avrei

Avevo appena rotto con il mio ragazzo, era andato a letto con un’altra per un mio rifiuto. Frequentavo un Liceo Classico e “occupavamo” la nostra scuola. Isieme ad altri quattro più grandi di me, fummo sorpresi da due alti poliziotti che iniziavano a fare domande. “Allora? Cosa succede qui? Dobbiamo entrare o parlate da soli?” non rispondemmo. Uno dei poliziotti, con degli occhi blu bellissimi si fece avanti, ci guardò e disse “Uno di voi venga con me, il resto andate dentro e per domani tutto questo deve finire”, ci guardò ancora e mi indicò. “Tu, vieni”- disse con aria arrogante Occhi Blu. L’altro poliziotto salì in macchina, Occhi Blu mi guardò e disse “Non ti mangio, devi solo far finta di parlare mentre cerco di riempire questo verbale”. Lo guardai stranita e gli chiesi di ripetere, ripeté e aggiunse che, nel caso in cui, non fossi soddisfatta della soluzione, avrei potuto arrampicarmi sugli specchi per cercare scuse più adatte. Restai in silenzio. Fermò la penna, aveva la bocca socchiusa e per un attimo i suoi occhi si incrociarono coi miei. Distolse lo sguardo. “Visto che non parli, perché non mi dici come ti chiami?” sospirai e risposi. Altre domande seguirono la prima e alla fine mi disse “Ascoltami, tu mi hai assicurato che entro domani finirete di fare questo e sai che se questo non accadrà ci saranno delle sanzioni, ok?” non mi lasciò rispondere e andò via. Una domenica più tardi, ero ad una festa in disco. Il mio ex ragazzo si avvicinò e iniziò a provarci insistentemente. Dopo circa dieci minuti sento delle mani che mi allontanarono. Erano le mani di qualcuno che non conoscevo, mi voltai e scoprii il volto di Occhi Blu, lo guardai confusa. “Pensavo avessi bisogno di aiuto”- mi tolse le mani dai fianchi e fece un passo indietro- “Scusami, non avrei dovuto”. Negai con la testa e lo rassicurai dicendogli di stare tranquillo. Si guardò la divisa e fece “Be’, io sono in servizio quindi tutto ciò che posso fare è esserti d’aiuto nel caso in cui tu..” non finì quella frase perché continuai io “Un poliziotto in servizio può riaccompagnare a casa una studentessa che compie atti illeciti?” sorrise. Fu la prima volta che lo vidi sorridere e tutt’oggi mi ripeto che quel sorriso, tra la musica di discoteca e le luci fastidiose, meritava di essere fotografato. Mi riaccompagnò a casa e prima di scendere mi disse che avrei potuto lasciargli il mio numero per assicurarlo, il mattino dopo, che avessi dormito bene. Fu l’inizio di tutto. Oggi, a distanza di 20 anni abbiamo due figli, la voglia di viverci ogni giorno di più e l’orgoglio di raccontare il nostro amore a chiunque. Innamoratevi, vivete l’amore, non date una risposta negativa alle nuove esperienze. Innamoratevi e sarete felici.
—  Le storie trovate su ask aw
Perché io non sono nulla di che, ma tu sei una cosa bellissima; ed io non avrei potuto desiderare cosa più bella di te.

soadeffdp asked:

Cara mamma...

Cara mamma,
Avrei molte, anzi troppe cosa da dirti.
Mi dispiace di essere così nei tuoi confronti, dovrei essere una figlia più gentile e dovrei aiutarti di più ma sono un disastro in ste cose. Rovino anche i nostri momenti felici forse perché non riesco molto a parlare con te, non abbiamo mai parlato e sono dovuta crescere con i nonni, eri sempre al lavoro e quel poco tempo che passavamo insieme non lo sentivo.
Non sentivo un vero rapporto come quello delle mie amiche tra madre e figlia. Ora il nostro rapporto non è che sia cambiato molto.
Litighiamo sempre per cose inutili, ti sento piangere la notte per me. Mi dispiace ma sto cercando di migliorare. Io ti voglio bene anche se non te lo dimostro o forse non te l’ho mai dimostrato.
Spero che col tempo noi diventeremo più legate perché così é davvero brutto.

