Enciclopedia della Donna per l'uomo moderno

Conosciamo tutti quell’accessorio il cui contenuto è tanto misterioso ed insondabile per una parte dell’universo quanto misterioso ed irresistibile è il fascino su quell’altra parte dell’universo che ne è portatrice soggiogata.
Chiamarlo accessorio è riduttivo in quanto sarebbe più corretto parlare di organismo solitamente polimaterico invertebrato che usa soggiogare la mente di altri organismi pluricellulari complessi della specie homo sapiens sapiens preferibilmente di genere femminile per poi aggrapparvisi e condurre una esistenza parassitaria nutrendosi di ogni cosa possa essere ritenuta necessaria dall’organismo portatore, talvolta assumendone e talvolta condizionandone la personalità. Strano a dirsi, ma quello che per una parte dell’umanità è un oggetto privo di contenuti, anche quando la sua funzione farebbe pensare il contrario, per l’altra parte può arrivare a rappresentare la più indispensabile presenza, ciò la cui esistenza al fianco di quella stessa parte dell’umanità è giustificata ben oltre l’esistenza dell’altra parte dell’umanità, almeno quella eterosessuale.

Nel caso non si fosse capito, sto parlando della borsa.

Non criticare e non sarai mandato affanculo (la borsa)

Allora, gli uomini criticano sempre le borse delle donne “ma quanto pesa! Ma cosa c’hai lì dentro?! Ma non è possibile” ecc ecc.
Però poi: “Hai un fazzoletto? Hai un cordino? Hai una pila? Hai un cacciavite? Una pinzetta? Qualcosa da leggere? Del collirio? Qualcosa per tagliare? Coltellino? Forbici? Lametta? Qualcosa da mangiare? Una penna? Una matita? Una gomma da cancellare? Una gomma da masticare? Qualcosa per il mal di testa? Per il mal di gola? Un cerotto? …”
Ok, sì, la risposta è sì, ho tutto quello che ti serve, però non voglio più sentire una parola su quello che mi porto in borsa. Chiaro?!

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Anziane aggredite per strappare collanine e borsette

Milano 16 Settembre - Statistica, emergenza sociale, piaga: l’aggressione ad anziane per strappare collanine e borsette è una delle voci più ricorrenti negli interventi di poliziotti e carabinieri. C’è allarme e c’è il rischio concreto di una ulteriore escalation: ma del tema ancora poco si parla forse perché manca un caso eclatante che scuota gli animi e alimenti l’indignazione. Domenica, nello spazio di poco tempo, altre due donne sono finite nel mirino. Delle due, una è andata in ospedale.

In via Greppi erano le undici e un quarto di mattina quando un’anziana di 86 anni stava rincasando. Era vicina al portone del suo palazzo. D’un tratto un uomo l’ha afferrata alle spalle e l’ha scaraventata a terra. La donna non è riuscita a opporre resistenza. Nonostante fosse sull’asfalto dolorante e impaurito, l’aggressore le ha violentemente strappato di dosso la collanina di oro e perle e si è poi anche impossessato della borsetta. Dopodiché l’uomo, forse italiano, sui trent’anni d’età, si è dato alla fuga. La donna ha chiamato la polizia, ha raccontato agli agenti che cosa fosse successo. I poliziotti si sono subito messi alla ricerca, ma del balordo nessuna traccia. Forse aveva un motorino nelle vicinanze con le quali è scappato; forse c’era un complice ad aspettarlo.

Identico il finale per un secondo episodio, avvenuto poco dopo in via Goldoni. In quella circostanza la vittima è una 79enne. Stava sul marciapiede, uscita com’era per alcune commissioni, quando dal nulla è sbucato un uomo. C’è stata una colluttazione, l’aggressore ha arraffato la collanina e si è allontanato. In via Goldoni è arrivata una pattuglia. Gli agenti hanno raccolto le informazioni rese dall’anziana e hanno diramato le coordinate alle «volanti» casomai l’aggressore fosse ancora nelle vicinanze. Ma la caccia ha dato esito negativo. La donna è stata trasferita all’ospedale San Paolo. Secondo i primi responsi non ha rimediato gravi ferite.

Corriere.it

Semplicità.

La ragazza che amo è semplice. Alcuni pensano la femminilità sia fatta di tacchi a spillo e borsette all’ultima moda. Questi stereotipi biechi son frutto di una società dell’apparire sempre più vacua e standardizzata. La vera femminilità è invece quella che si coglie senza essere estorta mediante rossetti, fard e reggicalze. La vera femminilità è quella che timidamente si mostra per quello che è nelle piccole cose, senza bisogno di maschere. La vera femminilità fa esclamare l’anima e fermare il cuore, lasciando la mente vuota da ogni domanda perché la semplicità della bellezza, quella vera, non lascia spazio a dubbi o domande.
La ragazza che amo è semplice.
Semplicemente bellissima,
Semplicemente unica,
Semplicemente meraviglia.

Truciolones, giocattolo degli anni ‘90

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Truciolones, giocattolo degli anni ‘90

Truciolones, i pon pon colorati

I ragazzi e le ragazze degli anni ’90 si ricorderanno sicuramente dei truciolones: un giocattolo che andava tanto di moda in quegli anni.

Erano dei pon pon fatti con tanti filini di gomma colorata, dotati di faccia e braccia o gambe di plastica dura. Erano coloratissimi e molto simpatici.

I ragazzi di allora li usavano come portachiavi, appesi alle borsette o semplicemente li collezionavano e li tenevano sulle mensole della cameretta.

C’era sia la versione originale che quella tarocca. I truciolones falsi costavano meno ma erano anche più bruttini, perché solitamente erano privi di faccia.

Oggi è difficile trovarli in commercio ma è comunque possibile acquistarli su siti internet come ebay. Se quindi avete nostalgia o se volete fare un regalo speciale, sapete dove andare!

Ecco il video di presentazione di questo giocattolo e qualche foto:

Video

https://www.youtube.com/watch?v=TXRfhL8M19U

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Truciolones FOTO

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