Io e mia sorella.

Voglio raccontarvi una storia, ve la racconto con le lacrime quasi agli occhi. Dico quasi perchè sto cercando la forza di non farle uscire, ancora una volta.

Ho sempre passato la mia infanzia isolato da tutti, nessun amico, nessuno che volesse passare anche solo un’istante con me. Posso solo dirvi che ciò che non riuscivo a trovare nel mondo umano, riuscivo stranamente a trovarlo nel mondo animale.

Voglio raccontarvi un piccolissimo pezzo di una storia. La mia.

Iniziò tutto da una telefonata, ad un numero privato. Dovevano far adottare un dalmata, una femmina, di nome Peggy ( Adoro ancora quel nome )

Chiamammo per sapere i dati generali… Dimenticarono di dirmi solo una cosa, dimenticarono di dirmi che mi avrebbe cambiato completamente la vita.

Tornai da scuola il giorno seguente, e lei era li. In cucina, che mi fissava, con i suoi dolci e splendidi. Si avvicinò a me, e mi annusò la mano, e in quell’istante in quel singolo istante la guardai negli occhi e vidi tutto quello che sarebbe successo.

Quel cane, divenne la mia migliore amica, anzi che dico. Mia sorella.

Ha vissuto con me i momenti più importanti della vita, quando nessun’altro era li con me. Avevo lei. Solo lei.

Mio padre,il 1 gennaio del 2006 la smarrì, e non la ritrovammo più. Fu un colpo troppo duro da sopportare, persino per me.

Portata via, per sempre, e mai ritrovata. Mai più abbracciata, non ho mai più potuto tenerla stretta a me mentre scodinzolava dalla felicità nel vedermi, non ho mai più potuto dirle ” Peggy, mia adorata peggy. “

MI manca ogni giorno, ogni singolo istante.

La mia fidanzata, ne è testimone come ogni singola persona che mi conosce. Quel cane, quel dalmata. Mi ha cambiato la vita.

Grazie, Mia adorata Peggy.

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Un gioco perverso quel trabordare di noi, che inesorabilmente colando bagna i nostri corpi
adoro questo meccanismo contorto, mi avvolge e mi sostiene…

è dolce lasciarsi andare.

Io sono tutto ciò che avete sempre desiderato e non osate chiedere
sono il sentimento di smarrimento dell’estasi che riposa nascosto nella foresta dei luoghi comuni
cercatemi se avete coraggio

ma cercatemi lontano, e quando vi sarete persi, solo allora avrete guadagnato il diritto alla felicità

ma forse, sono già tra voi…

Non sono partito quest’estate per la prima volta dopo 3 anni e, nell’ordine:

  • Ho trovato un lavoro che,anche se solo per tre mesi, potrebbe essere l’inizio di un nuovo percorso
  • Allo stesso tempo, pure se il percorso che partirà da ottobre dovrebbe andare male, a settembre andrò a fare il colloquio orale per un altro progetto che potrebbe darmi interessanti opportunità
  • Sto seguendo live con la famiglia Subsonica l’evolversi e le voci che escono riguardo il loro settimo album
  • Sto ugualmente perdendo peso.
  • Riavrò presto la mia adorata Ford Ka.
  • Il mio cuore è tornato a battere, e anzi ogni giorno batte sempre di più.

A saperlo prima che l’estate poteva anche essere così (nonostante non abbia avuto la possibilità nè di andare al mare nè di andare quantomeno in piscina) mica partivo nei scorsi tre anni. 

