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Sacred Grove of Bomarzo, Viterbo, Italy. Vicino (Prince of Orsini) and Pirro Ligorio, 1552

Vicino created the “Grove of Monsters” as a strange love poem to his deceased wife, Giulia. The shapes of the enormous boulders in his garden reminded him of monsters, and he transformed these boulders into dragons, nymphs, and other fantastic creatures.

“Whoever does not walk through this place with eyebrows raised and lips pressed tight, will also be incapable of understanding the Seven Wonders of the World.”

- Inscription at the entrance to the sacred grove, near a statue of Giulia with the body of a female Sphinx

DEUE DECLUME STATOM: Il Sacro Monito Veliterno

Sulla base dello studio di Helmut Rix [1]

Se si vuole analizzare l’aspetto linguistico dei Volsci e…

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BOSCO SACRO
(Umani, Nord e Montagne)


La religione del Bosco Sacro è una religione politeista; si parla di circa 20 divinità ognuna delle quali prende nome da un albero del Cammino Sacro degli Déi. Il Cammino Sacro rappresenta un'annualità, che comincia dall'inizio di ottobre.
Il primo albero del Cammino Sacro è la Betulla, dalla bianca corteccia, simbolo di purezza e castità. La Betulla rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo vitale nonché la porta per il nuovo anno celtico. La Betulla è considerata la protettrice e la guida spirituale di ogni nuova partenza, fisica o spirituale.
Il secondo albero del Bosco Sacro è il Sorbo Selvatico, che riveste un’importante funzione nelle cerimonie. E’ utilizzato e citato generalmente nei riti di protezione.
L’Ontano, il terzo albero del Bosco Sacro, è utilizzato a sua volta nei riti di protezione, in particolare negli scontri e nelle dispute, e per accrescere e sviluppare il potere oracolare.
Il Salice, all’interno del Cammino Celtico, rappresenta i ritmi lunari e femminili della vita. Durante il mese del Salice si teneva la Festa del Fuoco della dea della veggenza, protettrice dei poeti, dei medici, degli artigiani, dei fabbri e degli artisti che lavorano il bronzo.
Il Frassino rappresenta l’Albero del Mondo. Questo albero possiede radici che penetrano molto in profondità nel terreno e rami spessi e forti. Per questa sua immagine di molteplicità e robustezza, il Frassino è percepito come uno specchio del mondo e dell’universo, contemplando ed abbracciando gli Inferi, la Terra ed il Cielo. Il Frassino è il nodo fra il microcosmo e il macrocosmo, l’anello di congiunzione fra il soggetto e la Natura. Esso indica in particolare comprensione ed equilibrio.
Il femminile Biancospino, che cresce con una densa fronda di numerosi e contorti rami, viene usato per delimitare le proprietà, in siepi spinose, atte a proteggere il nucleo familiare e la terra. Il Biancospino rappresenta soprattutto la purezza e la castità, l’attesa ed il raccoglimento personale.
La Quercia è considerata la regina della foresta, perfetta, forte dei suoi imponenti rami e salda nelle sue ancor più grandi radici. La sua crescita è lenta ma piuttosto sicura. La Quercia spicca nelle spirali della feconda danza della fertilità dei mesi solari. Questo albero simboleggia la salda protezione e le forza primordiale, nonché l’abilità di sopravvivere.
L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. E’ considerato, insieme all’Edera e al Vischio, un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali.
Il Nocciolo, è associato con l’ispirazione poetica, la meditazione e la mediazione. Quest’albero è in particolare utilizzato e citato a fini divinatori e per potenziare l’intuizione.
Il Melo è da sempre associato con la scelta e la capacità decisionale. Legata a quest’albero è la magica Terra delle Mele. La mela, come citato, se tagliata trasversalmente, manifesta nei suoi semi un pentagramma, un basilare quanto potente simbolo magico.
La Vite è connessa con i poteri profetici, con la sensibilità psichica, preferita al senso comune. Il vino ottenuto dai suoi frutti è utilizzato per allentare il controllo logico ed intellettuale e favorire l’intuizione e l’ispirazione profonda e istintiva.
L’Edera rappresenta la ricerca di se stessi, la danza spiraliforme dell’anima verso l’illuminazione.
Il Giunco è simbolo e fonte di protezione nella battaglia e nel viaggio. Per la sua particolare forma a freccia argentata è associato all’azione direzionata e precisa, quale lo scoccare una freccia.
Il Prugno Selvatico rappresenta il fato o l’influenza esterna. Esso incarna simbolicamente ogni tipo di evento che intralci o renda spinoso il sentiero intrapreso.
Il Sambuco governa il tredicesimo mese dell’anno celtico e rappresenta la rigenerazione e l’eterno ciclo di vita e morte, che abbraccia ogni creatura naturale ed ogni aspetto dell’esistenza fisica e spirituale.
L’Abete Bianco simboleggia la chiarezza della visione, per l’elevata altezza che raggiungono i suoi rami, che dominano dall’alto le foreste. Si collega alla guarigione e alla veggenza.
Il Ginestrone, per i suoi caratteristici fiori gialli, ricchi e colmi di nettare e polline, che permangono sul suo manto quasi per la totalità dell’anno, è associato alla raccolta e all’abbondanza.
L’Erica, come il Vischio, è potente simbolo di fertilità e guarigione.
Il Pioppo Bianco è connesso alla capacità di sopportazione e di resistenza. Esso è altresì associato alla comunicazione e al linguaggio, nonché alla giusta percezione dei propri dubbi e timori, per la particolarità del suo fogliame di poter mormorare e sussurrare nella brezza più leggera.
Il Tasso è legato alla longevità, alla rinascita e alla reincarnazione, nonché alla saggezza, frutto dell’esperienza del passato.
Il Caprifoglio è, come l’Edera, legato alla ricerca del sé. Esso è particolarmente utilizzato come guida nel discernimento e nei cammini spirituali.
Il Faggio è legato alla conoscenza antica, attingibile da oggetti, luoghi e scritti. Esso rappresenta la fondamentale guida del passato per comprendere il presente.
Le feste del Bosco Sacro celebrano i momenti dell'anno nei quali il mondo terreno e il mondo degli Dei si sovrappongo.
Per gli umani residenti nel nord il tempo è ciclico: le ore si susseguono per ritornare a quella originaria, le giornate non iniziano all'alba ma vengono contate partendo dalla notte, le stagioni scandiscono i ritmi della vita e della morte. La morte non è la fine ma un nuovo inizio. Questo concetto è molto importante per comprendere la loro cultura. Nei cicli della natura si trova l'elemento divino, che permea la loro intera vita. Le feste religiose sono proprio i momenti in cui si aprono le porte tra il mondo degli uomini e quello degli Dei e in alcune ricorrenze gli spiriti dei morti possono comunicare con i viventi. I nomi che danno alle quattro stagioni risalgono ad epoche antiche, al cui memoria si è persa nel tempo: Earrach per la Primavera, Samhradh per l'Estate, Foghara per l’ Autunno, e Geamhradh per l'Inverno.
Le feste del Bosco Sacro sono divise in due cicli:
- il primo ciclo è quello del viaggio del sole attraverso il cielo, e comprende quindi i due solstizi e i due equinozi.
- Il secondo ciclo è quello delle stagioni, legato alle tradizioni contadine quali il tempo della semina, della fioritura, della maturazione e del raccolto. Queste feste sono dette feste del fuoco e sono le più importanti. Ogni festa viene solitamente celebrata per tre giorni (prima, durante e dopo il giorno ufficiale di osservanza).