NUDO: TRA VIRTUOSISMO E SENSUALITA’.

Slitta di un giorno l’appuntamento con il nudo, ma come sempre non deludiamo le aspettative. Uno dei temi preferiti da Renoir (1841-1919) fu quello delle ‘Bagnanti’, in realtà soggetto caro a molti tra gli impressionisti. Questa ha un tono cromatico differente rispetto alle altre opere di Renoir, ma conserva la pienezza dei nudi delle sue donne dall’elegante opulenza.

Nell’immagine: Pierre-Auguste Renoir, “Bagnante con cane”, Sao Paulo, Museum of Art.

Il mare e la vita.

Svegliarsi la mattina presto. Più presto che di quando vai a lavorare. 

Aspettare un altro po’ prima di alzarsi per continuare a farsi cullare lasciandosi andare al moto delle piccole onde e alle carezze della fresca brezza del mattino che fa capolino in cuccetta.

Salire in coperta e guardarsi intorno: le cose del mondo che stanno riprendendo il loro consueto colore all’avanzare della luce del sole, il mare calmo pieno di pesci tranquilli, il tenue sciabordio dell’acqua sullo scafo, ancora nessun bagnante sulle spiagge lontane… Solo tu, l’isola sempre vicina a vegliare su di te e a proteggerti, il mare immenso intorno.

Interrompere tutta questa pace con un tuffo roboante nel blu cobalto.

E così dare il buongiorno ed iniziare la giornata. 

Colazione, chiacchiere, sorrisi e risate, bagni, tuffi, giocare coi cani marinai, osservare la barca, imparare i nodi per le cime e per la vita, raccontarsi le storie delle proprie famiglie, preparare il piatto del marinaio e poi dar le pentole da pulire ai pesci, sonnecchiare per ore in penombra, sognarti accanto a me… 

In fondo ad ogni giornata è garantito un grande spettacolo: un tramonto sempre diverso. Nuvole viola o arancio o sprazzi di arcobaleno che sfidano la tua vista.

Vestirsi, bardarsi fin sopra i capelli per accogliere il vento di terra che inizia a soffiare al sopraggiungere delle prime tenebre. Aspettare il buio preparandosi un piatto di pasta, consumarlo alla luce fioca di una piccola lanterna che poi spegnerai finalmente per sdraiarti e rivolgere gli occhi e il cuore alla Via Lattea, al triangolo estivo, al Sagittario e allo Scorpione liberi sull’orizzonte sud, a contare le stelle cadenti, i satelliti e gli aerei… Potrei raccontarti ogni cosa sui misteri del cielo se tu lo volessi… 

Non ti accorgi che durante questi spazi di pace e tranquillità hai improvvisamente dimenticato tutti gli impegni della vita. Perché effimeri. Perché qui, su una barca ancorata da due giorni in un angolo di mondo, su uno spazio di mare minimo, tu sei piccolo e infinitesimo e proprio per questo mai così vicino alle radici della vita, ai suoi aspetti essenziali, alla Natura, alla Bellezza e a quanto di più puro ed assertivo alberghi dentro di te.  

Nessuna barca vicina, solo una alla fonda in una cala più lontana… Osservare le luci che vagano nel mare, incollate all’orizzonte. Indovinare dal loro colore dove si stanno dirigendo le navi che le mostrano, immaginare chi sono, da dove vengono. Sognare storie di lunghi viaggi per mare, meravigliosi e forse ricchi di intemperie… 

Decidere di scendere sotto coperta e coricarsi in cuccetta. Tutto è adesso assolutamente buio. Ti stringo la mano e ti abbraccio. La notte è ora profonda, il mare infinito muove dolcemente le sue onde e culla i nostri respiri mescolati indefinitamente con i nostri sogni.

Qualche folata di vento contrario

Stamane, come di consueto, ho dato un’occhiata all’agenda digitale, non perché io sia tanto impegnato in questi ultimi giorni di ferie, ma perché a volte qualcosa di importante sfugge e poter correre ai ripari significa fare doppio sforzo. Ad ogni modo sull’agenda era scritto: non ci sono eventi programmati per oggi

Per la mia gioia da bagnante provetto ciò significava un altro bel giorno passato in spiaggia. Niente di meglio da programmare. Questo almeno ciò che pensavo e twittavo alle ore 9:41. Giusto il tempo di mettere piede sul bagnasciuga per accorgermi di quanto sporca fosse l’acqua.

Il vento soffiava contrario oggi.

Quando ciò accade bisogna prestare la massima attenzione. Ne sanno qualcosa i pescatori. Anche nella vita però quando le circostanze - come il vento - cambiano direzione, vogliono indicarci qualcosa. Questo è ciò che ho imparato a fine giornata.

