sogno 143

sognato di trovarmi in un luogo sconosciuto.

Nello specifico, all’aperto, in campagna, dove alloggiava un accampamento. Mi introduceva alla visita una voce fuori campo, che presentava la circostanza come: Scuola Holden mobile e itinerante.

Man mano che la voce narrava, potevo osservare, in primo piano, la tenda presentata e stazionato, al suo interno, uno scrittore più o meno noto alla mia memoria. In lontananza, uno dei fondatori della scuola, Alessandro Baricco.

Capitava poco dopo che mi venisse incontro F.T., vecchio compagno di liceo, famoso all’epoca  per doti narrative e di scrittura. A fianco a lui, la moglie di Alessandro Baricco, la quale mi spiegava, in modo molto affabile e cortese, il perché di quella circostanza e l’incipiente necessità di F.T. di collezionare un punto a suo vantaggio, al fine di assicurarsi il passaggio al gradino successivo. 

A quel punto, rispondevo con gentilezza che mi sarei presa cura di donargli il mio voto, se questo lo avesse aiutato a proseguire nel suo percorso.

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Sull’argine in mezzo al fango: sgomberato accampamento di nomadi – Mattino Padova

Sull’argine in mezzo al fango: sgomberato accampamento di nomadiMattino PadovaSull’argine in mezzo al fango: sgomberato accampamento di nomadi. Sull’argine del Brenta a Vigonza intervento di carabinieri, vigili e operatori dell’Etra. Smantellato un accampamento utilizzato da alcune famiglie di stranieri. argine · sgomberi …
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Vivere accampati al centro di Milano

Milano, 26 Ottobre – Un problema annoso che colpisce praticamente tutte le grandi città nel mondo, e Milano non fa certamente eccezione, è il degrado di alcune zone periferiche. Molto raramente, invece, il degrado coinvolge il centro. Ma questa è la realtà di Via Marina a Milano. Una via centralissima, una traversa della più famosa Via Senato a due passi da Piazza San Babila e le strade del quadrilatero della moda. A metà di questa via ci si può imbattere in una storia di ordinaria disperazione. All’interno di un piccolo spazio verde una coppia e due uomini stranieri (dall’accento e dalle caratteristiche fisiche dell’est; a mia esplicita domanda non hanno, però, voluto indicare la loro provenienza) da alcuni mesi si sono accampati con due tende di quelle solitamente utilizzate dai ragazzi per le feste notturne in spiaggia. Se ci si avvicina ci si rende subito conto della situazione di estrema povertà e miseria e della mancanza delle benché minime condizioni igienico sanitarie in cui vivono. E’ gente che vive un dramma, comprensibilmente restia a parlare con gli sconosciuti, ma se si chiede loro che cosa vogliono che i cittadini milanesi sappiano della loro vicenda non esitano a rispondere con una richiesta accorata di aiuto. Ci dicono che ci sono alcune associazioni come la Caritas e la Croce Rossa che li aiutano tramite l’impegno di numerosi volontari che ogni notte a mezzanotte portano loro un tè caldo e dei biscotti. Loro ovviamente sono grati e apprezzano questi gesti ma sottolineano che non è sufficiente, hanno bisogno di tutto, soprattutto di mettere insieme il pranzo con la cena. E quando vengono sfiorati dal pensiero che sta per arrivare l’inverno dai loro occhi traspare un autentico terrore.

Sono venuti qui, ci dicono, perché immaginavano di trovare un mondo migliore in cui avrebbero avuto maggiori opportunità di lavoro, ma si sono ritrovati a vivere in condizioni peggiori di quelle alle quali erano abituati nel loro paese d’origine. Sono venuti qui anche perché nel loro paese d’origine si era sparsa la voce che qui a Milano anche se non fossero riusciti a produrre un reddito sarebbero stati assistiti dalle istituzioni e invece vivono nell’abbandono più totale da parte di quest’ultime. Questa testimonianza ci induce a fare delle riflessioni alla luce anche del dibattito che proprio in questi giorni sta avendo luogo in parlamento e in molti dei maggiori talk show televisivi che si occupano di politica su eventuali modifiche da apporre alla legge Bossi – Fini che attualmente regola la materia dell’immigrazione.

Molti, soprattutto da sinistra, si esprimono per l’abolizione del reato di clandestinità introdotto dalla legge. Incorrono in questo reato tutti coloro che entrano in Italia senza regolare permesso di soggiorno, al di fuori delle quote lavorative previste dalla legge. Ci chiediamo se la sua abolizione, in un periodo di grave crisi, in cui il sistema economico italiano ha delle oggettive difficoltà ad assorbire nuova forza lavoro, non possa moltiplicare situazioni di stranieri costretti ad affrontare condizioni di vita analoghe a quella precedentemente descritta. Questo un paese civile come l’Italia non potrebbe permetterselo, perché quelle condizioni di vita sono disumane.

Anacleto Camarda

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Nuovo accampamento rom con baracche in via Boffalora – MilanoToday

MilanoToday Nuovo accampamento rom con baracche in via BoffaloraMilanoTodaySegnalato un nuovo campo rom abusivo in via Boffalora, all’estrema periferia sud della città, all’angolo con via Danusso. Secondo quanto riferiscono i cittadini (voci raccolte dal consigliere leghista Max Bastoni), le baracche sarebbero sei e sarebbero …
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Scendere in spiaggia con me, o meglio dopo di me, significa trovare un accampamento.
Ma non per il casino, quanto per il fatto che ho la mania del campeggio.
E quindi mi ritrovo con M. che, quando arriva, mi abbraccia e mi dice: “Ehi, piccola, che cavolo hai combinato qui?”.
Poi mi regge il gioco e, strizzandomi l’occhio, fa lo stesso con le sue cose.

