Elisabetta-I

Film per la scuola #02

Storia - Elisabetta I

-> Elizabeth, The Golden Age, 2007 di Shekhar Kapur con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà.

Utili, dal punto di vista storico, i primi 20 minuti e gli ultimi con l’inizio della guerra contro la Spagna e la vittoria dell’Inghilterra contro l’Invincibile Armata. Alcune scene mostrano Filippo II e le fasi di costruzione della Armata.

"Mentre la processione si snodava per le strade imbandierate, il cerimoniale prevedeva che gli spettatori s’inchinassero e si levassero il cappello al passaggio della lettiga reale, e che si udisse forte il grido «Dio salvi la regina!». Ma pochi di questi saluti si fecero sentire. Al loro posto ci furono risatine soffocate e scoppi d’ilarità, occhiate silenziose e smorfie di disapprovazione o, quando le guardie e gli ufficiali erano fuori portata, insulti e maledizioni. Le donne si davano di gomito e ammiccavano, per indicare i lacci allentati della tunica di satin bianco della sovrana. Notavano l’eleganza della veste, tagliata secondo la moda francese e bordata di ermellino, ma prestavano maggiore attenzione al ventre rigonfio, alla singolare protuberanza sul collo e ai segni della scrofola che, ai loro occhi, sfiguravano la bellezza della regina rendendola mostruosa. I bambini aguzzavano la vista per guardarle le mani, nel tentativo di scorgere il bizzarro sesto dito che, avevano sentito dire dai genitori, era l’inequivocabile marchio delle streghe. […] Attraverso tutto questo la regina Anna passava sfrontata, regale, trionfante. […] Era davvero splendida quel giorno, colorita per l’emozione e con le guance lievemente arrossate dalla fresca aria primaverile. […] Che importava se i suoi sudditi si prendevano gioco di lei? Che importava se la chiamavano concubina, donna di malaffare, «scandalo della cristianità»? Per anni aveva sopportato il loro dileggio. Quel giorno, la processione segnava la sua rivincita.”

- Carolly Erickson, Elisabetta I, la vergine regina.

I grieve and dare not show my discontent,
I love and yet am forced to seem to hate,
I do, yet dare not say I ever meant,
I seem stark mute but inwardly do prate.
I am and not, I freeze and yet am burned,
Since from myself another self I turned.

My care is like my shadow in the sun,
Follows me flying, flies when I pursue it,
Stands and lies by me, doth what I have done.
His too familiar care doth make me rue it.
No means I find to rid him from my breast,
Till by the end of things it be supprest.

Some gentler passion slide into my mind,
For I am soft and made of melting snow;
Or be more cruel, love, and so be kind.
Let me or float or sink, be high or low.
Or let me live with some more sweet content,
Or die and so forget what love ere meant.

—  On Monsieur’s Departure, Elisabeth I
Anna Bolena, un software svela (probabilmente) il suo volto

Anna Bolena, un software svela (probabilmente) il suo volto

Se così fosse, sarebbe una grave beffa per le due rivali nel volubile cuore di Enrico VIII, Anna Bolena e Jane Seymour. Le due dame (la prima delle quali, dopo essere stata causa scatenante dello Scisma della Chiesa anglicana, fu decapitata nel 1536 con le accuse di tradimento, incesto e stregoneria per far posto alla seconda) sarebbero state scambiate l’una per l’altrain un famoso ritratto…

View On WordPress

BIBBIDI-BOBBIDI-BOOYAH: CINDERELLA RELOADED

Diciamo le cose come stanno: se il “pacchetto Cenerentola” non avesse compreso Frozen Fever, Hayley Atwell, Richard Madden e il biglietto omaggio per il compleanno, il film probabilmente non l’avrei mai visto. Ma siccome il “pacchetto Cenerentola” comprendeva tutto quello di cui sopra, al cinema dovevo andarci. Questo pure se: Hayley ha poco più di tre minuti di screentime (potrei o non potrei averli cronometrati), e l’aver tagliato la barba e lisciato i capelli a Richard è un crimine contro l’umanità.

Comunque.

Diretto da Gilderoy Allock, Cenerentola è la storia di Ella (ella ella eh-eh-eh), che, insieme ai suoi genitori Basil Hallward e Peggy Carter, vive un’infanzia felice e spensierata. Poi la madre muore, il padre si risposa con Elisabetta I d’Inghilterra, e infine muore pure lui. Una combo, insomma. Qua c’è una bionda che porta sfiga, e non è Jessica Fletcher. Ella viene bistrattata, insultata, sminuita dalla matrigna e dalle sorellastre, e costretta ai lavori di casa che nemmeno una casalinga di Voghera nei giorni peggiori, vi dico. Poi la ragazza incontra Robb Stark di ritorno dal regno dei morti e, con l’aiuto di Bellatrix Lestrange, riesce infine a coronare il suo sogno d’amore.

