«Adesso metto fine alla mia vita perché un bucomane porta arrabbiature, preoccupazioni, amarezze e disperazione a tutti i parenti e agli amici. Egli non distrugge soltanto se stesso, ma anche gli altri. Grazie ai miei amati genitori e alla mia nonnina. Fisicamente sono uno zero. Essere bucomani vuol dire essere l’ultima merda. Ma chi spinge all’infelicità quanti arrivano al mondo giovani, pieni di voglia di vivere? Questa vuole essere una lettera di ammonimento per tutti quelli che si trovano di fronte a questa decisione: che faccio, ci provo? Stupidi: guardate me.

Adesso non hai più nessun problema. Simone, vivi felice.»

— Dalla lettera d’addio di Atze contenuta nel libro “Christiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”.

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