Vi vorrei parlare di Maria.
Lei era una signora di 83 anni.
L’ho conosciuta per caso, andando a trovare mia madre, geriatra, a lavoro.
Aveva alzheimer, la malattia più brutta che possa esistere.
Era sola, il marito morto di tumore e l’unica figlia che aveva viveva in Germania e tornava in italia una volta all’anno.
Da due anni era ricoverata lì, in quel posto che segnava l’ultima tappa della vita per una persona malata.
Io stavo camminando lungo il corridoio quando vidi questa signora che mi stava osservando. Aveva i capelli bianchi, gli occhi verdi smeraldo imprigionati dalle rughe sul viso e indossava un pigiama rosa confetto. Mi avvicinai e le chiesi se avesse bisogno di qualcosa.
“Portami a Roma” fu la sua risposta.
Siccome mia madre mi raccontava ogni giorno la sua giornata, quante persone riusciva a salvare e quante le morivano sotto gli occhi, sapevo che una persona malata di alzheimer la devi solamente assecondare per non farle perdere quel poco di speranza che le rimane.
Così le dissi che l’avrei portata, ma non quel giorno perchè pioveva e non potevamo ammirare la bellezza senza tempo della capitale.
Accennò un sorriso e iniziammo a parlare. Mi raccontò quel poco che ricordava della sua vita, di sua figlia, suo marito, i suoi nipoti. Mi descrisse i luoghi che visitò e le persone che conobbe, la maggior parte inventate. Ero così incantata dal suo discorso che non mi accorsi che erano le otto e dovevo tornare a casa. La salutai e le promisi che il giorno dopo sarei tornata e le avrei raccontato della mia vita. E così feci. Mi inventai situazioni che non avevo mai vissuto ed ogni volta che la vedevo sorridere mi si stringeva il cuore.
Questa storia andò avanti per tre mesi ed ogni giorno, dopo scuola, andavo lì a tenerle compagnia. Nonostante fossi una sconosciuta, ero la sua famiglia. Pensate che non sapeva neanche quale fosse il mio nome e quale fosse realmente la mia storia, eppure sembrava mi conoscesse meglio di chiunque altro.
Però sapevo che stavo giocando con il fuoco. Sapevo che non le restava molto tempo per vivere, ma ormai il danno era fatto, ormai mi ero affezionata a lei e per questo continuai a farle visita. Un giorno freddo di novembre, mentre fuori stava diluviando, la trovai in ginocchio che pregava.
Io non credo in Dio, ma sono una persona che rispetta le opinioni altrui e sono curiosa di sapere cosa le spinge a fare determinate scelte. Così aspettai che finisse e le domandai cosa chiedeva a quello che voi chiamate dio.
” Io non gli chiedo niente. Io lo ringrazio. Lo ringrazio di avermi fatto vivere la mia vita, di avermi fatto conoscere l’amore e di avermi mandato un angelo come te.”
Rimasi sbalordita da quelle parole. Quanta forza c’è in una persona del genere? Apparentemente fragile ma realmente forte come un uragano? Quanto coraggio ci vuole per ringraziare un dio delle cose belle vissute, invece di maledirlo per tutto il dolore sopportato, maledirlo per averle tolto la memoria, i ricordi? Non è una cosa da tutti, ma lei era speciale.
Quel giorno mi richiese quando l’avrei portata a Roma per farle vedere il Colosseo, ed io le risposi per l’ennesima volta il giorno in cui non ci sarebbe stata la pioggia.
“Va bene, mi fido di te.” furono le ultime parole che mi disse.
Il giorno dopo morì.
Quel giorno, il 16 novembre, c’era il sole.
Quel giorno, il 16 novembre, gli occhi di maria si chiusero per sempre.
Quel giorno, il 16 novembre, ho pianto fino ad esaurire le lacrime.
Quel giorno, il 16 novembre, ringraziai dio.
Lo ringraziai per avermi fatto conoscere una persona così speciale e non gli dissi più niente.
Spero solo che se esiste davvero un dio, protegga lei e tutte le persone con una forza del genere.
Quel giorno, il 16 novembre, sono andata a Roma.
Sono arrivata davanti al Colosseo ed ho sentito un brivido sulla mia pelle e non mi sono sentita sola.
La sensazione più bella di tutta la mia vita.
Cara Maria, spero solo che tu abbia trovato la felicità che meriti.
Ti voglio bene.
—  corriavantiescartalitutti
9

