anonymous said:

Se me ne andassi per sempre qualcuno sentirebbe la mia mancanza?

C’è sempre qualcuno che sente la nostra mancanza, sempre, anche se molto spesso non ce ne accorgiamo perché siamo impegnati ad accorgerci di altro.
Quindi sì.

La verità è che sappiamo abituarci così bene alle condizioni che ci vengono imposte, e siamo così abituati ad abituarci che nemmeno c’accorgiamo che di scelte ne abbiamo due.
—  Cestatounperiodoincuieroamore
Pensieri leggeri.

Sono sere, queste, in cui ci si rende conto di quante cose belle ci sono attorno a noi ma non ce ne accorgiamo.
Mi venne in mente quella volta in cui eravamo tutte e quattro sedute, una accanto all’altra, sui gradoni a mangiarci un gelato gigante in silenzio. Non so se fosse per fame o per stanchezza o per entrambe le cose, ma di fronte a noi, l’unica cosa che valeva la pena ammirare era il mare. Era un mare al tramonto, con i fari in lontananza che si accendevano e si spegnevano. C’era qualche barchetta che stava andando al largo e un paio di pescatori che si sistemavano alla meglio per la notte. Quanto era bello il mare, pensai tra me, e del gelato non mi ricordo nemmeno quali gusti avessi preso. Era una di quelle sere d’agosto che anziché essere afose erano fresche e umide a tal punto da provocarti leggeri brividini di freddo e i capelli sapevano di sale e acqua. Qualcuno era ancora rimasto in spiaggia per un ultimo bagno, altri stavano raccogliendo i borsoni e i teli da spiaggia e altri ancora stavano mettendosi in spalla l’ombrellone. Non dicevamo una parola, nemmeno una.
Per certe malinconie non c’è spazio alla parola.

Tumblr.

Vorrei solo dirvi che è stupendo il modo in cui ognuno di noi reblogga.
Ognuno di noi clicca un cuoricino.
È stupendo, sapete perché? Perché questi piccoli gesti fanno capire che ci sono altre persone che capiscono ciò che scrivi, capiscono ogni tuo stato d’animo.Capiscono ogni tuo pensiero, così da non essere il solito social network, ma da creare qualcosa di più.
Certe volte leggo i tumblr delle altre persone..vorrei conoscere tutte queste persone, tutte quelle che sono persone di cui non ci accorgiamo..vi vorrei conoscere tutti,perché ognuno di voi è ricco dentro.Ed io trovo poche persone così, perché alla fine in questo mondo noi siamo in pochi.

-miperdotraimieisogni

Scrivere è un po' come la vita.

Quando si scrive non si sa mai da dove iniziare, le idee si  accumulano una dopo l’altra nella tua testa e anche mettere nero su bianco due parole di senso compiuto diventa difficile. Scrivere è un po’ come la vita. Potrà sembrare un paragone un po’ strano e azzardato, ma pensandoci è proprio così. La vita è fatta di alti e bassi, e così è anche per uno scrittore che è in cerca d’ispirazione per scrivere un romanzo o quant’altro. Noi non sappiamo mai quando davvero stiamo iniziando a vivere, un po’ come lo scrivere: possiamo dar vita a periodi di senso compiuto ma poi ci accorgiamo che non è coerente, o che è tutto sbagliato, e finiamo per cancellare tutto. L’unica differenza è che nella vita un errore non lo si può cancellare, non c’è nessun tasto del replay, nessuna gomma e nessun correttore, ci sei solo tu. Nella vita però noi non facciamo altro che accumulare sbagli, come le idee di uno scrittore. E mano a mano che si accumulano tutto diventa più difficile.  Forse sarà un po’ blasfemo paragonare uno sbaglio a un’idea, ma se si prendono in considerazione alcuni tratti, possiamo notare che anche due concetti talmente differenti possono trovare dei punti in comune. Gli sbagli ci cambiano irreparabilmente, cambiando di conseguenza anche la nostra vita; le idee sono molte, ma se si prende in considerazione quella sbagliata il romanzo potrebbe ricevere molte critiche negative. Però una cosa da sottolineare c’è, fra tutte le idee che uno scrittore può avere, ha la possibilità di scegliere quella giusta, mentre per quel che riguarda gli errori, non possiamo scegliere quando e come sbagliare, spesso ci accorgiamo dei nostri errori quando ormai è troppo tardi. Con gli sbagli che mano a mano si accumulano nella tua vita, andare avanti diventa difficile, anche con l’accumularsi delle idee. Più sbagli facciamo, più la nostra vita è compromessa da essi; più idee uno scrittore ha, più difficile diventa la stesura di un volume. È l’inizio che preoccupa ogni scrittore, non si sa mai come fare. È l’inizio che ci insegna a vivere, ma non si sa mai qual è il confine fra il vivere e il sopravvivere. Una frase sbagliata e tutto prende un altro significato, un passo falso e ti ritrovi alla deriva. Si tratta di piccole cose, una parola può cambiare tutto, uno sbaglio può essere fatale. Ma se non si rischia, non si avrà mai un risultato. Chi non rischia, non imparerà mai a vivere. Chi non rischia non potrà mai portare a termine il romanzo della sua vita.

che la gelosia rovina i rapporti è risaputo e che l’egoismo fa lo stesso lo sappiamo tutti, ma a volte non è colpa né della gelosia né dell’egoismo, a volte è solo il destino di due povere anime che prima sembravano tanto unite e che poi son risultate più separate che mai.

e con questo prologo dico che tutto passa, tutto finisce, tutto se ne va prima o poi, e noi non possiamo far niente se non accettare che stiamo guardando la vita come i bambini guardano le montagne russe al luna park, desiderosi di salirci ma troppo giovani per quelle acrobazie. ad un certo punto ci accorgiamo che è giunta l’ora di prendere le redini della nostra vita e di cavalcare il nostro roller coaster preferito. ad un certo punto bisogna iniziare di nuovo a vivere, più vogliosi di avventure di prima.

finisco col dire che il passato non si dimentica: possiamo solo abituarci all’assenza di determinate cose o persone, ma non possiamo esserne indifferenti.
noi siamo persone ed abbiamo - sfortunatamente - la capacità di pensare. facciamone buon uso.

