argetlam

4

Name: Baen Freohr Vandr (formerly); Alexander (chosen)

Nicknames: Bae; Alex

Aliases: Tristain; Fake; Monster; Argetlam

Age: 67 anos (mas aparenta uns 20)

Gender: masculino

Species: forma de vida mágica/artificial

Sexual Orientation: pansexual

Occupation: ex-Cavaleiro de Dragão; viajante; mágico

Dragon: Kuldr

Faceclaim: Fay D. Flowright - CLAMP

Fandom: Ciclo da Herança

Appearance:

- Hair: louro claro

- Eyes: azuis

- Height: 170 cm

Story: 

Alex foi uma experiência do Rei Galbatorix na tentativa de criar o Cavaleiro de Dragão perfeito, uma forma de vida artificial criada pela magia distorcida utilizada pelo Rei Louco, como o chamava, usando os Edunari de vários dragões. De alguma forma desconhecida por todos, até mesmo por Oromis o mais antigo Cavaleiro vivo na história, Galbatorix teve sucesso e trouxe ‘Baen’ a “vida”.

No início de sua “vida” ele foi o mais novo e fiel dos servos do rei maligno, uma nova Mão Negra para realizar as vontades dele. Um prodígio em magia, em poucos anos se tornou um poderoso Mago e forte candidato a cavaleiro. No sétimo ano de sua vida, no qual ele já aparentava sr um rapaz de 15 anos, o ovo de coloração amarelada pois haviam 4 e não apenas 3 ovos de dragão em posse de Galbatorix eclodiu para ele. Seu dragão recebeu o nome de Kuldr, a palavra para “ouro” na Língua Antiga, pois suas escamas brilhavam da cor do metal dourado. 

Permaneceram, ele e Kuldr, nas mãos do Rei Maligno por aproximadamente dez anos, treinando para o dia em que seriam lançados em conquistas da Alagaesia e terras em volta. Antes de a vinda de seu precioso companheiro de mente e alma, ‘Baen’ não possuía mais sentimentos que o necessário e era apenas o peão (Cavaleiro, no caso) favorito no rei. Mas algo nele mudou durante aquele tempo. Agora que tinha algo que quisesse proteger, alguém com que se importava, os sentimentos humanos que não sabia existirem dentro de si eclodiram

A tentativa de fuga ocorreu no meio da noite, encoberta pelas sombras e pelo silêncio. Depois de refletir sobre todo o abuso que sofreram nas mãos do rei, “Baen’ e Kuldr decidiram ir embora, voar para qualquer lugar que fosse longe o suficiente para que Galbatorix não os encontrasse. Não é preciso dizer que aquela tentativa acabou em tragédia. Em resumo, ao descobrir sobre os planos do Cavaleiro inumano e seu dragão, Galbatorix obviamente tentou impedi-los. Para que o garoto pudesse escapar e viver uma vida normal, ver o mundo sobre o qual tanto sonhara, Kuldr sacrificou sua vida para que Baen pudesse fugir.

Tomado pela dor física, emocional e mental da perda de seu Companheiro de Mente e Alma, Baen ficou devastado e usou uma habilidade que quase acabou com sua vida: teleportou a si mesmo para o limite das barreira mágica da floresta Du Weldenvarden, lar élfico, onde foi encontrado acolhido por uma mal-humorada elfa chamada Rhunon. Depois daquele dia, Baen se tornou Alexander, um viajante um tanto melancólico que tem na morada dos elfos um lar e na mente um único desejo. O objetivo do ex-Cavaleiro é recuperar o Coração dos Corações (Eldunarí) de seu dragão, onde a consciência dele reside, que está em poder do rei tirano.

Obs: quando sua aparência atingiu a de um jovem de 20 anos, devido a seu rápido envelhecimento, Galbatorix ensinou-lhe como parar de envelhecer. Mesmo depois de sua fuga, continua a utilizar esse poder.

Argetlam - La Lancia della Vittoria

Ci sono quegli autori di cui inizi a leggere un romanzo e poi li compri tutti. Personalmente è così con Alessia Mainardi. Ci sono affezionata, così, a pelle, anche se poi non ci conosciamo molto, direi quasi per niente, ma mi era piaciuta la sua precedente trilogia: Avelion.
Quella era fantasy puro, Argetlam è un urban fantasy.
Ammetto di essere sempre in ritardo XD ci ho messo un secolo per trovare l’occasione di acquistare il secondo, tempo in cui è anche cambiato l’editore. E le copertine. Io rimango affezionata in qualche modo al Nuada della prima, anche se le copertine attuali sono comunque molto belle, seppur in un altro stile.