Riesce infine a coronare il suo sogno d’amore. Non posso credere di aver scritto una melensaggine del genere. Presto, devo bilanciare l’eccesso di zuccheri nel sangue! Presto! Ammazzerò te, la tua mamma, e tutte le sue amiche di canasta. Ecco, così va meglio.

Cenerentola è un film carino, ma decisamente non va oltre il “carino”. Il problema fondamentale è che non inventa nulla di nuovo, non è una rilettura, è un pedissequo rifacimento. Quindi, ho apprezzato particolarmente solo le scene riguardanti la famiglia di Ella e quelle tra il Kit e il re, le prime perché nel cartone mancano totalmente, le seconde perché nel cartone sono estremamente superficiali (non che queste - chiariamoci - siano chissà quanto introspettive). Per il resto, già il trailer sembrava l’intero film compresso in due minuti, e mi aveva lasciata perplessa fin da subito: qual è il senso di andare a vedere un film su una storia che non solo tutti conoscono, ma che ci avete già fatto vedere in ambito di promozione pubblicitaria?

E non ha aiutato il fatto che abbia visto il film facendo - sia consciamente che inconsciamente - continui confronti con uno dei miei preferiti di sempre, Leggenda di un amore - Cinderella, che è una interessantissima interpretazione della medesima fiaba, e in cui la stessa Cenerentola risulta essere un personaggio molto più interessante, vero e sfaccettato.

Il fatto è che questo, di film, forse per restare fedele alle atmosfere del cartone originale, appare eccessivamente infantile (o, perlomeno, così l’ho percepito). Se la Cenerentola che uso come termine di paragone leggeva i libri di Thomas Moore, istruiva il principe sull’uguaglianza sociale e lo ispirava al punto di fondare un’università dove tutti potessero studiare indipendentemente dal loro ceto, questa si limita a parlare con i suoi amici animali, mostrando loro la stessa gentilezza della sua controparte cartoon.

E anche il principe Kit non è nulla di più di un ragazzo dall’animo gentile, un tantino suggestionabile e predisposto al colpo di fulmine (e dagli occhioni blu come l’oceano, ma questo non c’entra niente).

Dicevo che le scene migliori sono quelle all’inizio, che vedono Ella in compagnia della sua (vera) famiglia. È, infatti, proprio l’infanzia idilliaca trascorsa con i due amorevoli genitori che dà il tono al film, e ciò che rende Cenerentola la persona che è. Gli insegnamenti di sua madre, in particolare, la educano al coraggio e alla gentilezza, due qualità che Ella porterà con sé lungo tutta la pellicola.

Voglio confidarti un segreto, un grande segreto, che ti aiuterà ad affrontare le prove a cui la vita vorrà sottoporti. Prometti di non dimenticarlo. Devi essere gentile, e avere coraggio. Sei molto più gentile tu, così piccola, di quanto lo sia la maggior parte della gente al mondo. Dà un grande potere, più di quanto immagini, e dà magia. Sul serio. Sii gentile, e abbi coraggio, mio tesoro. Promettimelo.

In effetti, credo proprio che la scena con la madre di Ella sul letto di morte sia la più bella ed emozionante di tutto il film (tre minuti di screentime e Hayley ha fatto comunque vedere chi è che comanda). Dovete infatti sapere che io, sotto gli strati di sarcasmo (che nascondono a loro volta altri strati di sarcasmo), sono una persona senzzzibbbile e quindi, quando la mamma aggiunge, sempre rivolta ad Ella

Io dovrò andarmene molto presto, amore mio. Ti prego, perdonami.

il mio cuoricino ha fatto crack.

(io boh, se vi pare il modo di giocare coi sentimenti delle persone…)

Il problema, però, è che Ella prende le parole di sua madre un po’ troppo alla lettera, tanto da sembrare irrimediabilmente ingenua. La matrigna e le sorellastre la maltrattano e la deridono continuamente, e lei non fa davvero nulla al riguardo. L’essere gentili e il farsi valere di fronte alle palesi ingiustizie subite, infatti, non sono certo mutualmente escludenti, ma pare proprio che lo siano per lei. Ella poteva prendere in mano la sua infausta situazione, poteva scappare, poteva provare a fare qualcosa, invece di accettare di fare la serva in casa sua.

Sì, è bello quando dice che il motivo per cui resta in quella casa è perché i suoi genitori l’adoravano, e quindi le sembra di “amarla” anche per loro, ma sono piuttosto sicura che suddetti genitori avrebbero preferito vedere la loro unica figlia felice.

E sì, sarà pure difficile mollare tutto perché quei luoghi conservano i ricordi di tempi migliori (io sono mega-nostalgica e su questo versante Ella la capisco benissimo), ma c’è - o dovrebbe esserci - un limite di sopportazione. Insomma, il gioco non vale la candela.