~Mi chiedo perché tante volte amiamo la persona che più ci ferisce, che più ci delude, che ci lascia da soli. Ma siamo ciechi ormai, non ci accorgiamo delle persone che invece ci vogliono così tanto bene che darebbero qualsiasi cosa per noi.~
Pensavo ai bambini, dolci quando vogliono loro, fastidiosi quando vogliono loro, in effetti siamo un po’ tutti bambini, dolci quando ne abbiamo bisogno; quando abbiamo bisogno di qualcuno, di qualcosa o forse già lo possediamo ma magari non ce ne accorgiamo nemmeno o magari quando siamo contenti, il punto è che, finita la favola torni all’inferno, godetevi le vostre favole.
—  sarskybastianic
Vivere con un disturbo alimentare.

E’ un argomento che affronto poco spesso, qualcosa che tendo ad escludere dalle conversazioni, anche dalle più intime.
Non me ne vergogno, ne ho solo una paura tremenda, che si moltiplica a ogni ora.
Un disturbo alimentare non lo vivi, ma ci convivi.
L’anoressia, o la bulimia che sia, diventa la tua migliore amica. L’unica persona (sì, in qualche modo la malattia si personifica, è forte e resistente come se avesse carne, ossa, un’anima) che conta per te in quel momento, l’unica che, a quanto pare, non ti abbandonerà mai.
L’anima dell’anoressia è la tua, che ti viene risucchiata a ogni pasto saltato e a ogni caloria bruciata facendo esercizio fisico.
Nel convivere assieme a un disturbo alimentare la perenne sensazione di insoddisfazione e angoscia è nascosta da un velo di costante euforia.
Il controllo, vogliamo il controllo e siamo dannatamente convinte di averlo. Spesso è troppo tardi quando ci accorgiamo che ciò che crediamo di controllare, in realtà è ciò che controlla noi. E ci siamo già dentro fino al collo.
"Mangia", "Riposati", "Sei sciupata".
Ci sembrano prese in giro, non funzionano, ci vuole qualcosa di più. Potremmo benissimo mangiare come maiali, poltrire tutto il giorno, e non essere ancora guarite.

Adesso, io sto parlando da ex anoressica e spero presto ex bulimica.
E’ difficile dichiararsi “ex anoressiche” quando semplicemente si è passate da un disturbo all’altro. 
Io sto provando a guarire, sto provando a riscattarmi, a riprendermi gli anni che la malattia mi ha rubato, a pensare come farebbe una persona normale, a non cogliere ogni scusa possibile per non mangiare o per fare più esercizio fisico.
Ci sto provando e purtroppo ancora oggi talvolta non riesco, ancora oggi il cibo è la prima cosa su cui scarico stress e tensioni o delusioni.
Io non so se qualcuno tra i miei 600 followers e più soffra di disturbi alimentari, spero di no ma so che questa è una speranza vana, perché l’anoressia ha causato un’epidemia quasi fosse un virus, ma se c’è qualcuno tra questi che abbia mai pensato di saltare un pasto, di vomitare, di correre fino a svenire, be’, che sappia che il mio Askbox è sempre aperto. Non m’importa se siete anonimi o meno, vorrei solo essere d’aiuto, per quanto mi è possibile.
Io ci sto provando. E so che ne varrà la pena.

Talenti nascosti

Stasera stavo ascoltando alcuni amici parlare tra di loro, nel mentre pensavo: quanto talento si nasconde in mezzo a noi?

Non mi limito al discorso della serie “ognuno ha delle qualità uniche”, intendo dire che anche dietro al viso meno credibile si può trovare una sorprendente creatività.

Siamo intasati giorno dopo giorno da modelli che ci impongono l’apparire come scelta di vita e non ci accorgiamo di tutta la sostanza che ci circonda! Gente che scrive musica e non l’ha mai studiata, chi disegna meglio di Leonardo e che si è fatta da sola, chi impara a suonare la chitarra da autodidatta…

Le domande sorgono spontanee: quanto talento non viene valorizzato? Quanto non viene incentivato? Quanto viene gettato via, sprecato? Perché un artista non può vivere con la sua passione ma è costretto a fare altri lavori? Perché in un momento di crisi come questo l’arte è reputata un bene superfluo?

lamoresaattendere said:

Attenzione attenzione tumblr è pericoloso. Ho finalmente capito che dopo un certo periodo passato qui è assolutamente infettivo. Il primo sintomo è che si comincia a parlare in pubblico di Unicorni fatati. Tumblr passa messaggi subliminali e noi non ce ne accorgiamo fino a che non è troppo tardi.

😂😂😂😂
Grazie per l’avviso Anto, ma penso che non parlerò mai di unicorni perché proprio non li sopporto! Ahahaha🙌🐣

Vola il tempo, lo sai che vola e va, forse non ce ne accorgiamo, ma più ancora del tempo che non ha età, siamo noi che ce ne andiamo.
—  Fabrizio De Andrè
Text
Photo
Quote
Link
Chat
Audio
Video