anonymous asked:

Cara mamma

Scusami per come sono, scusami se non sono mai abbastanza per te, se non ti aiuto mai, se credi di non poter contare su di me, se i miei risultati non sono quelli che credevi avrei raggiunto, se sono una delusione.
Cara mamma, grazie di ciò che sei, di quanto fai per me, di quanto riesci ad essere presente nonostante il lavoro che ti impegna le intere giornate, grazie di avermi fatta crescere così, sono fiera di quello che sono.
Cara mamma, appena troverò il coraggio ti dirò tutto quello che sto passando e che ho passato di cui tu non ti sei mai accorta se vorrai.
Cara mamma, ho paura di crescere, paura di non averti più come ti ho ora, paura di non essere abbastanza forte da poter fare a meno di te, paura di non essere la persona che avresti voluto io diventassi.
Cara mamma, ti voglio bene.

Quanta voglia avrei di strillare, di dire basta a tutto questo. Voglia di poter cambiare, poter andare avanti come facevo prima, essere felice, sorridere davvero. 
Quanto vorrei essere la ‘me’ che ero prima, essere la persona che ora non sono più. Quanto desidererei essere quella persona di un tempo. Quella che se ne fregava di tutto, che non pensava a cosa dicesse la gente. Quella che non faceva altro che stare bene, quella che non faceva altro che vedere tutto in modo positivo, vedere questo mondo colorato e non in bianco e nero come lo vede ora. 
Avrei voglia di viaggiare, ridere, sorridere, vivere. Voglia di fare tanto, ma che si limita a fare il poco. Avrei voglio di essere di tutto ciò che adesso non sono.
—  ilosteverythingevenmyself
Non chiedetemi.

Cioè io oggi avrei voglia di trascorrere il weekend in casa da sola mangiando vagonate di pizza e bevendo vino, sul divano, guardando Desperate Housewives e Skins e poi Skins e Desperate Housewives come se non ci fosse un domani sperando di ubriacarmi e di non ricordarmi più le bruttezze di questa vita.

Stamattina mi sono svegliata con l’idea di farmi una tisana ma poi mi sono fatta un cappuccino. Poi avevo voglia di una Kinder brioss, queste qui però, ma alla fine ho mangiato dei cereali che avevo aperto l’anno scorso. Erano buoni per fortuna ma pensare che li abbia aperti l’anno scorso un po’ mi faccio schifo però oh, ho la giustifica che sono sotto esami, per cui…

Poi ho appena finito di fare le pulizie in casa e ho una voglia di riprendere a studiare pari a quella di uscire fuori nuda nei giorni della merla, ma siccome mi sono fatta un programma bellino bellino da rispettare, VOGLIO RISPETTARLO!

Mi sono resa conto che oggi è sabato 31 Gennaio e io pensavo che il 31 fosse domani e che il mese si concludesse con una domenica. Odio i mesi che iniziano con la domenica, è così triste!

Poi ieri sera mi sono messa lo smalto sulle unghie per cercare di non mangiarle per lo stress e il nervoso da esami ma il risultato è che ho fatto un gran pasticcio e poi ho lo smalto viola solo sull’indice, sul medio, sull’anulare e sul mignolo della mano destra perché poi mi sono scocciata di proseguire dato che il medio si era tutto rovinato. Oh uffa però!

Ah, dimenticavo…tra poco devo pure preparare il pranzo quindi quando avrò la panciotta pienotta pienotta avrò una voglia pazzesca di dormire per 9 ore di fila.

Qualcuno mi infondi un po’ di entusiasmo perché io l’ho perso da chissà quanto!

anonymous asked:

Ciao ho bisogno di un consiglio io e un ragazzo ci piacciamo molto e ce lo siamo detti il problema è che io sono considerata una nerd e se lui uscisse con me non avrebbe più amici dato che mi prendono tutti in giro non so che fare mi ha detto di non parlarne con nessuno altrimenti lo avrebbero lasciato solo e io non voglio questo

Gli piaci e si vergogna con te? Oppure di uscire con te perché si rovina la reputazione?
Ma che razza di ragazzo è?
Io lo avrei già mandato a quel paese.

