할 수 있는 것

헐리우드 영화가 최선을 다해 싫어진지가 언제 부터 인지 모르겠다. 마틴스콜세지의 <휴고>를 보곤 진심으로 욕했다. 그러니까 테크놀러지 블록버스터는 아주 오래전부터 싫었고 이젠 그저그런 B급 이든 아니든 드라마나 로멘틱 코미디같은 그런 것들도 싫고… 예전엔 위인이나 역사적인물로 실화를 바탕으로 하는 스토리는 어디 영화든 좋아했는데… 이젠 제작국가가 미국이면 아예 보기가 싫다. 그렇다고 유럽이나 인도 영화도 좋아하지는 않고… 아시아 영화는 요즘 극장에서 보기가 아주 힘들다. 올해 선전을 하고 있는한국 영화시장과 이제 막 들어가는 영화들을 보면 또 그렇게 영화를 찍는게 아주 어려운 일도 아니라는게 느껴지면서 그게 내 일이 아니라 남~ 일처럼 느껴지는건 또 뭔가… 시나리오 있냐고 물어보는 데시에 쿨~하게 없다고 하는 이 자신감은 뭔가?

왜! 신은 나에게 욕망만 주시고 재능은 주시지 않으셨나?

붓글씨를 배울까 한다. 어렸을때 아버지의 일방적 권유로 2년간 서예를 했는데 그 2년이 기억에 많이 남는다. 초등학교 6학년때 또래 친구들도 없고 혼자 와서 아줌마 아저씨들이랑 두어시간 글씨만 쓰다 갔는데 그게 왜 요즘 많이 생각나는지… 아줌마 아저씨들 보다 잘 쓰고 싶었고 그 순간만큼은 대단히 집중했다. 손으로 표현하는건 뭐든 자신있었는데… 글씨는 안쓴지 너무 오래되기도 한데… 그동안 담배를- 술을… 했지만 그래도 덜덜 떨리는 손으로 무언가를 쓰고 싶은지도. 무언가 기록하고 남기고 싶은지도-

P.S: 켈리그라피라는 단어는 너무 매력이 없다.

29 aprile 2012, da Roma a Salerno.

Circa 450 km percorsi in 11 ore circa [partenza alle 12.30, arrivo alle 23.30].

Nel tentativo di imboccare l’autostrada prima possibile - ma perché poi? due settimane di pausa e già ho dimenticato le basi del “cumu veni si cunta”? - ho declinato il primo passaggio propostomi (diretto a Tor San Lorenzo) nonostante fosse l’ennesima coincidenza: si trattava infatti di Roberto, vicino di bottega del REWILD cruelty-free club, con Ilaria e la loro numerosa prole… tanto che inizialmente pensavo non avessero comunque posto, e invece c’era il settimo sedile nascosto.
Come per ricordarmi che mi ero ripromesso di non sfidare più la sorte, il secondo a fermarsi è stato un tipo veramente “strambo”, anche per i miei gusti, che però (fortunatamente?) avrebbe preso il Raccordo nella direzione opposta a quella che mi serviva.
Tutto ciò mi ha convinto a non rifiutare il passaggio successivo, nonostante fosse lungo la Pontina piuttosto che verso l’A1. Ecco quindi i numerosi ringraziamenti per questo vegabondaggio [come sempre, il corsivo rimanda al Glossario]:

