bestemmie

Non sei migliore se fumi, hai capelli colorati, hai tatuaggi, bestemmi ogni secondo della tua vita e se sei tutta ”I Hate everyone” . Non bisogna avere le Dr.Martens, truccarsi, avere i piercing e mettersi gonne che ti coprono si e no metà culo. Non bisogna avere necessariamente un iphone e avere i vestiti firmati, ne bisogna essere alte 1.70m e pesare 40kg. Se fai schifo a scuola non sei ”figa”, n’è tanto se l’hai fatto a 12 anni; se ascolti rap non sei meglio di chi ascolta i One Direction. Essere migliori significa avere le palle di essere diversi e di distinguersi dalla massa.
Sono bestemmie e eyeliner sciolto. Sono acidita’ e dolcezza. Sono libri e Tumblr. Sono amore e odio. Sono felpe giganti e cuffie nelle orecchie. Sono film mentali e illusioni, a non finire. Sono parole dette a cazzo, e un'inguaribile romantica. Sono quella che da’ tutto, e spesso non riceve niente. Sono il mare d'inverno e il sole a dicembre. Sono tante cose, eppure non mi sento niente.
Bestemmio più volte, ripetutamente, con forza.
Ora mi sento meglio. E capisco che Dio esiste, altrimenti non mi sentirei meglio. A prendertela con Babbo Natale non stai meglio. Se te la prendi con Dio, sì.
—  Alessandro D’Avenia-Bianca come il latte, rossa come il sangue
Sapete la tristezza cos'è?
È vivere in una società dove ovunque ti giri non vedi sorrisi, ma senti bestemmie.
Dove tutti insultano questo Dio e poi si lamentano di non avere niente in cui credere.
E allora con chi ti stai arrabbiando?
La tristezza è che se fumi e ti fai canne sei “figo” e ben voluto da tutti
se invece frequenti l'oratorio, ti stanno alla larga.
La tristezza è che nessuno ha più il coraggio di cantare per strada, ma di far risse in pubblico, quello si.
Se prendi bei voti sei strano, se vieni bocciato sei un grande.
Nessuno più ha il coraggio di dire in cosa crede,
nessuno ha più il coraggio di fare due preghiere.
È triste i fatto che andare a strafarsi il sabato sera in discoteca sia considerato più divertente di una pizza con le amiche,
è triste non sentire più “grazie”, “prego”, e “per favore”, l'educazione dove'è finita?
non vedere più persone che si sbracciano per salutarsi, ma tutti persi nei loro cellulari
tutti presi dai cuori su whatsapp e nessuno dai baci sulla fronte
tutti presi per il culo e nessuno per la mano
troppi sguardi nel vuoto, pochi che osservano,
troppi tablet, pochi libri
troppi “ti amo” volati, pochi “ti voglio bene” sinceri,
questa è la tristezza.
Tutti pronti a morire,
nessuno con un pò di forza per vivere.
—  toomanyplans.

Oh andiamo perché qualcuno dovrebbe amarmi?
Io sono un disastro.
Parlo come un camionista, bestemmio ogni due per tre, preferisco un pacchetto di Marlboro ad una rosa, una felpa larga tre volte me ad un vestitino, gli abbracci ai baci, un happy meal ad una cena a lume di candela.
Sono quella che un giorno ti vuole ed il giorno dopo ti manderebbe volentieri a quel paese, quella che mette il rossetto rosso e non perché vuole esserlo tolto, perché porcodio il rossetto non me lo devi toccare. Quella che all’improvviso si mette a ricordare, perché io i ricordi non li lascio mai andare, e non ti ascolta più. Sono quella che preferisce parlarti tutta la sera piuttosto che baciarti. Quella che quando l'abbracci vorrebbe rimanere lì per sempre, che negli abbracci ci vorrebbe scomparire. Quella che sembra felice solo quando ha un libro tra le mani. Quella che dice di fregarsene di tutto e poi crolla alla prima delusione. Io sono un casino, porca puttana. Ho le tempeste dentro, gli uragani, i temporali, i maremoti. Sono piena e allo stesso tempo così vuota. Sono un disastro. Perché qualcuno dovrebbe amarmi?

—  Iky Caputo.