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Sgomberato accampamento di rom a Ponte di Brenta – Mattino Padova

Sgomberato accampamento di rom a Ponte di BrentaMattino PadovaSono stati fermati tredici cittadini romeni rom, nove uomini e quattro donne, tutti maggiori degli anni diciotto ed accompagnati presso gli uffici di via Liberi dove sono stati identificati e deferiti all’autorità giudiziaria per invasione ed …
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Dieci anni senza Enzo Baldoni: farsi guidare dalla "panza"

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Dieci anni fa, era il 26 agosto 2004, veniva ucciso da un gruppo di guerriglieri islamici il pubblicitario milanese Enzo Baldoni, in Iraq come giornalista freelance per il settimanale Diario. 

Dare retta al proprio istinto è una di quelle cose più pericolose, ma che alla fine portano il maggior risultato. Enzo Baldoni lo chiamava farsi guidare dalla “panza”.

La sua “panza” lo ha guidato (e, forse, anche salvato) la prima volta che è stato in Colombia, nell’estate del 2001. In sette settimane di «casi e coincidenze», incontra cantanti d’opera, femminielli e tossicodipendenti a Bogotà . Abbandona la capitale per un accampamento della Farc nella selva colombiana. Conosce guerrigliere e comandanti, contadini e tassisti, descrive, appunta, fotografa, senza mai abbandonare quello sguardo divertito, curioso e partecipe che rendeva così speciali i suoi reportage. Questo è un brano tratto dal libro “Piombo e tenerezza” ripubblicato da “Diario” nella primavera del 2005.


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Piove. Giornata così così, nulla di nuovo. Avevo un invito a cena fuori, ma ho declinato. Sono tornato presto in albergo, mi sono sdraiato sul letto, mi sono visto un po’ di televisione, grato al Dio che ha inventato la pigrizia, e la libertà di scegliere.
Poi, verso le otto, sono salito al piano superiore, al Mirador, il piccolo ristorante che domina i tetti e le chiese della Candelaria.
Il Mirador (al contrario della Scala, il ristorante nel patio, che è specializzato in cucina mediterranea) prepara piatti tipici sudamericani, e colombiani in particolare.
Scelgo a caso: ordino il puchero, ha un nome che mi piace.
Arriva il sogno della mia vita: riso bianco, una montagna di verdure bollite di cui, a parte la patata, non so nemmeno lontanamente il nome e, nascosti sotto le verdure, una coscia di pollo lesso e due bei pezzi di manzo. A parte, una scodella di caldo: il brodo.
Ordino un bicchiere di vino tinto, ci sta troppo dentro. Mangio lentamente, con grande goduria. Finisco con una coppa di guayaba, guarnito di pezzettini di formaggio fresco.
Dopo cena, di ottimo umore, vado nella sala de la chimenea, il salone con camino al primo piano da cui si vedono tutti e due i patio dell’albergo (sono due vecchissime case coloniali unite insieme) e mi siedo con un buon libro (La vergine dei sicari, un libro di un cinismo assoluto sui giovanissimi sicari di Medellín). Arriva la premurosa ama de llaves, la governante, chiama Horacio, gli chiede di accendere «un fuego por el señor Baldoni».
Horacio è il Maggiordomo Che Tutti Vorremmo Avere, ha il giusto equilibrio tra confidenza e discrezione, è un discreto sommelier e, siccome mi vede sempre solo, tende a coccolarmi. Quando ha finito di accendere il fuoco mi fa:
«Señor Baldoni, si usted me permite…».
«Si, Horacio ?»
«Hay casi todo: el fuego, el libro, una situación muy agradable… falta solo un traguito ( manca solo un bicchierino )…»
«E vada per il traguito.»
«Si, señor. ¿ Ron ?»
«Ron, Horacio.»
Fuori piove, l’eterno autunno bogotano. Mi godo il fuoco acceso, il ron, il pasto, il libro, la musica classica che filtra tenue dalla pareti pannellate di quercia. Il libro è bello, avvincente, affilato.
Su, riconosciamolo. Potrebbe andar peggio.
Watch on mariastellawikigoni.tumblr.com

Attraverso la caligine

Il video si apre con Jepsen appoggiata alla sua automobile, una Fiat 500, ai piedi un appartamento mentre aspetta che i suoi amici scendano, per poi salire a bordo dell’auto e farsi strada attraverso la caligine di New York. Il video alterna scene di Carly Rae Jepsen e Adam Young alla guida delle rispettive macchine con due gruppi di amici, mentre si allontanano dalla metropoli. I due gruppi si incontrano di fronte ad una foresteria nel mezzo dei boschi, pronti per passare assieme un fine settimana all’aria aperta. Durante la strofa di Carly Rae Jepsen si vede la cantante canadese camminare lungo un sentiero nella foresta, a cui sono alternate scene del resto della comitiva in passeggiata verso un accampamento. Durante il ritornello Young viene ripreso con un laghetto sullo sfondo. Quando cala la notte il gruppo canta e balla attorno ad un falò.

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«I nomadi lasciano sporcizia», ecomobile anti accampamento – Nuova Venezia

«I nomadi lasciano sporcizia», ecomobile anti accampamentoNuova VeneziaAl posto degli accampamenti dei nomadi nell’area parcheggio di via Bottenigo a Catene di Marghera sarà collocato l’ecomobile entro novembre, con tanto di cartelli di divieto di sosta che saranno fatti rispettare dai vigili urbani. Le lamentele per l … altro »
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