Ho letto il primo libro di Argetlam, La Spada di Luce, a una certa distanza dal secondo, ma mi è bastato qualche capitolo per riallacciare il tutto. Notevole, considerando come la mia memoria sia penosa di questi tempi… E devo dire che il primo, per ora, rimane per me il migliore. Forse perchè è lì che avviene la conoscenza tra Ginevra e Nuada, vengono presentati i vari personaggi, si svolge a Parma… però non vuol dire che questo non mi sia piaciuto! In verità mi spinge a desiderare il terzo, ma andiamo per ordine…

image

Per la trama dei libri, rimando al sito ufficiale dell’autrice.
Cito quella del secondo perchè parlo di questo.

È passato quasi un anno da quando la vita di Ginevra è stata sconvolta dal risveglio di Nuada “Argetlam”, il re della leggendaria stirpe irlandese dei Tuatha De Danann rimasto per millenni sotto forma di statua. È così che la giovane ha scoperto di essere l’ultima discendente della razza magica delle Fairy e di essere chiamata, insieme ai suoi amici umani, ad allearsi al sovrano per salvare la Terra dalla distruzione recuperando i Quattro Gioielli: la Spada di Luce, la Lancia della Vittoria, il Calderone dell’Abbondanza e la Pietra del Destino. 
Dopo aver sconfitto i Fomori a Parma, Nuada, Ginevra e i suoi amici partono alla volta di Londra, dove si cela la Lancia della Vittoria, l’arma che un tempo era appartenuta al guerriero Lugh. Qui però la giovane Fairy e il sovrano dovranno fare i conti con il passato e con antiche conoscenze che sembravano essere sepolte nei ricordi. Nemici diventati alleati, ma anche persone care che si riveleranno non essere così fidate e che stravolgeranno tutte le certezze del divino sovrano. 
Tra Glastonbury, Stonehenge, la City londinese e il Big Ben si intrecciano le vicende dei protagonisti di “Argetlam – La Lancia della Vittoria”, secondo capitolo della saga urban fantasy di Alessia Mainardi ispirata alle leggende del Nord Europa e alle divinità del mondo celtico. Sulla loro strada Nuada e Ginevra si imbatteranno in nuovi personaggi che rimescoleranno tutti gli equilibri, facendo emergere legami che sembravano impossibili e rivelando improbabili realtà dietro vecchie tradizioni e credenze secolari. In una nuova difficile prova, umani ed esseri leggendari si ritroveranno ancora una volta fianco a fianco, combattendo per un ideale, per un amore perduto o sognato, lottando per scoprire le proprie origini, sconfiggere le proprie paure o salvare il proprio popolo. Ognuno alla ricerca di se stesso e del proprio ruolo nelle fitte trame che il Destino sembra avere già scritto.

Che dire…
Innanzi tutto, non so perchè ma mi pare ci sia quasi un cambiamento di stile di narrazione tra il primo e il secondo, però essendo passato del tempo e cambiato l’editore, potrebbe essere una cosa normale quanto solo una mia impressione.
Mi pare che in alcuni casi si specifichino delle cose in un modo che normalmente, parlando, magari non si farebbe oppure si ribadirsce a chi ci si sta rivolgendo o chi sta parlando.
E’ un’opinione personale, perchè ovviamente alcuni lettori invece potrebbero essere grati di ciò perchè così non si confondono.
Alcuni dialoghi mi sono sembrati poco naturali, un’impressione discontinua, forse dettata anche dalla più o meno sentita ispirazione del momento. Scrivere un libro completamente carichi dall’inizio alla fine è dura, specie se la situazione intorno non aiuta a rilassarsi.

A parte ciò! Attendevo con ansia uno sviluppo nel rapporto tra Ginevra e Nuada. Penso di averlo detto anche all’autrice stessa XD tipo fangirl ossessiva… è che Nuada è, cioè… è il sovrano dei De Danann! E’ così bello che verrebbe naturale lasciarsi tra le sue braccia… del tipo: prendimi, sono tua!
Ovviamente Ginevra non è così svenevole, e sapere che è l’ultima Fairy, una sorta di “razza” particolare, usata da queste remote stirpi aliene per procreare ed infoltire i propri ranghi… beh, spegnerebbe la passione un po’ in tutte, ammettiamolo. Nuada comunque si comporta da perfetto cavaliere e non impone niente a Gwin.

Possibile spoiler!

Quando Ginevra arriva a Londra e si trova a dover condividere il letto con lui e, aprendo la valigia, invece del suo solito abbigliamento notturno, trova una camicia da notte frou frou… XDDD io ero lì con la faccia da marpiona di fianco a Rosa, la sua governante, tutte soddisfatte di aver contribuito allo svolgimento del rapporto tra i due.
Rosa: hai tutto il mio amore! Quando la donna crede che Gwin sia pensierosa proprio per il rapporto con Nuada, le fa un discorso classico sull’amore e sui momenti giusti… sono morta XD
Ma torniamo a Londra! Io ero lì, coi pon pon. Quella scarica tra i due quando si sono sfiorati l’ho sentita anche io e poi? Poi? No, no, non può finire a discutere, no, non può… Alessiiiaaaahhhhh!!! (l’autrice dovrebbe aver sentito il mio ringhio anche da casa sua, tra l’altro neanche troppo lontana)
Mi hanno lasciata così ç___ç e se speravo in una seconda possibilità… col piffero! Perché appare Maeve… non ho mai odiato tanto un personaggio. Anzi, forse sì, ma non per le stesse ragioni!

