono messe a fare le puttane. Dico Roma e dico qualche tempo fa, ma potrei dire oggi in una qualsiasi citta’ d’Italia. Queste ragazzine hanno deciso di incontrare uomini molto piu’ grandi di loro e farsi scopare per soldi, magari per un vestito nuovo o per una borsa di Prada.

Ora non voglio fare il moralista, penso che uno della propria vita possa fare cio’ che vuole, e le puttane non mi hanno mai dato fastidio. Conosco amici che mi dicono trovino piu’ amore nel letto di una puttana che a casa con la moglie. E non ho detto sesso, ho detto amore.

La cosa che mi fa andare in bestia non e’ che delle ragazzine di 16/17 anni si facciano scopare da uomini piu’ grandi, la cosa che mi fa andare in bestia e’ che lo facciano per una borsa di Prada. Davvero una borsa ha tutto questo potere? Davvero una borsa cucita in Cina da bambini che vivono sotto la soglia di poverta’ e lavorano 20 ore al giorno puo’ trasformare una poco piu’ che bimba in una puttana? Forse c’e’ un tariffario. Iphone: un pompino, una borsa di Prada: si scopa, un vestito di Scervino: ti do il culo.

Non so di chi sia la colpa, non voglio puntare il dito. Mi spiace per quelle ragazzine perche’ quando diventeranno adulte e penseranno alla loro adolescenza non si ricorderanno dei primi amori, dei pianti con il viso affondato dentro al cuscino, del sapore dei baci del loro primo ragazzo, ma si ricorderanno del sapore del cazzo di uno sconosciuto.

E la borsa di Prada non ci sara’ nemmeno piu’…

Vela 2010 - DINGHY - Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio

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03/05/2010 - 

La flotta dei dinghy 12 piedi in legno, che da marzo sino ad ottobre solca le acque del bel paese con l’ingresso del Title Sponsor Swiss & Global Asset Management (www.swissglobal-am.com), è in rotta verso il golfo di Napoli.Dopo le prime regate a Marina di Varazze - che hanno assegnato il Trofeo Ugo Costaguta a Marcello Coppola (C. Canott. Rog. Lauria) - da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio si torna a gareggiare nella città partenopea con la Coppa Maurizio e Giancarlo Alisio a cura del Reale Yacht Club Canottieri Savoia (www.ryccsavoia.it) e con il sostegno di Garnell - investment banking boutique (www.garnell.it).Il Presidente Pippo Dalla Vecchia ha riportato in città questa amata deriva assente nelle competizioni veliche napoletane da quasi quarant’anni ottenendo sin dalla prima edizione ampi consensi e partecipazione. Oltre trenta imbarcazioni sono attese alla banchina di Santa Lucia provenienti da tutta Italia. Si sfideranno i veterani della Classe e giovanissimi timonieri in tre giorni di spettacolari giri di boa. Un anno fa il successo andò proprio a un giovane atleta del Savoia, Lorenzo Castaldo che riuscì a guidare la classifica al termine di tutte le sei prove e che si ripresenta quest’anno sul campo di regata per difendere i colori locali.La manifestazione velica è patrocinata dal Comune di Napoli ed è inserita nel calendario degli eventi segnalati per il Maggio dei Monumenti (www.comune.napoli.it), il mese dedicato alla scoperta dei luoghi più belli della città e agli avvenimenti di maggiore interesse.

OFFICIAL SUPPLIER – Riccardo Barthel YachtingPer il secondo anno la ditta fiorentina firma i premi del Trofeo Nazionale. La divisione Yachting, guidata dall’armatore Francesco Barthel, nasce nel 2003 trasferendo il know-how acquisito nella progettazione e realizzazione di interni al settore della nautica. Attraverso le attività di restauro e di riproduzione di pezzi unici, l’azienda offre la possibilità di mantenere a bordo delle imbarcazioni i dettagli originali e di conferire alla tradizione lo stile e la funzionalità moderni.

http://www.navigamus.info/2010/05/vela-dinghy-coppa-maurizio-e-giancarlo.html

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"Dress like an onion"

Anche se a malincuore, con una manciata di malinconia, ci tocca ripiegare nell’armadio telo, costume e canotte.

La stagione estiva volge al termine portandosi con sé un’altra abbronzatura ed un’altra canzone legata ad una storia d’amore passeggera, nata sopra il bagno-asciuga è già finita la sera dell’addio del ci sentiamo,ti penso, ti chiamo, scrivi, ricordi, ti prego, ti amo per citare Jovanotti.

Ed eccoci quindi alle prese con il cambio dell’armadio, compito gravoso per i modaioli, intenti a soppesare stile e funzionalità in base ai cambiamenti atmosferici. Non vorremmo certo unirci ai pessimisti cosmici, proclamatori di un lugubre futuro incerto con il motto “Non ci sono più le mezze stagioni”. Per noi invece le mezze stagioni ci sono eccome, anzi, si stanno espandendo togliendo tempo all’estate e all’inverno. Cosa fare dunque??

Come spesso succede, il vecchio rimedio della nonna è sempre il più efficace: la parola d’ordine è stratificare, anzi noi preferiamo il paragone con la bistrattata verdura: vestirsi a cipolla, anche se puzza.

Svegliarsi alla mattina con 8 gradi, pranzare a mezzogiorno con 25 e uscire dalla palestra con 13 richiede una capacità vestimentaria non da poco se stilosi si vuole apparire, oserei dire quasi camaleontica.

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Visto che a noi uomini in tema di abbigliamento è concesso assai poco- il che è solo un bene per molti- l’unica possibilità per sondare nuovi terreni è trasformarsi in architetti del guardaroba, giocare con volumi, grandezze e linee. Ma se mismatch di strati e lunghezze dev’essere, che sia estremo: la felpa over sotto il chiodo, le maniche faranno da guanto; un blouson risicato sul cardigan lungo, un pantalone largo che va a stringersi sulla sneaker. Chiamatela se volete licenza stilosa.

Il variare della lunghezza permette di giocare con la silhouette, considerata il distillato dell’eleganza, il contorno maiuscolo in neretto, la calligrafia del ben vestire. Gli strati informi da punkettone così come le aderenze modellanti da metrosexual sono scelte triviali, prove di assenza di personalità e di gusto. Sfalsare i volumi puntando sui contrasti è invece rinfrancante.

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Chi è un po’ robusto opti per un blazer risicato sopra pantaloni generosi, tees lunga con sopra una giacca un filo abbondante per gli smilzi. Attenzione al cappotto: perfetto per disegnare una silhouette a fuso genere scultura di Giacometti, ma la lunghezza è affar delicato. Lo consigliamo sopra al ginocchio, oltre solo per gli spilungoni. Una nota di merito particolare poi per gli accessori, sono i segni di punteggiatura del ben vestire, non meno importanti del resto.

La sciarpa, per chi la vuole, che sia assai generosa. Il cappello classico o la berretta invece li caldeggiamo anche un po’ risicati, specie quest’ultima se abbondante fa un po’ skater d’accatto.

Poi per il resto fate vobis, in fondo sono solo vestiti, anche se bisogna sempre tenere a mente un modus operandi: ogni persona ha la sua divisa, se ci passate il termine marziale.

Perché come diceva Karl Kraus “Un cameriere è un uomo che porta un frac senza che nessuno se ne accorga. Per contro ci sono degli uomini che hanno l’aspetto di camerieri appena si mettono un frac. Così in ambedue i casi il frac non ha nessun valore”.

Articolo di Manuel Costa

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