aridos

Cuore di ghiaccio, di pietra, deserto.
  • Me:Oggi a scuola abbiamo fatto la metafora e tra uno degli esempi c'era l'espressione "cuore di ghiaccio". Così mi sono messa a pensare... Per te cos'è un cuore di ghiaccio?
  • Mamma:È un cuore vuoto, di un insensibile che non prova emozioni.
  • Me:E un cuore di pietra?
  • Mamma:Una persona con il cuore di pietra è una persona a cui la vita ha levato troppo senza dare nulla in cambio. E quando è così ti rimane il nulla dentro.
  • Me:Il ghiaccio si scioglie, ma', è fisica. E le pietre, anche le più dure si scheggiano, e sui marciapiedi cresce l'erba e sugli scogli ci sono i molluschi.
  • Per me è diverso.
  • Una persona fredda è una che prova una tempesta di emozioni, ma il gelo che ha dentro è troppo e non riesce ad esprimerle, però c'è sempre la speranza che qualcuno la scongeli.
  • Un persona con il cuore duro vuole solo difendersi dagli altri, magari perché è stata delusa in precedenza.
  • Entrambi si proteggono dal dolore che potrebbero provare.
  • Congelato o con un mantello impenetrabile non ci nasci, ma con il deserto nel cuore sì. Ci sono solo sabbia, solitudine e vento. La desertificazione è un processo irreversibile, quando sei anestetizzato dal mondo non c'é possibilità di tornare indietro.
  • Una persona arida non si emoziona neanche di fronte a un bambino che muore di fame. E non lo fa per difendersi, ma perché semplicemente non prova nulla. Il nulla assoluto.
  • (Quando io e mia madre intraprendiamo conversazioni del genere mi sembro quasi una persona che dice cose sensate.)
La verità è che, trovandosi di fronte a un muro, l’abilità non risiede nell’oltrepassarlo o nel distruggerlo; abile è chi, piuttosto, giunto in prossimità di un muro sceglie di ammirarlo, di rispettarne ogni singolo mattone, di non oltrepassare i limiti provenienti da tale muro.
Una città è bella, ridente, affascinante quando s’innalza svettante su un terreno arido, un deserto secco. Questa città non vuole conoscere la deturpazione, la guerra, l’indifferenza; è bella in quanto esiste, non perché qualcuno ne abita le case: accoglie lo straniero, ma non ne necessita la presenza.
—  amantedellarte
Estate liquida.

L’estate stava facendo del suo meglio, lacerando i pensieri cupi di un mare che nascondeva le più profonde meraviglie. La nave vibrava sotto il sole arido che ci annebbiava la parte più razionale di una mente piuttosto leggera, come la brezza che ci rinfrescava i volti arrossati. Il fumo che aleggiava a prua si disperdeva in una scia limpida dietro di noi. In lontananza una piccola isola, ricalcata in una collina che pareva un vulcano fuligginoso. Il viaggio fu piuttosto breve, più di quanto pensassimo, perchè in fondo era bello starsene seduti sopra quelle onde spumose, accecati dai raggi violenti e dai capelli che, portati dal vento, si intricavano sulle nostre bocche avide. 
Una volta arrivati, il comandante lanciò un urlo che sembrò più un augurio di buona permanenza. Diceva che di lì a poco avremmo potuto scendere per prendere i bagagli, finalmente pronti per essere nuovamente disfatti. L’odore di salsedine penetrava l’aria e si mescolava profumo del caffè di prima mattina, fino a creare un’essenza che intorpidisse i sensi. I riflessi irreali coloravano il porto e gli davano vita, intrecciandosi nelle reti dei pescatori, soffocate dalle alghe verdognole. Nella macchina lasciammo entrare l’aria salmastra dai finestrini, che fischiavano per la velocità. Cominciammo a sudare, e questo ci portò a toglierci i vestiti sotto i quali avevamo già i costumi da bagno. La voce nella radio sprizzava euforia e, con il suo timbro roco, parlava di turismo e musica, per poi annunciare canzoni anni ‘80 che tagliavano con potenti assoli le nostre voci eccitate. Temevo di essere in un sogno che potesse finire da un momento all’altro, senza alcun preavviso. Le colline parevano liquide, quasi ad imitare la limpidezza del mare aperto; punte dai cactus si muovevano sinuose nella calura. 
La casa apparve dietro l’ultimo angolo, imponente e chiara, macchiata dalle ginestre bionde come quel grano che circondava le anfore di terracotta appoggiate a terra. Il chiaroscuro della scalinata dava movimento a quella facciata, così eterea da sembrare inviolabile. Se non fosse stato per necessità, sarei restata fuori a contemplarla per giorni interi. 

