anticonformistic

Ormai tutti voi amate i maglioni, io vi dico che amo le mie care t-shirt a mezza manica, con le braccia scoperte che quando vengono accarezzate fanno sentire i brividi fino in fondo; voi dite di amare il mare d’inverno, ma io dico che non c’è cosa più bella di una sera d’estate passata sulla spiaggia a fare i falò e suonare la chitarra; voi dite di amare i sabato sera a casa, ma io vi dico che non c’è nulla di meglio di una serata in compagnia delle persone che ci fanno stare nel migliore dei modi, con una pizza e magari due birre e quattro risate. Dite di amare l’inverno, le cuffiette, tumblr, la buona musica, dite che siete tutto diversi ma alla fine rientrate nel solito circolo conformistico. È così buffa la vita: ci impegniamo ad essere tutti diversi ma alla fine ci ritroviamo sempre tutti uguali.

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Voici une vidéo qui annonce la parution du troisième volume des recueils “Spaces” publiés par Frankie Magazine. Dans ces livres, le magazine évoque des maisons atypiques qui révèlent des personnalités anticonformistes et/ou créatives, considérant que les maisons sont aussi intéressantes que ceux qui y habitent.

Cet exemple ci-dessus correspondrait à ce que Mona Chollet appelle les “Tiny Houses” dans son livre “Chez soi”…

Sono fottutamente stanca di questo mondo masticato e sputato.
Sono stanca di questi ragazzi tutti uguali, rutti identicamente idioti;
atei senza sapere perché, che si fanno canne a destra e a manca s se ne vantano pure, che criticano la moda solo per sembrare alternativi ma che hanno la mentalità più conformista dei comunisti, che fanno tutti i seri in amore e poi si scoperebbero pure tua madre.
Sono stanca di tutta questa finzione.
Le ragazze tutte uguali. Tutte troie s finte santarelline.
Tutte anticonformiste coi piercing e i tatuaggi, coi capelli colorati e i jeans strappati. Che ascoltano rap per attirare ragazzi e bestemmiano per sentirsi trasgressive.
Oppure le vere casa e chiesa, tutte rose e fiori, tutte Hogan e iPhone.
Tutti fanno gli alternativi per distinguersi.
Ma in un mondo in preda a smanie di distinzione, si distingue la gente vera, la gente come noi.
La gente che sa apprezzare una canzone per il suo resto, a prescindere da che genere è.
La gente che sa ancora apprezzare un tramonto o un chiaro di luna.
La gente che fa fatica a dire “Ti amo” perché mette ancora troppo valore in quelle parole.
La gente che insieme al cambio di stagione non fa il cambio di partner.
E io ci credo.
Sarò stupida ma ci credo.
Ci credo davvero che c'è ancora gente così.
Ci credo che il bene genera bene.
E io credo davvero che una persona intraprendente può cambiare il mondo.
Ci credo e mi piace crederci.
E ci voglio credere che se in mezzo a tutto questo schifo ho trovato una persona vera e me ne sono innamorata, posso in qualche modo farla innamorare di me.
Sono fatta così, ci credo e non smetterò di crederci.