Ebbene, alle 14:30 - nel pieno del caldo d’agosto - mi ritrovo in auto diretto verso la città. Due impegni stranamente non segnati in agenda mi allontano dalla spiaggia. Quasi 3/4 d’ora più tardi mi ritrovo l’auto piena di buste della spesa: bisogna pur mangiare qualcosa. Ecco d’un tratto arrivare la prima folata di vento contrario: la macchina non da alcun segno di vita. La batteria sembra andata di colpo. Poco prima il termostato segnava 32 gradi. L’idea di spingere l’auto per farla ripartire sotto la calura estiva non è il massimo dei sogni. Comunque sia, dopo un bella spinta con sudata annessa riesco a farla ripartire. Arrivo sotto casa, posteggio, e come un beota per prendere le buste dietro il cofano spengo inavvertitamente il motore. Indovinate un po’? L’auto non parte. Ovviamente.

Ecco la seconda folata di vento contrario. Mi tocca spingere nuovamente l’auto almeno per 80 metri, al fine di poter raggiungere un minimo di pendenza. A metà strada mi arrendo, è troppo per me. Per fortuna, un gruppetto di ragazzi abbandona il gioco del pallone e mi aiuta a spingere. Dopo qualche peripezia, quando sto per raggiungere l’elettrauto di fiducia, la benzina segna improvvisamente la fine della riserva: terza folata di vento contrario. Fermarmi e fare rifornimento significa dover spegnere il motore e spingere per la terza volta. Un po’ troppo sinceramente. In modo un po’ avventato decido di fare il pieno con il motore acceso (dicono di non farlo: è pericoloso).

Arrivato presso l’elettrauto mi rassereno pensando di aver condotto ormai la barca nel porto. Durante il cambio della batteria ecco giungere la quarta folata di vento contrario: nel togliere la batteria dal vano alloggio l’elettrauto si accorge che il tubo del liquido motore è reciso. Si meraviglia come io siamo uscito a raggiungere quel luogo con la vettura indenne. Sinceramente non lo so, o almeno la mia spiegazione è spudoratamente di parte: avrò pur qualche santo in Paradiso. Per fortuna l’elettrauto riesce a reperire presso un meccanico il pezzo lesionato. Alla fine, dopo circa un’ora di attesa e con il portafogli un po’ più leggero, ho raggiunto finalmente casa sfinito ma soddisfatto. Proprio così: soddisfatto!

Ecco il mio ragionamento: se la batteria non fosse venuta meno non mi sarei accorto in tempo che io tubo del liquido motore era reciso e forse mi sarei ritrovato per strada chissà dove ad attendere un carro attrezzi. Insomma, le folate di vento contrarie non sempre sono un male, se - e ripeto se - riusciamo comunque a leggerle nell’ottica giusta.

Gli imprevisti di questa giornata mi hanno fatto venire in mente una simpatica storia letta diversi anni fa ancora viva nella memoria. La condivido con piacere sperando possa dare uno spunto di riflessione a chiunque in questo momento stia sperimentando piccole o grandi avversità nella propria vita:

Un povero naufrago arrivò sulla spiaggia di un’isoletta deserta aggrappato ad un piccolo relitto della barca su cui stava viaggiando, dopo una terribile tempesta. L’isola era poco più di uno scoglio, aspro e inospitale. Il pover’uomo cominciò a pregare. Chiese a Dio, con tutte le sue forze, di salvarlo e ogni giorno scrutava l’orizzonte in attesa di veder sopraggiungere un aiuto, ma non arrivava nessuno. Dopo qualche giorno si organizzò. Sgobbando e tribolando fabbricò qualche strumento per cacciare e coltivare, sudando sangue riuscì ad accendere il fuoco, sì costruì una capanna e un riparo contro le violente bufere. Passò qualche mese. Il pover’uomo continuava la sua preghiera, ma nessuna nave appariva all’orizzonte. Un giorno, un colpo di brezza sul fuoco spinse le fiamme a lambire la stuoia del naufrago. In un attimo tutto s’incendiò. Dense volute di fumo si alzarono verso il cielo. Gli sforzi di mesi, in pochi istanti, si ridussero a un mucchietto di cenere. Il naufrago, che invano aveva tentato di salvare qualcosa, si buttò piangendo nella sabbia. “Perché. Signore? Perché anche questo?”. Qualche ora dopo, un grossa nave attraccò vicino all’isola. Vennero a prenderlo con una scialuppa. “Ma come avete fatto a sapere che ero qui?” chiese il naufrago, quasi incredulo. “Abbiamo visto i segnali di fumo” gli risposero.”

Un amico un giorno mi disse: non chiederti perché ti è capitato” - piuttosto- “che cosa vuole insegnarti la vita attraverso tutto ciò?” Penso che a volte gli imprevisti sono esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita per poter crescere.

Succede alla Mandra. Ritardi nei soccorsi di una donna infortunata

GIUSEPPE CONTE | Incredibile alla Mandra. Anche se, a dire il vero, la storia che stiamo per raccontarvi non rappresenta affatto una novità, essendosi verificati, in passato, altri precedenti. Oggi, poco prima dell’orario di pranzo, una bagnante ha rimediato un infortunio.

