Pettigrew Mummy

In 1834 Thomas Joseph Pettigrew or ‘Mummy Pettigrew’ as he was sometimes known, published ‘A History of Egyptian Mummies’. This volume of work is made up of his own observations and researches into his personal collection of mummies and Egyptian artefacts. It also describes the unrolling of a mummy in front of a distinguished audience at the Ri in 1833. This work has often been described as the ‘historic cornerstone of the study of Egypt in English’.

Born in London in 1791, Thomas Pettigrew undertook the study of medicine, first as assistant to his father, who was a naval surgeon, and later as an apprentice at the Borough Hospitals. He had a distinguished medical career, becoming surgeon to the Duke of Kent and the Duke of Sussex.

From the 1830s on, Pettigrew increasingly focused on private practice and his antiquarian interests, developing an interest in Egypt and mummies. During this time he became well known in London social circles for his private parties, at which he displayed scientific curiosities, such as Egyptian mummies and Yagan’s head.

When the British Archaeological Society was founded in 1843, Pettigrew became its founding treasurer. After his wife’s death in 1854, he retired from medicine, and focused entirely on his antiquarian interests. He died in 1865 and is buried in Brompton Cemetery, London.

This illustration shows the profile of a Graeco-Egyptian mummy, unrolled 6 April 1833 and showing the areas of the head which still held the original gilding.

A History of Egyptian Mummies by Thomas Pettigrew, 1834

Royal Institution Rare Book Collection

Mi sono svegliata stamattina convinta che fosse ancora quel fastidiosissimo e lunghissimo lunedì di ieri. Ho consumato inconsapevolmente un’intera (!) caffettiera da due tazze, ho guardato alcune goccioline scendere da un cielo incerto di metà settembre, mentre Comfortably Numb e Money per nonsoquantevolte aleggiavano nell’aria.

  • Il cielo è tornato sereno e l’aria pare quella di fine agosto.
  • Ieri sera prima di tornare a casa ho comprato dei dolcini assai buonini. Alcuni erano burrosi, che diomio erano troppo da ommiodio, altri cioccolatosi e morbidini e altri croccantini pistacchiosi e marmellatosi. Li ho disposti in un piattino sul tavolo e ho regalato un gioioso risveglio a tout le monde.
  • Regalare qualcosa che piace, in genere mi rende felice. Se si tratta di cibario, mi rende molto felice e nonsoperché.
  • Ricevere qualcosa che mi piace, sopratutto biscottini paciarottini, mi rende felice. Se si tratta di plasmoncini, molto di più.
  • Sconosciuti motivi mi hanno portata ad affrontare il delicato discorso di come l’essere umano per distrarsi da dissidi dello spirito, a volte ricorra a mali fisici.
  • Dottor House per dimenticare il suo persistente dolore alla gamba, si procura dolori in altre parti del corpo, concentrandosi su questi e dimenticandosi della gamba.
  • Queendi perché assumere un analgesico per il mal di testa, quando possiamo comodamente martellarci un dito e concentrarci sul dolore articolare, bestemmiando allegramente? 
  • Mai fare affidamento a Google per consultazioni di qualsiasi tipo. Secondo lui ad ognuno di noi restano otto, massimo dodici ore da vivere. Siamo tutti affetti da un qualche gravissimo male.
  • In realtà una delle cime che mi circonda, lo ha consultato per cercare di capire quali insensati motivi mi hanno portata, giorni fa, a farmi un buco all’orecchio completamente da sola, con un ago.
  • Per Google la situazione è drastica. Secondo me, al massimo, avrò contratto il tetano. Ma per il momento è tuttosottocontrollo.
  • Diverse settimane fa, una coppia di carabinieri intelligentissima e molto sveglia, fermò una macchina di gente a caso con Queen a bordo. Insolitamente hanno chiesto i documenti a tutti i passeggeri, Queen ovviamente inclusa. Dopo esser scesa dalla macchina, spiegato che non avevo nessun documento con me, ed evitato di finire in caserma, ieri è successo l’impensabile.
  • Mentre camminavo A PIEDI, mi ferma un’altra coppia, uno dei due però era lo stesso simpaticone della volta precedente. Stessa tiritera, stessa richiesta di nome, cognome e residenza. Stavolta io però gli dico di chiamarmi Giulietta Capuleti.
  • Il resto della storia non so se raccontarlo per ridere fortissimo o per prendere davvero coscienza di nonstareaffattobene.
  • Negli ultimi giorni ho visto tre film. Rispettivamente: The French Kiss, che se non fosse stato per lo sfuggente scenario parigino di alcune scene, avrei stoppato dopo alcuni minuti. The Majestic, che anche se finito bene, mi è piaciuto. E un notturno Complotto di famiglia di Hitchcock. Stasera invece per l’ennesima volta guarderò Il Laureato.
  • "L’amore non esiste è l’effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente". 
  • Una frase a caso.
  • Adieu.
4

"Maybe love always ends with someone getting hurt." "God, I hope not."
"Hoyt just doesn’t murder people - he murders couples. He murders couples that evidently love each other. Otherwise, the fun he has in raping the wife would be pointless. He would have done the same thing to Maura if Jane hadn’t suddenly found the strength to do all of what she did." — (x)

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