  • Renato [passaggio A-B dalla Cristoforo Colombo a Roma fino a Campoverde, Aprilia], dottore in agraria rietino in pensione e amante del campeggio, con cui la conversazione è immediatamente virata prima verso la permacultura e quindi sul veganismo.
  • Paolo [passaggio B-C fino al bivio di Borgo Piave], con cui ho potuto conversare di stili di vita sostenibili e modi per cercare di “salvare il pianeta”, scoprendo così l’esistenza del Club di Budapest.
  • Mauro [passaggio C-D fino all’Appia], siculo-slavo, chitarrista di mestiere; durante il seppur breve passaggio abbiamo discusso approfonditamente di Into the wild, fonte di ispirazione per entrambi.
  • Manuela [passaggio D-E fino a Tor Tre Ponti]], che mi ha dato la soddisfazione di prendere finalmente un passaggio in un’auto a metano (proprio come quella che avevo qualche anno fa).
  • Floriano e Daniele [passaggio E-F fino al bivio per Sezze], due ragazzi rumeni che purtroppo stavano andando a pesca :(
  • Radu [passaggio F-G fino all’imbocco della nuova variante della superstrada regionale dei Monti Lepini], berlinese d’origini turche trapiantato a Sezze.
  • Sebastiano [passaggio G-H fino a Priverno], altro ragazzo rumeno in Italia per lavoro; da dove mi ha lasciato ho dovuto percorrere un pezzo di superstrada a piedi [tratto H-I] per trovare un punto consono all’alzata di pollice, di cui comunque non ne ho avuto bisogno grazie a:
  • Yola e Mauro [passaggio I-J fino a Frosinone], lei cubana, lui ciociaro-campano, che mi hanno visto mentre camminavo e si sono fermati ad aspettarmi nel primo posto utile, per poi portarmi fino al casello del’A1 da dove avrebbero proseguito in direzione opposta alla mia.
  • Giacomo, Pina e la loro neonata Aurora [passaggio J-K fino alla gasolinera Casilina Ovest]; anche con loro la discussione è presto finita sul veganismo, e ho così scoperto che Giacomo è un macellaio, ma decisamente più informato sulla questione di quanto potessi aspettarmi; ogni mio tentativo di “veganizzazione estrema” si è comunque arenato sulla frase «ma Dio ha fatto gli animali per farceli mangiare».
  • Salvatore, Rachele e Laura [passaggio K-L fino a San Nicola Ovest]; nonostante sia stato il passaggio più lungo della giornata, i tre giovani campani erano così taciturni (le ragazze in particolare hanno a stento aperto bocca) che l’unico aspetto da segnalare sono le scarpe del guidatore: lucide, di color blu elettrico tendente al fluo, abbinate peraltro a un più tradizionale abbigliamento da cerimonia - credo i tre fossero reduci da un matrimonio - che le rendeva ancor più surreali.
  • Salvatore (un altro) e Stefania [passaggio L-M fino a Tre Ponti Ovest], simpatica coppia campana di ritorno da una visita ad Anzio.
  • Matteo [passaggio M-N fino a Salerno], giovane romano proveniente da una famiglia di macellai ma da anni imprenditore nel campo del gioco d’azzardo legalizzato: da uno sfruttamento a un altro, insomma, ma almeno decisamente meno cruento e crudele; aveva una gran fretta (andava “a risolvere una certa questione” con “gente che gestisce le scommesse online” in Calabria), il che mi ha consentito di recuperare un po’ di tempo, ma lo ha anche indotto a lasciarmi nel bel mezzo dello svincolo autostradale, costringendomi a un’altra pericolosa passeggiata, stavolta pure al buio [tratto N-O].
  • Gli operai dell’ANAS, giunti (per soccorrere due auto coinvolte in un incidente) nella piazzola di sosta [in O] dove mi ero fermato, con cui ho fatto conversazione mentre attendevo l’arrivo di:
  • Annapaola, Luisella e Marilena, amiche carovaniere che - oltre a passarmi a prendere, venendo da Sarno, nonostante le difficoltà di individuare la piazzola sebbene fosse piena di luci lampeggianti :D - sono state il motivo di questo vegabondaggio insieme a Luigi, carovaniere della prima ora (insieme ad Annapaola) e fidanzato di Marilena; Fisio a.k.a. Amexis MetalVeg, il mio “basista vegano” a Salerno; e Anto, su cui lascio un’aura di mistero dietro specifica richiesta ;)
  • Le frittelle di pizza (hanno un nome preciso in dialetto che purtroppo non ricordo) Gli scaioppi [grazie Anto] intinti nel sugo col “forte” (peperoncino piccante) e il panino straripante di verdure di ogni tipo, con cui ho concluso la piacevole serata trascorsa in compagnia dei suddetti e di Olga e Francesco, amici di Anto.

Una menzione particolare va ai numerosi poliziotti che non mi hanno rotto (troppo) le scatole [in B, in J e in O], smentendo temporaneamente - come già successomi - che ACAB, e quelli che invece sì [di nuovo in J, dove mi hanno allontanato dal casello], ripristinando così l’ordine naturale delle cose.

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