Giusto alla fine dimostra di avere i cojones per affrontare la sua matrigna:

No! Non sono stata capace di proteggere mio padre da voi, ma proteggerò il principe e il regno, madame. Non importa che ne sarà di me.

Peccato che poi siano gli altri a doverla tirar fuori dalla stanza in cui è stata rinchiusa. Mi aspettavo che saltasse già dalla finestra tipo Angelina Jolie in Mr. & Mrs. Smith, e che nel farlo si aggiustasse i capelli della serie bitch, I’m fabulous? Sì No, non proprio, ma avrei preferito un po’ più di spirito di iniziativa.

Anche il perdono concesso alla matrigna alla fine del film mi ha fatto storcere il naso. Per carità, il perdono è una bellissima cosa, ma sono dell’avviso che non tutto possa (né debba) essere assolto. Se avessi vissuto io la stessa situazione di Ella, la mia matrigna non avrebbe visto il mio perdono nemmeno col binocolo. È per questo che trovo il comportamento dell’altra Cenerentola molto più realistico (o, perlomeno, più vicino al mio modo di vedere le cose): chiede, infatti, che alla sua matrigna  venga usata la stessa cortesia che lei per anni ha avuto nei suoi riguardi.

(o magari sono io ad essere una persona orribile, non so)

Insomma, questa Ella non mi ha trasmesso nulla, e non mi sono mai trovata in sintonia con lei. A tal proposito, credo che anche Lily James ci abbia messo del suo, perché non è che mi sia piaciuta tantissimo. Certo, il mio è un giudizio incompleto perché l’ho sentita doppiata (dalla bravissima Letizia Ciampa), ma in ogni caso non mi ha convinta. Per dire, nelle scene mute (dove quindi il fatto che sia doppiata è ininfluente) come quella della creazione del vestito da parte della fata madrina o quella del ballo al castello, l’ho trovata eccessivamente leziosa e forzata.

In definitiva, è un film carino perché sì, Cenerentola è un classico Disney che fa parte dell’infanzia di tutti, quindi almeno a livello affettivo è stato interessante vederne una trasposizione live-action (così come è stato bello sentire Ella accennare il motivetto “Canta usignol”, la stessa canzone che canta Cenerentola nel cartone) ma, a mio avviso, non è niente più di questo.

In ogni caso, il concetto del “sii gentile e abbi coraggio” mi è rimasto davvero impresso, su questo nulla da dire. Anzi, confesso che mi ha così ispirata che anche io voglio farvi un regalo, o lettori, e confidarvi un segreto che vi aiuterà ad affrontare le prove a cui la vita vorrà sottoporvi:

- non anticipate i soldi a nessuno (che tanto all’80% non li rivedrete più)

- scongelate il cibo prima di cucinarlo

- spegnete i congegni elettronici quando non li usate.



vperviennetta mi ha taggata in questo giochino, oppure dovrò mangiare una mela. Visto che le mele non mi piacciono, farò il giochino. Dieci dei miei personaggi preferiti, di film e telefilm:
1) Phoebe, di Friends;
2) Joey, di Friends;
3) Nikki, di Orange is the new black;
4) Ray, di Girls;
5) Bette Davis, ovunque;
6) Julianne Moore, ovunque;
7) Woody Allen, ovunque;
8) Elisabetta I, in The golden age;
9) Jonny Depp, in Edward mani di forbici;
10) Whoopi Goldberg, in Sister Act.

Dovrei nominare dieci persone, ma nun ce la fo. Nomino, a titolo simbolico, e non vincolante: allevopensierinascosti, volevoessereunapizza, famechesospira, bovarism, hannodettochefranziska, giomedou, laccapercapellii e gli altri che non ricordo così su due piedi. Potete farne quello che volete ;-) kiss.

Tag 10 people you want to get to know

Thank you to the beautiful yyonet for tagging me, and her very kind words!! <3

Name: Just call me Sas, everyone else does :)

Date & Location: 29 March, 3:24pm, London (UK)

Last thing I googled: Elisabetta Canalis (I am re-watching Leverage and was once again baffled by her awful acting…)

Nickname: I don’t think I have any beyond Sas… o_0

Gender: Female

Sexual Orientation: Straight, but romantically queer

Favorite Movie: Ugh, just one?! Not possible, so I will cheat :P Captain America: The Winter Soldier, Ten Inch Hero, Tangled, Fight Club, Requiem For A Dream, Snowpiercer, The Emperor’s New Groove, The Grand Budapest Hotel, What’s Your Number, Star Trek (any), and just about 100 more ;)

What I am wearing: black tights and dress

One place that makes me happy: Anywhere I can explore new places, cultures and people

Last book you read: American Gods by Neil Gaiman

I’m tagging booksandcatslover, luninosity, onyourleftbooob, grungeraptor-94, kidswithfirecrackers, kryptaria, lipglosskaz, wonderlandinmymind, roobarbforest and pure-purgatory