22 luglio 1997 Mia adorata Catherine,
mi manchi, amore, come sempre, ma oggi é più dura del solito, perché il mare ha cantato per me, e la canzone era quella della nostra vita insieme. Mi sembra di averti accanto, mentre scrivo questa lettera e sento il profumo dei fiori di campo che mi hanno sempre ricordato te. Ma ora queste cose mi lasciano indifferente. Le tue visite si sono diradate, e a volte ho la sensazione che la parte più importante di me stia scivolando lentamente via.
Eppure mi sforzo. Di notte, quando sono solo, ti chiamo, e tutte le volte che il mio dolore giunge al culmine, riesci ancora a trovare il modo per tornare da me. Ieri notte ti ho vista in sogno, sul molo molo vicino a Wrightsville Beach. Il vento ti soffiava tra i capelli e nei tuoi occhi c’era ancora il bagliore del sole al tramonto. Resto colpito vedendoti lì, appoggiata alla balaustra.
Come sei bella, di una bellezza che non ho mai trovato in nessun’altra donna. Lentamente m’incammino verso di te e quando alla fine ti volti e guardi, mi accorgo che anche gli altri ti stanno osservando. « la conosci?» sussurrano invidiosi, e mentre mi sorridi, rispondo con la pura verità «più del mio cuore» Ti raggiungo e ti prendo fra le braccia. Anelo a questo momento più di qualsiasi altro. É ciò per cui vivo, e quando tu rispondi al mio abbraccio mi abbandono a questo momento, finalmente di nuovo in pace.
Sollevo la mano e ti sfioro la guancia, e tu pieghi la testa e chiudi gli occhi. Le mie mani sono ruvida sulla tua pelle morbida, e per un attimo mi chiedo se ti tirerai indietro, ma so che non sarà così. Non lo hai mai fatto, ed é in momenti come questi che capisco lo scopo della mia vita.
Io sono qui per amarti, per stringerti fra le braccia, per proteggerti. Sono qui per imparare da te e ricevere in cambio il tuo amore. Sono qui perché non c’è nessun altro luogo in cui vorrei essere.
Ma poi, come al solito, mentre siamo vicini incomincia a levarsi la nebbia. Dapprima é una bruma lontana, che sale dall’orizzonte, e io sono sempre più impaurito a mano a mano che si avvcina. Si insinua lentamente, avvolgendo il mondo intorno a noi, accerchiandoci come per impedirci di fuggire. Come una nube, inghiotte tutto, si fa più vicina, finché non resta null’altro all’infuori di noi due.
Sento un nodo alla gola e gli occhi mi si riempiono di lacrime, perché so che per te é venuto il momento di andare. Lo sguardo che mi lanci in quest’istante mi perseguita. Sento la tua tristezza e la mia solitudine, e il dolore nel mio cuore, che si é calmato solo per poco, si fa più forte quando mi lasci. Poi apri le braccia e indietreggi nella nebbia, perché quello é il tuo posto, non il mio. Vorrei seguirti, ma mi rispondi scuotendo la testa, perché sappiamo entrambi che é impossibile.
E con il cuore a pezzi rimango a guardarti mentre sparisci piano piano. Cerco disperatamente di ricordare ogni particolare di questo momento, ogni particolare di te. Ma presto, sempre troppo presto, la tua immagine svanisce e la nebbia ritorna da dove é venuta, e io resto solo sul molo e non m’importa di ciò che pensano gli altri mentre chino la testa e piango, piango, piango.
Garret.

"Mia adorata Allie, non sono riuscito a dormire questa notte perché so che tra noi è finita. L’amarezza è passata, perché so che quello che c’è tra noi è autentico. E se un giorno, in qualche posto lontano nella nostra nuova vita ci rivedremo, io ti stringerò con gioia e ricorderò quest’estate trascorsa sotto gli alberi, a imparare l’uno dell’altra e a far crescere il nostro amore. L’amore più bello è quello che risveglia l’anima, e che ci fa desiderare di arrivare più in alto; è quello che incendia il nostro cuore e porta la pace nella nostra mente. Questo è quello che tu mi hai dato. Ed è quello che speravo di darti per sempre. Ti amo. Arrivederci, Noah."

La piccola soldatessa.


