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Il fantastico (e fin troppo abbondante… ma nulla è andato sprecato) pranzo preparato da Leeron. Ovviamente è del tutto vegan.

Oltre a cibo, una doccia e un letto, lei e suo marito Momchil mi hanno offerto anche piacevolissima compagnia e interessantissima conversazione, durante la quale ho scoperto che l’antispecismo non è l’unica cosa che abbiamo in comune: infatti i due giovani sono anche loro fermi oppositori di ogni religione, intendono adottare piuttosto che procreare, amano viaggiare (sognano di trasferirsi in Australia) e campeggiare nella natura (si stavano preparando a farlo in Grecia).

Ma non è finita qui…

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Magdalena (detta Maggie), la giovane Alexandra e loro madre Lidia, la seconda CouchSurfer che mi ha ospitato - a più riprese - a Sofia, in una casa a dir poco peculiare, anche grazie alla cagnolina Aphrodita, alla gatta bianca Myri e alla gatta nera Isida (che non sta un momento ferma, quindi non mi è riuscito di fotografarla).

La sera del mio arrivo a casa loro ho condiviso l’ospitalità di questa simpatica famiglia con altri due CouchSurfer: François, belga, di passaggio durante il suo viaggio per l’Europa dell’est e del sud (5 settimane per 7.000 km in motocicletta, anche in Italia… gli ho consigliato un paio di belle strade attraverso Puglia, Abruzzo, Marche e Umbria); e Nicholas, tedesco, studente di lingue che invece sarebbe rimasto a Sofia ben più a lungo, probabilmente tanto da metterci radici, e di sicuro almeno abbastanza perché ci rivedessimo a ogni mio ritorno nella capitale bulgara.

4 settembre 2012: da Sofia a Katrandzhii (con visita a Veliko Tărnovo), circa 440 km.

Per questo vegabondaggio [ricordo che il corsivo rimanda al Glossario], la cui meta era l’antica capitale bulgara di Veliko Tărnovo, ringrazio:

  • [A-B] Lidia, la CouchSurfer di cui ero ospite, che recandosi a lavoro mi ha accompagnato sulla “ring road” di Sofia. Poiché nuovamente avevo lasciato a Sofia la maggior parte delle mie cose, quando sono stato sorpreso dalla pungente aria mattutina mi sono trovato a dover indossare l’intero contenuto del mio zaino (due felpe, un paio di pantaloni lunghi e le scarpe chiuse) a parte il sacco a pelo.
  • [B-C] Thrifuj (OQDG), camionista che mi ha caricato quasi subito quando, dopo un discreto porro, ho iniziato a chiedere passaggi in una gasolinera. Mi avrebbe portato anche più avanti, ma avendo voglia di dirigermi verso le montagne a sud, sono sceso al bivio più opportuno.
  • [C-D] Nano (giuro!), che si è fermato immediatamente. Per l’intera durata del passaggio siamo stati in silenzio, solo al momento di scendere ho scoperto che capiva l’italiano…
  • [D-E] Stoyan, Petar e Bogdan, tre giovani che si recavano a praticare ciclismo montano. Data la loro ottima padronanza dell’inglese, quando si sono fermati a mangiare un panino mi hanno potuto aiutare a farmene imbottire uno con soli ingredienti vegan.
  • [E-F] Ivan, distino uomo d’affari di cui, durante il lunghissimo passaggio, ho potuto notare più che altro la curiosa passione per la musica dance.
  • [F-G] Ivan (un altro, per coincidenza), che mi ha caricato dopo che, a causa dei numerosi esco alla prossima gestuali, mi ero avviato a piedi superando un altro autostoppista bulgaro.
  • [G-H] Netko, per un passaggio breve ma particolarmente utile, perché così poco dopo mi avrebbero caricato..
  • [H-I-J-K] Momchil (per coincidenza, come l’autore del mio secondo tatuaggio), bulgaro, e Leeron, israeliana… del mio fortunatissimo incontro con questa meravigliosa coppia di veterinari autostoppisti parlerò in dettaglio nei prossimi post.
Watch on vegabondaggi.rewild.it

Isida e Aphrodita che giocano.

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