La donna era impossibilitata a camminare a causa del malanno subito e, quindi, c’è stato bisogno di allertare l’ambulanza del 118. I sanitari sono giunti sul posto circa mezz’ora dopo la segnalazione. Ma il punto non è questo. Arrivato all’altezza del ristorante “O Sole Mio”, il mezzo di soccorso è stato costretto a fermarsi. Infatti, la sbarra ivi presente per impedire il traffico veicolare e consentire solo quello pedonale, era chiusa. Così, medici e infermieri non hanno potuto far altro che prendere la barella e tutto l’occorrente e recarsi a piedi sul luogo dell’incidente. Ovvero proprio alla fine di Via Spiaggia dei Pescatori. Naturalmente, ciò ha ritardato notevolmente i soccorsi, anche perché al ritorno la scena si è ripetuta: la signora è stata adagiata sulla barella e si è dato il via all’insolita “sfilata” tra i bagnanti increduli. Senza parole. Fortunatamente il problema della signora (a cui vanno gli auguri di una pronta guarigione) non era gravissimo. Ma immaginate cosa sarebbe successo se si fosse trattato di un “codice rosso”… A quanto pare, la sbarra apre solo dalle sei del mattino fino alle dieci e trenta successive e le relative chiavi sono in possesso esclusivamente del Comando di Polizia Municipale. Ciò vale solo d’estate, perché nel periodo invernale la sbarra resta sempre aperta. L’episodio accaduto stamani, ovviamente, si commenta da solo. Stavolta, tutto sommato, le conseguenze non sembrano essere state gravissime. Ma se (facciamo tutti gli scongiuri del caso!) un giorno ci scappa il morto, chi se ne assume le responsabilità? A questo punto, chiediamo a gran voce che un paio di doppioni delle chiavi siano consegnati ai locali commerciali presenti sul posto, in modo da adoperarli (confidando nella loro onestà) alla bisogna per fronteggiare situazioni di emergenza come quella di oggi.

Sbarra chiusa: l’ambulanza non passa! Succede alla Mandra. Ritardi nei soccorsi di una donna infortunata GIUSEPPE CONTE | Incredibile alla Mandra. Anche se, a dire il vero, la storia che stiamo per raccontarvi non rappresenta affatto una novità, essendosi verificati, in passato, altri precedenti.
Bagnante deceduto: il ricordo dei primi a soccorrerlo


La triste notizia di ieri, la morte di un uomo nelle acque di Tricase Porto, ha scosso la comunità tricasina. Quello di oggi è stato un risveglio triste, soprattutto per quanti conoscevano il 69enne Salvatore De Rinaldis, benvoluto e noto in particolare a Lucugnano, dove risiedeva. All’amara me…

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Tragedia a Tricase Porto: bagnante perde la vita


Una domenica come tante altre si è trasformata in un giorno tragico, oggi pomeriggio a Tricase Porto. Un uomo di 69 anni, Salvatore De Rinaldis, ha perso la vita nelle acque tricasine. L’uomo, di Tricase, è stato colto da un malore ed è deceduto in seguito ad arresto cardiaco. Punto della trage…

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Minaccia bagnanti con pistola e fucile da sub: denunciato


CAROVIGNO- Si finge dell’Fbi e chiede a un bagnante di custodirgli le chiavi della sua Mercedes per il tempo di un’immersione. Al diniego, lui dà in escandescenza e lo minaccia con un fucile da sub. Per questo motivo è stato deferito in stato di libertà un 38enne, incensurato di Modena, ma at…

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Vigilia di Ferragosto, il traffico per mare è intenso quasi quanto quello terrestre. E lungo le coste dell’isola si susseguono comportamenti illeciti, sinonimo di menefreghismo, e piccole o grandi imprudenze, che andrebbero evitate.
Al Lido di Ischia, nel pomeriggio, si sono vissuti per esempio attimi di tensione, quando un motoscafo si è avvicinato al limite del divieto di navigazione, attendendo un bagnante senza tuttavia gettare l’ancora: vento e correnti – la giornata è stata caratterizzata da un insistente maestrale – hanno però fatto “scarrozzare”, complice la probabile imperizia dell’uomo al timone, l’unità verso la scogliera eretta a protezione dell’arenile e si sono vissuti momenti di reale preoccupazione. Nessuna segnalazione è però avvenuta alla Guardia Costiera di Ischia.

Paura al Lido: motoscafo spinto dalla corrente contro la scogliera Vigilia di Ferragosto, il traffico per mare è intenso quasi quanto quello terrestre. E lungo le coste dell’isola si susseguono comportamenti illeciti, sinonimo di menefreghismo, e piccole o grandi imprudenze, che andrebbero evitate.
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