C’era una volta una piccola soldatessa,
nacque in una famiglia ne povera ne ricca,con dei genitori che si amavano molto e che l’avevano desiderata con tutto il loro cuore. Un giorno la piccola soldatessa dovette andare all’asilo,per lei era tutto nuovo,non era mai stata in mezzo a tanti bambini,alla piccola soldatessa non piaceva tutta quella gente e tendeva ad isolarsi. Le piaceva stare sola,la piccola soldatessa quando tornava a casa giocava con la sua adorata mamma,insieme guardavano anche le videocassette,la mamma gliene comprava tante. La mamma raccontava tante belle storielle alla piccola soldatessa,e alla piccola soldatessa piaceva tanto ascoltarle. Un giorno la piccola soldatessa sentìì la sua mamma e il suo papà litigare,ma era troppo piccola per capire cosa stesse succedendo,si spaventò tanto però. La piccola soldatessa guardava la mamma piangere e non riusciva a capire perchè. Un’altro bel giorno la piccola soldatessa dovette stare un mese con la zia perchè la mamma era in ospedale per regalarle un fratellino,la piccola soldatessa era un pò gelosa,ma le piaceva stare dalla zia. Quando la piccola soldatessa tornò a casa vide quel piccolo bambino,alla piccola soldatessa piaceva molto giocare con lui. La piccola soldatessa andava ancora all’asilo e quando tutti si fermavano vicino al passeggino per ammirare il suo fratellino non ne era affatto disturbata,ansi ne era fiera,perchè lei era la sorella maggiore e si sarebbe presa cura di suo fratello. Un giorno La piccola soldatessa e il suo fratellino che ormai era al 1 anno di asilo sentirono i genitori litigare e anche picchiarsi,erano terrorizzati e piangevano,non gli piaceva ciò che vedevano. La piccola soldatessa sentìì di dover proteggere il suo piccolo fratello e così lo fece giocare per distrarlo. Tutti i giorni la Piccola soldatessa e il suo fratellino sentivano mamma e papà litigare e un giorno La piccola soldatessa disse alla mamma: “Mamma,promettimi che non lo lascerai mai papino anche se a volte è cattivo”.
" Te lo prometto" disse la mamma.
La piccola soldatessa aveva solo 5 anni ma ora iniziava a capire..
La piccola soldatessa ben presto dovette andare alle elementari e non le piaceva affatto questo. Li non era più lei ad evitare gli altri,ma gli altri ad evitare lei,non capiva perchè. Era molto bella e intelligente e forse era per quello che tutti la evitavano,per gelosia,ma infondo lei nemmeno sapeva cos’era la gelosia o la cattiveria. La piccola soldatessa si sentiva sola e non le piaceva più così tanto.. quando tornava a casa era felice di poter giocare con il suo fratellino,anche se litigavano lei gli voleva bene. Quando il papà tornava a casa portava sempre un regalino alla Piccola e a lei piaceva. La mamma della piccola soldatessa era incinta di nuovo,La piccola soldatessa era felice. Quando la mamma tornò a casa con un altra piccola soldatessa,lei e il suo fratellino erano felici. Avevano un’altra persona con cui giocare. I 3 insieme si divertivano fin quando l’altra piccola soldatessa all’età di 2 anni stette male,stava per morire,La piccola soldatessa che ormai aveva 11 anni era preoccupata,non voleva che la sua sorellina morisse. Martina e la mamma andarono in ospedale e tornarono solo dopo mesi. Nel frattempo la Piccola Soldatessa andava in 1 media e la odiava quella scuola e quelle persone la prendevano in giro e le dicevano che era brutta,lei non aveva mai pensato queste cose di se stessa,ansi credeva di essere bella,ma si dovette ricredere si guardò lo allo specchio e non si piaceva più. Mentre la sua piccola sorellina combatteva in ospedale lei combatteva per se stessa. Ma man mano che cresceva si odiava sempre di più,ma una cosa buona accadde, l’altra piccola soldatessa era guarita ma doveva fare tante terapie,la mamma era triste e sveniva per strada,sveniva sempre e non stava mai bene. La Piccola Soldatessa era infelice,aveva ormai 14 anni e non vedeva l’ora che le scuole medie finissero. Ma anche li una cosa bella accade incontrò la sua attuale migliore amica,lei la capiva e non l’aveva mai presa in giro ne offesa come facevano gli altri. Nessuno voleva stare con la Piccola Soldatessa tranne lei. La Piccola Soldatessa divenne sempre più triste e incominciò ad odiare se stessa e la sua vita e quando il padre perse il lavoro,andò molto peggio. I litigi tra lui e sua madre divennero interminabili e sempre più frequenti,la mamma si sfogava con lei sempre,e la Piccola Soldatessa accumulava tante cose. La Piccola Soldatessa crebbe, adesso ha quasi 18 anni si porta dietro tutte le paure e le brutte storie le raccontava la madre,adesso quella soldatessa non ha più la forza di vincere le sue guerre,la Piccola Soldatessa è crollata dietro tutte le sue fobie. Adesso la Piccola Soldatessa vorrebbe essere forte come quando difendeva il suo fratellino,ma adesso lei ha ceduto,si chiude in casa perchè ha paura e si odia,non vuole uscire e andare a scuola è un incubo. La Piccola Soldatessa sperava di salvare se stessa da sola,ma non c’è riuscita e adesso sta annegando in un mare di paure. La Piccola Soldatessa però vuole diventare una scrittrice e non vuole abbandonare i suoi sogni anche se le sue paure la uccidono giorno dopo giorno,pensa che forse un giorno le sconfiggerà ma nel frattempo si rintana nel suo mondo con tante altre Piccole Soldatesse.
PS:La storia non è inventata.

ieri sono andata a trovare i miei. mi sono portata un pò di lavoro da fare ma non avrei mai pensato di ottenere un team fantastico!!! grazie Adorata famiglia!!!

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