Ho deciso che volevo cambiare, e volevo farlo bene.
Togliermi di dosso tutte le incertezze che mi porto dietro.
Staccare la spina che mi tiene ancora legata a tutte queste paure, cambiare aria, cambiare vita.
Un po’ come quando si cambia l’acqua in una bolla per i pesci.
Avrei bisogno di partire, ma partire da sola, poi tornare quando tutti si saranno ormai dimenticati di me, per un piccolo saluto, la commemorazione dei vecchi tempi.
Qua non ci sto più bene.
Neanche le persone a me care riescono a rendere sopportabile tutto questo.
Ho bisogno di essere diversa, rinascere.
Si dice che un tempo, le fenici, stupendi animali mitologici, rinascessero dalle proprie ceneri.
Io vorrei essere una fenice, una fenice che rinasce diversa.

25 luglio

“[…] E non mi pento di non averti convinto a non incontrarci faccia a faccia. Perché non ho dubbi che, se ci fossimo incontrati di persona, non saremmo riusciti a conoscerci nel modo in cui ci conosciamo. Io mi sarei subito sentito obbligato a sedurti, a scoprirti in quel mio modo rozzo, come se tu fossi merce in vendita. Pensa cosa ci saremmo persi, quante cose non avremmo mai saputo.
Non parlo dei fatti. Quelli, i fatti reali e quotidiani li avrei scoperti anche con una breve-ma-intensa relazione. Me li avresti raccontati, avresti dovuto farlo, come succede in tutti i tradimenti. Ma allora non avrei conosciuto la tristezza che già da qualche giorno mi tengo stretta (con una sorta d’incomprensibile nostalgia).
E non solo la tristezza. Tutto quello che è legato a te, ogni sentimento che susciti in me è che mi rimane aggrappato giorno e notte, senza stancarsi. Mi preme addosso il viso e il seno.[…]”

Yair

- David Grossman, Che tu sia per me il coltello

Primo Diario

Caro diario oggi ti racconto la festa di DON BOSCO habbiamo pregato, mangiato il PANE ESALAME e giocato.
Mi sono divertita un mondo!
Peccato però che mi sono sentita male, ma è finita bene. 
Ora ti svelo perché mi sono sentita male: dopo aver mangiato pane e salame ho giocato a « NASCONDINO», si vede che correndo il mangiare si è capovoltato e anche andato di qua e di là.
Ciao ci rivedremo domani

Roma 31 Gennaio 2000

(Sono passati quindici cristo di anni. Quindici. Eppure questo diario non l’ho mai finito. Avrei potuto, e forse dovuto, scrivere di più. Intanto nel frattempo sono nate persone che adesso probabilmente scopano pure, non ci voglio credere.)

{bu!}

Lezione del prof sulle immunodeficienze, integrando slides, appunti e sbobinature del corso dello scorso anno: meno di una pagina.
Capitolo delle immunodeficienze sul libro: trenta pagine.

Ok. Tutte conoscenze in più per me, è vero. Però cribbio, non puoi darmi uno è pretendere mille.
Sennò avrei fatto lezione io, sicuramente meglio.

Ciao! Torno alle mie trenta pagine.

