a.schopenhauer

That human life must be some kind
of mistake is sufficiently proved by
the simple observation that man is a
compound of needs which are hard to
satisfy; that their satisfaction achieves
nothing but a painless condition in
which he is only given over to
boredom; and that boredom is a direct
proof that existence is in itself
valueless, for boredom is nothing
other than the sensation of the
emptiness of existence. We complain
of the darkness in which we live out
our lives; we do not understand the
nature of existence in general; we
especially do not know the relation of
our own self to the rest of existence.
Not only is our life short, our
knowledge is limited entirely to it,
since we can see neither back before
our birth nor out beyond our death, so
that our consciousness is as it were a
lightning-flash momentarily
illuminated by the night….
—  A. Schopenhauer - Essays and Aphorisms
Da cosa deriva tutto questo?
Dalla naturale cattiveria del genere umano. Se questa
non ci fosse, se nel nostro fondo fossimo
leali, in ogni discussione cercheremmo solo
di portare alla luce la verità, senza affatto
preoccuparci se questa risulta conforme all’opinione
presentata in precedenza da noi
o a quella dell’altro: Diventerebbe indifferente
o, per lo meno, sarebbe una cosa del tutto secondaria.
Ma qui sta il punto principale.
L’innata vanità, particolarmente suscettibile
per ciò che riguarda l’intelligenza,
Non vuole accettare che quanto da noi sostenuto
in principio risulti falso, e vero quanto sostiene l’avversario.
Se così fosse, ciascuno non dovrebbe fare altro che cercare di pronunciare soltanto giudizi giusti:
Quindi dovrebbe prima pensare e poi parlare.
Ma nei più, all’innata vanità si accompagna una
loquacità e una slealtà connaturata.
Essi parlano prima di aver pensato, e se anche poi si
accorgono che la loro affermazione è falsa e
hanno torto, deve nondimeno apparire come
se fosse il contrario. L’interesse per la
verità, che nella maggioranza dei casi è stato
l’unico motivo per sostenere la tesi ritenuta
vera, cede ora completamente il passo all’interesse
della vanità: il vero deve apparire falso e il falso vero.
—  Arthur Schopenhauer
L’arte di ottenere ragione.