L’amore ti prosciuga l’anima fino a creare un deserto arido.
—  Nota trovata in un vecchio diario di mio padre. (thelastwordwithyou)
La felicità è solo una formula chimica

La felicità è solo una formula chimica

L’approccio può sembrare troppo arido, ma la verità è questa. Chi vive nei romanzi si rassegni

A tutti quelli che impongono ricette per il benessere, la scienza risponde così: la felicità è solo uno stato chimico. Né più né meno. Può sembrare un approccio freddo, forse troppo razionalistico. Ma è tempo di affrontare i fatti e di smetterla di rimanere in un’illusoria visione del mondo da…

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Tempo illuso.

Vedo l’amore, ma non vedo le persone amarsi.
Vedo la felicità, ma non vedo le persone essere felici.
Vedo umani, ma nessuna umanità.
Vedo un fiore cresciuto su di un erba arida e secca,
che quel fiore sia speranzoso che tutta quell’erba arida possa rinvigorire?
Ma perché sperarlo non so. Il mondo va a rotoli e tu con lui.
Io? Io no. Combatto contro il mondo, mantengo vivi i miei ricordi nella speranza che
l’illusione dell’amore, l’illusione della felicità e l’illusione di questa umanità, possano divenire reali.
Spero, come quel fiore, che questo mondo arido possa rinvigorire.
Siamo nel tempo dove tutti parlano d’amore, ma non sanno cos’è e come si prova.
Siamo nel tempo dove tutti vogliono essere felici, ma non sanno dove sta di casa la felicità.
Siamo nel tempo dove si combatte per ottenere i propri diritti, ma non sanno che
Dio quei diritti ce li ha dati prima che l’uomo potesse toglierceli.
Ed intanto fuori c’è il sole ed il mondo è sempre più arido,
le persone sono sempre più aride,
le persone sono sempre più sterili.
Siamo in un tempo sterile.

Ti ricorderò sempre come un bellissimo sogno… Cercherò di tenere a mente le cose fantastiche che mi hai fatto provare e cercherò di dimenticare le ansie, le paure, tutto il male. Perché qualcosa di buono c’è stato. Hai ridato vita a quel giardino dentro di me che era diventato arido, quella parte che non credeva più all’amore, hai buttato giù i miei muri, spezzato le catene, attaccato i pezzi.
Ma ora a tenerli insieme questi pezzi non sei tu.. E non te ne faccio una colpa. Anzi, ti ringrazio perché mi ha fatto tornare ad amare. Mi hai ridato quella speranza che qualcun altro prima di te aveva rubato, quella speranza di credere. Di credere che sia possibile anche per me trovare la felicità e di non essere inferiore a nessuno. Hai liberato le mie ali ed ora ho preso il volo.
E ti ricorderò come qualcosa che ho desiderato tanto, che mi è parso di avere ma che non è mai stato mio davvero, perché non era destino tra noi. Voglio pensare semplicemente che la ragione sia questa. Chiamami stupida.
Ma io continuerò a dirti grazie, amore.

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PRIMAVERA-VERANO 14/15 TRANSITAR LO SECO

 Un suelo que de poca vegetacion, arido, pies secos, caminando con viento fuerte. La suavidad de tejidos que se mueven. El sonido de la nada, respiracion lenta y pausada. Asi se transforma esta coleccion que se inspira en la Estepa Patagonica, vivir en un lugar no muy lejos de la costa.

Cada tipologia se genera por la fusión de dos prendas diferentes, generando conjuntos versátiles, con textiles nobles y livianos como el lino, el algodón y la seda. Materia prima de nuestro país. Conocernos es buscar otra forma de vestir.