Potrebbero dirmelo cento, mille, milioni di volte che non ti avrò mai, che non sarai mio nemmeno un istante. Mi diranno che ti dimenticherò, che un giorno non ricorderò nemmeno il tuo nome, che non saprò più quando né dove sei nato. Mi diranno che dimenticherò tutto di te, persino di averti amato e desiderato così tanto da star male; che non saprò più ricordare il vibrato della tua voce, le pause tra una parola e l’altra o come sorridevi, come i capelli ti incorniciavano il viso. E forse hanno ragione, non ricorderò più tutto questo un giorno. Sarò un’altra persona, con una vita diversa e con poco tempo da perdere dietro a queste illusioni, dietro a te. Ho già perso molto tempo cercandoti, ma non avevo capito di essere da sola dentro il labirinto. Tu non c’eri, era buio là dentro e io ti cercavo, credendo che prima o poi ti avrei trovato, ma non ti ho trovato perché tu non sei mai stato lì, in quel labirinto che io stessa ho inventato per sentirmi meno sola, per avere una scusa e dire a tutti che preferivo te alle feste e agli ‘altri’ ragazzi. Ti ho usato come scusa e, perdonami se lo faccio ancora. Potrebbero dirmelo cento, mille, milioni di volte che ti dimenticherò, che un giorno questo dolore che sento finirà, che non sarai mai mio, che sei impossibile e che non potrò mai dirti quante volte ho avuto bisogno di un tuo abbraccio e tu non c’eri.
In questo momento, rimani tu l’unico desiderio, l’unica e prima persona a cui penso quando mi chiedono cosa vorrei per Natale, l’unica persona che non potrò mai avere. Non hai idea del dolore che provo, è quasi simile alla nausea, mi stringe la pancia e sembra non volerti lasciare andare.
Fitte continue, oscillo tra speranza e paura. Io non so se ci riesco, non so se ce la faccio senza di te. Però adesso non posso, non posso resistere, ti voglio qui.
Ti voglio qui, ora.

Ti amo Z.

—  comefaccioacacciartidalmiocuore
Finalmente è tutto finito.

Nonostante mi hai buttato via come spazzatura ti ringrazio, grazie di avermi lasciata, perché io non avrei mai avuto il coraggio di farlo, perché io ti amavo mentre te mi hai sempre sfruttata!
Ora inizia la vera vita, non per te, ma per me. Te prima o poi mi rimpiangerai perché non troverai nessun altra che ti darà l’anima come ho fatto io.
Quindi grazie bastardo. Spero che i tuoi amici di merda ti lascino solo come un cane visto che sono falsi come una moneta da 3€.

Mi rendo conto solo adesso di tutte le cose che avrei dovuto dirti, che magari avrebbero cambiato le cose in meglio o anche in peggio, ma che le avrebbero cambiate.
Tutte le cose che mi tengo dentro e mi divorano, avrei dovuto dirtele tutte, invece ho preferito lasciarmi abbattere da esse pur di non rischiare che tutto finisse.

Mi disse che era un brutto periodo, che non avrei più dovuto cercarla. Disse anche che in quel periodo aveva dei problemi. In quel momento l’unica ipotesi che mi pareva la più veritiera era che ciò di cui si stava parlando, in realtà, era il periodo in cui ero arrivata io. Il suo vero problema ero io. Fu così che tutto ciò che nella mia mente avevo creato con lei, si interruppe. Quello fu una specie di addio. Fu la fine di tutto. Da quel momento io non ho più avuto tracce di lei. Non ho più avuto la minima idea di cosa combinasse. Una cosa era certa: un piccolo vortice nel mio cuore si era aperto, lasciando spazio alla malinconia e solitudine. Cercai di rattoppare quel piccolo buco, ma era inevitabile che io, ogni sera, pensando a lei, aprissi sempre di più la ferita. Non sarei più guarita, pensavo.

Stai con tutti, tranne che con me.
Quanto dolore provo nel vedere che stai con lei e io che non ho neanche la possibilità di vederti nè di parlarti.
Stai con lei, pranzate assieme, e io qui da sola a vedere le vostre foto e a immaginare quanto potrebbe essere bello se quel piatto l’avessi cucinato io per te, magari dopo ci saremo visti un film e avremo poi fatto l’amore, oppure semplicemente ti avrei guardato dormire accanto al mio cuore, ascoltando il suono del tuo respiro e dei tuoi battiti, pensando tra me e me: “è tutto vero”.
Ma purtroppo non sarà mai così.

"Sono passati 5 anni e per 2, ti avrei dato la luna se me l’avessi chiesta".
Avrei voluto dirlo ma non avrebbe più senso adesso. In tre anni cambiano tante cose e cambiamo anche noi.