La dolce, dolcissima non che meravigliosa inchiostrosullacartaesullapelle, mi ha inviato a partecipare al gioco “cinque fatti random su di te”. Bene, non so più cosa raccontarvi, ma ci provo.

1. Ho il brutto, orribile vizio di fare da paladina della giustizia: sono un’avvocato delle cause perse, mi metto a combattere contro i mulini a vento sperando davvero di poter cambiare le cose o cercare di far ragionare la gente. Difficilmente ci riesco, e mi spiace, per loro.

2. Credo si sia rovesciato un barattolo di crema anestetizzante su buona parte dei miei sentimenti.

3. Odio essere divinizzata, e ultimamente è proprio quello che sta succedendo: viviamo in un mondo dove sei straordinario e meraviglioso solo perché sei gentile con il prossimo, mentre dovrebbe essere la normalità per chiunque un comportamento del genere.

4. Mi sto sforzando ad essere una ragazza. Mi sto sforzando di indossare gonne e tacchi, il problema è quando apro bocca e il camionista ubriaco che è incastrato in questo esile corpicino si sfoga. Le uniche cose facili che ho sono le bestemmie.

5. Sono paralizzata dall’ansia perché nei prossimi due mesi ci sono troppe cose in forse, e io ho bisogno di risposte, e ne ho bisogno ADESSO.


Bene, a questo punto dovrei invitare 10 tra i miei blog preferiti a partecipare a questo gioco, ma visto che non voglio stressare nessuno, vi invito tutti. Ma proprio tutti quanti a scrivere 5 fatti random su di voi e a nominare tutti i blog che vorrete, se vi va di accettare l’invito.

Un bacino a tutti c: ❄️♥️

Ahogy kozeledunk hazafele erzem hogy lassan de biztosan visszaesek a hetkoznapi onmagamhoz. Kezdem ujra erezni hogy milyen apro es jelentektelen is vagyok valojaban. A jovomon gondolkozok es kiraz a hideg, ez ugyanis mindig megremit egy kicsit. A holnap. A jovo het. A jovo honap. A jovo ev. Tiz ev mulva. Kulonbozo pillanatok az eletembol, tervek es remenyek. Semmi sem alakul ugy ahogy eltervezzuk. Vajon a sorsunk tenyleg meg van irva? Es ha igen, meg lehet valtoztatni?

vorrei dire qualcosa senza però dir niente. è il mio chiodo fisso. si martella (mi martello) incessantemente. la crocifissione. amiamo molto alcuni poeti e filosofi perché si sono lasciati crocifiggere dai propri chiodi fissi. a me non piace morire, e allora apro (molte volte al giorno) lo spazio del dialogo, del discorso, questa finestrella bianca nella quale digitare, democraticamente a caso. dire qualcosa senza però dir niente. scrivere è un sentiero verso la santità, scrivo con piacere il nome di Heidegger. ma cosa c’è (ancora) da scrivere? non dio, né la prateria incantata, né la squallida poetica del deserto ricoperto dai fiori una volta l’anno. l’Eroismo, il Miracolo, la Coincidenza. ma con la co-incidenza (e l’eroismo, e il miracolo) eccoci di nuovo alla crocifissione. allora non voglio dir niente. voglio scrivere e solo scrivere, senza percorso, senza partenza, senza destinazione. l’immagine di scrittura che ho in mente non è quella del Crociato, o del Vagabondo, ma dell’Uomo super-fitness che saltella giocoso sul tapis roulant. camminare sul niente. a scorrimento perpetuo. essere innamorati così è una fortuna. prendo il ticket e aspetto il mio turno

Mi basterebbe vedere il tuo sorriso tutti giorni appena apro gli occhi e prima di addormentarmi , per essere felice
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