Powerful Self-Portraits Reveal Artist’s Descent Into Alzheimer’s Disease

n 1995, at the age of 61, American artist William Utermohlen was diagnosed with Alzheimer’s disease. In response to the illness, the London-based artist immediately began to paint an ambitious series of self-portraits. From the time of his diagnosis to 2000, when he was admitted to a nursing home, Utermohlen created a powerful documentation of his painful descent into dementia as a way to try to better understand his condition.

Researchers discover an epigenetic lesion in the hippocampus of Alzheimer’s

The prestigious international journal in neurology Hippocampus publishes an article led by Manel Esteller, Director of Epigenetics and Cancer Biology , Institute of Biomedical Research of Bellvitge (IDIBEL ) , ICREA researcher and Professor of Genetics at the University of Barcelona,with the collaboration of the Institute of Neuropathology IDIBELL led by Isidre Ferrer, demonstrating for the first time the existence of an epigenetic lesion in the hippocampus of the brain of patients with Alzheimer.

" We first started studying 30,000 molecular switches that turn on and off genes in the hippocampal region in the brains of Alzheimer patients in different stages of disease and compared with that of healthy patients of the same age. We note that dusp22 gene switch off (methylated) as the disease advances" explained Manel Esteller, director of the study.

"But more importantly" continues "was the discovery that this gene regulates tau protein. Perhaps therefore the accumulation of tau protein produced in the brain of patients with Alzheimer results from dusp22 epigenetic inactivation " .

Caption: In pink is the location and structure of the brain hippocampus, the region where the epigenetic lesion was found in Alzheimer’s patients. Credit: IDIBELL

Die Hanging At...

…21:45

Rolling in freed ecstasy, gasping, surrounded by hybrid druggies,
I would die for fizzing horrorshows of alluring and vulgar dignities,
[please clap]
get fucked for the vast dosages of cowards and the paralyzed,
dumb sheeps among clever pigs of the hollows’ many farms!

I see ominous skies rising atop of my lungs, exposed realms,
enigma nakedness, they’re showing clouds of modern curves,
[please drool]
beautiful women swirling in monotones, sensually diluted Jens
with eyes like fire, hair smudging hues of sexes— God I loved freaks.

Transformations are taking tolls, screw me good and harder, better,
hang me with despairs’ morbid avoirdupoises, stab my back bones,
[please break]
rape me in the dead ends, cul-de-sacs, cut my throats in the air,
spare my eyes for comedies, erase traces of my comical tragedies!

Moments longed, I’m tasting lasted lives of hatreds and nuisances,
inconspicuous darknesses in gutters, monsters speakin’ in tongues—
[please explain]
Fuck the touches igniting cerebral erections in vibrated dementias,
I’m fucking talking to lost sights of you behind androgynous curtains!

It ain’t fun, buzzing and buzzes, running and waving, rolling in sweats,
fools fooling fools in hoodlums revolutions, and about resurgences?
No longer things— [please stop]
Weeping voices inside my head, weeping voices inside my head,
weeping voices inside my head: “I see ominous skies rising atop”!

And I’m so slick, just so sick I’m showing tricks for chicks of times,
current ladies bow to regular Johns as I lay dying of laughters—
[please alert]
Ablaze illusions of forgotten hungers, my stomach crawls, it glides,
myopic views vow to keeping secrets of these ignorances of mine.

Feed my sultry me.

Rolling in freed ecstasy, breathed, surrounded by hybrid druggies,
I would die for fizzing horrorshows of vulgar dignities, so allure me,
[please kill]
so get fucked for the vast dosages of saviours and the broken,
please, dumb sheeps among clever pigs of the hollows’ many minds.

- The Conquistador

Watch on wildanchor.tumblr.com

Go Seth!

"Americans whisper the word Alzheimers because their government whispers the word Alzheimers… I look forward to the day my charity is no longer necessary and I can return to being the self-involved man-child I’m supposed to be."

Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video