Ti dici: vabbeh, adesso è una Succubus di Bres, ci sta che sia cattiva, è stata fatta dal suo sangue, anche se nel tentativo di salvarla… e l’han salvata per carità, ma ne valeva la pena? Dai ricordi passati che rivive Gwin, Maeve sembra una persona tutt’altro che bella e gentile… mi è stata subito antipatica. E si prende Nuada… ma no! Ma uffa! Ripongo i miei pon pon rassegnata.
Neanche riesco a pensare: dai Terrence, è la tua occasione! Puoi provare a dimostrare tutto il tuo amore per Gwin e magari… magari nulla! >,< io voglio Nuada! Nuadaahhhh!!!

Povero Terry… una vitaccia la sua, da Incubus figo e ragazzo trasandato scappato dall’Italia non potendo dimostrare la morte del padre… letteralmente ridotto e nulla, nessun corpo. Da quando ha deciso di aiutare Ginevra le cose sono andate a rotoli e ora si ritrova anche con la cugina in stato catatonico e capace di avere delle sorta di visioni sul nemico. Non male… se però fosse cosciente…
Sono convinta che verrà trovata una soluzione anche per lei, benché, se fosse per me, potrebbe restare anche lì come bambola.

Le Sorelle, la Grande Valchiria, Avalon… purtroppo non sono riuscita a entrare in sintonia con loro, penso ci sarà modo di conoscerle meglio. La loro storia è antica, intricata, complessa e sono tante. So solo che la gatta è adorabile XD e Nonna True! Se voleva risultare la nonna adorabile che tutti volevano, ci è riuscita in pieno.
Buttiamoci anche un bella lì per Odino XD vecchio furbone!

In ultimo un personaggio su cui mi sono arrovellata un bel po’, indecisa se farmelo piacere o meno: Diancecht. (Scritto bene? ò.ò err…)
Il medico dei De Danann che ha salvato Maeve con questa brillante idea, non riesco a capire se mi piaccia (vabbeh, è sempre un bell’uomo ovviamente XD), ma ha un atteggiamento che in qualche modo me lo fa risultare… boh… non dico antipatico, ma non proprio degno di fiducia.
E ora sta con i nostri… beh, preferivo Nuada, ma ci si può accontentare.
Spero che curi Alessandro in maniera assai migliore che con Maeve… “i corpi umani sono facili da riparare”. Grazie alieno, vedo che ci consideri come delle cose. Speriamo davvero che lo rimetta in piedi com’era prima e che non combini qualcosa…

Fine possibili spoiler!

L’impressione finale è che questo volume serva un po’ come una svolta. Viene recuperato, come previsto, il secondo gioiello, la Lancia, ma questo evento non è propriamente il fulcro della questione. Certo, tutto si svolge in funzione del piano per averla, ma mi pare che questo secondo libro serva anche per, dopo il primo che presentava i personaggi, a volgere la situazione in un altro modo non tanto per la cerca dei gioielli, ma in quanto a rapporti umani e sentimenti.

Non è solo una saga dove l’eroina salva il mondo radunando i gioielli e sottraendoli al nemico, ma si arricchisce di una storia passata di creature aliene diverse da noi, un presente fatto di sentimenti più umani e concreti, diciamo, e l’incrocio tra queste due realtà. A parte l’amicizia, avere a che fare con un uomo di centinaia di anni, di un’altra razza, con tutta una storia, oneri piuttosto gravi sulle spalle e pensare di esserne considerata la compagna in quanto Fairy, come fosse ovvio e naturale essere cresciute per lo scopo… e non contenti i due sono legati da una Simbiosi particolare, forte, quasi unica a quel che ho capito.

Almeno secondo me, ciò che arriva maggiormente da questo libro, è l’evolversi dei sentimenti, della situazione tra personaggi, lo scoprire il passato, piuttosto che, appunto, la ricerca del gioiello. Potrebbe essere una mia impressione ma, in ogni caso, in entrambi i casi la storia scorre bene e si fa leggere velocemente. Voglio il terzo, l’ho già detto?

Come ho scritto all’inizio, ho preferito il primo al secondo proprio perchè questo mi sembrava una transizione e dal terzo mi aspetto un’ulteriore evoluzione delle cose, il capirci qualcosa di più. Non so se aspettarmi un aumento dell’odio verso certi personaggi o l’occasione per redimerli… non so. Da una certa parte ho delle speranze, dall’altra ho paura di cosa potrebbe accadere…

Non so se è giù uscito, in merito non ho trovato nulla. Probabilmente arriva il prossimo anno e, magari, stavolta riuscirò a prenderlo in tempi meno lunghi XD Lo spero…