Agradecimientos: Mapa de Diseño INTI-Observatorio de Tendencias / Ph. Valeria Markulin/Makeup.Luciana Markulin/ Model. Sofia Suaya

Si, io sarò.... Claudio Baglioni..

Io mi alzai su dalla mia immagine
come da un altare
e cercai nella voragine
la terra sotto il mare
camminai un deserto arido
tra dirupi e gole
poi lanciai un cuore impavido
nel cielo dietro il sole
traversai labirinti e portici
delle mie visioni
mi lasciai in mezzo ai vortici

di splendide illusioni
io violai le bugie dei codici
del bene e del male
e puntai a ore dodici
di un viaggio verticale

sì io sarò vela al vento
sì io sarò un’onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì io sarò ala e immensità

più su vai e più sarai piccolo
per chi non sta in alto
ma io andai dentro il pericolo
come si va all’assalto
io varcai con un balzo i limiti
di quella pianura
e saltai giù senza tremiti
senza controfigura
poi scalai la montagna all’apice
sopra il mondo intero
navigai nel grande calice
del sonno del mistero
e pensai che potremmo essere
sogni di qualcuno
chissà mai noi tante tessere
di un firmamento bruno

sì io sarò vela al vento
sì io sarò un’onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì io sarò immensità

mi attaccherò più forte all’albero maestro
di quella barca che fa il solco all’equatore
mi appiccherò per sempre al nodo del capestro
di quelle stelle sulla via di un viaggiatore

sì io sarò vela al vento
sì io sarò un’onda anomala
sì io unirò insieme àncora e aquilone
sì io sarò immensità

La selva tropical del Amazonas y el desierto del Sahara parecen ser los grandes opuestos en cuanto a la vida que albergan: uno profuso, “el pulmón de la tierra” y también la “farmacia del planeta” y el otro el desierto más grande del planeta, con condiciones inhóspitas para la vida. Sin embargo, el Sahara es indispensable para que el Amazonas pueda llenar la biósfera de oxígeno y diversidad. Aquello que es más arido es lo que mantiene aquello que es más húmedo.

Panico, siamo soli io e te in questo attico. Vorrei reagire ma mi sento apatico. Antipatico, solamente con un motivo valido. Oggi mi sento acido, privo di forze con il cuore arido.

L’arido sulla terra,
la brezza del mattino,
lo sciogliersi di un ghiacciaio,
la chiusura di un capitolo.
—  iniziodiunafine

Non è mai semplice ricominciare, soprattutto quando non si bene di preciso da che cosa ci si deve riprendere,avvolte le cose diventano cosi tante che si iniziano a mischiare tra loro e non siamo più in grado di capire da cosa dobbiamo rialzarci di preciso.
Vorrei potercela fare per esempio,a lasciarmi andare con le persone che provano interesse per me, vorrei,con altrettanta forza,chiudere rapporti con persone che non mi meritano! Vorrei avere il coraggio, tanto di quel coraggio, da riuscire a liberarmi da tutte le sofferenze che ho dentro, vorrei poter parlare con qualcuno che abbia voglia di ascoltarmi…la lista di cose che vorrei è davvero lunga, ma, forse la cosa che vorrei di più di tutte, che poi è anche la cosa principale dalla quale mi devo riprendere,è quella di amare e sentirmi amata…questo dolore mi logora dentro e mi sta portando a essere un essere arido e privo di sentimenti, e la cosa mi spaventa a morte.

Non fu l’Amore, no. Furono i sensi
curiosi di noi, nati pel culto
del sogno… E l’atto rapido, inconsulto
ci parve fonte di misteri immensi.
Ma poi che nel tuo bacio ultimo spensi
l’ultimo bacio e l’ultimo sussulto,
non udii che quell’arido singulto
di te, perduta nei capelli densi.
E fu vano accostare i nostri cuori
già riarsi dal sogno e dal pensiero;
Amor non lega troppo eguali tempre.
Scenda l’oblio; immuni da languori
si prosegua più forti pel sentiero,
buoni compagni ed alleati: sempre.
Guido Gozzano