Ma se tutti se ne vanno, se nessuno ti cerca, se a nessuno manchi, se nessuno ti da il buongiorno, se nessuno ti da la buonanotte, se a nessuno importa di come stai, se nessuno ti ama, se anche tua madre si pente di averti avuta come figlia, di chi è il problema? Loro o tuo?
Sono quella ragazza...


Sono quella ragazza che da piccola non riusciva ad immaginarsi come sarebbe stata da grande, e ora non riesce ad immaginarsi come era da piccola.

Sono quella ragazza, che voleva spaccare il mondo, come se tutto fosse a sua disponibilità, e che poi ha capito che niente è dovuto.

Sono quella ragazza, che a soli 14 anni sputava in faccia ai dottori, che le dicevano “sei malata, dobbiamo curarti o non ce la farai”.

Sono quella ragazza che non ha mai smesso di vivere o di divertirsi anche se vedeva i suoi capelli cadere, giorno dopo giorno.

Sono quella ragazza che faceva di tutto per mostrarsi forte davanti a gli altri, ma che quando era sola si guardava allo specchio e non si riconosceva.

Sono quella ragazza che scriveva sul suo diario, “a 16 anni voglio essere bella e bionda” e che a 16 anni era veramente bella e bionda.

Sono quella ragazza che viaggiava sempre in treno, alla ricerca di avventure e dell’amore, che trovò in un giorno freddo di dicembre.

Sono quella ragazza che non parlava a nessuno di quanto odiasse tornare ogni mese dai quei dottori, con la tremenda paura di sentirsi dire “qualcosa non va, dobbiamo ricominciare”.

Sono quella ragazza che neutralizzava i pensieri tristi per concentrarsi solo su quelli belli.

Sono quella ragazza che si faceva trascinare, comandare, umiliare, prima di capire quanto fossi forte anche senza dipendere da qualcuno.

Sono quella ragazza che ha mollato tutto per ricominciare e ripartire da zero.

Sono quella ragazza che è riuscita a guarire.

Sono quella ragazza che crescendo ha incontrato nuovi mondi, sperimentato nuove situazioni.

Sono quella ragazza che è inciampata nela droga e nella dipendenza.

Sono quella ragazza che ha ballato per 12 ore consecutive, ribaltando gli occhi al cielo, con in faccia la notte, e poi il giorno.

Sono quella ragazza che cercava un equilibrio, ma pendeva tutta da una parte.

Sono quella ragazza che ha sfiorato la pazzia.

Sono quella ragazza che è caduta più volte e non si sarebbe rialzata mai più.

Sono quella ragazza che ha provato tristezza, disperazione, solitudine, paura, panico.

Sono quella ragazza che un giorno, con gli occhi rossi, ha detto basta.

Sono quella ragazza che ha mollato tutto, di nuovo, per ripartire ancora da zero.

Sono quella ragazza che ha rinunciato a tutto e a tutti.

Sono quella ragazza che ha capito che non importa quanto tu possa sbagliare, ma quanto tu sia in grado di rimediare.

Adesso, sono quella ragazza, che pur non avendo nulla, si sveglia con un sorriso.

Adesso, sono quella ragazza che non scrive di voler essere bella un giorno, si alza, e lo diventa.

Adesso sono quella ragazza che non si fa più trascinare, comandare o umiliare.

Adesso sono quella ragazza che vive secondo le sue regole.

Adesso sono quella ragazza che ha imparato ad amare se stessa, per prima.

Adesso sono quella ragazza che ama ascoltare la musica, gli animali, le persone.

Adesso sono quella ragazza che racconta la sua storia ridendo.

Adesso sono quella ragazza consapevole della sua forza, consapevole che non cè niente che non possa affrontare.

Adesso sono quella ragazza che avrei voluto essere, quando mi immaginavo da piccola, ho solo scelto il tragitto più complesso, per arrivarci.

Adesso sono quella ragazza che può dire con fermezza “Puoi essere qualsiasi cosa tu voglia, purchè tu non smetta mai di lottare. Puoi avere tutto quello che desiri, se invece di aspettarlo, te lo vai a prendere.”

Adesso sono quella ragazza che sa, che la felicità è una scelta, la vita è una scelta, scegli di affrontarla a testa bassa, facendoti trasportare qua e là, come una foglia dal vento, dalle paranoie, dai giudizi, dalle critiche, oppure, puoi scegliere di affrontarla a testa alta, sorridendo, pronta a fare un altro passo verso la prossima sfida, che sai supererai, ancora, come tutte le altre.

No adesso spiegatemi quanta falsità gira su Tumblr.
Ogni giorno leggo post dove si elogiano malattie come anoressia e bulimia. Leggo descrizioni di blog tutte uguali. ‘Pincopallino/15 anni/apatica/bipolare/autolesionista’.
Quando non sapete nemmeno cosa sono queste malattie. Non sapete che per uscirne servono terapie e farmaci.
Siete esibizioniste,in cerca di attenzioni.
Vi credete migliori solo perché state su Tumblr,ma scherzate?
Non siamo una famiglia alla mulino bianco.
Ma si,voi siete speciali,ovviamente. Criticate chi il sabato va a divertirsi in discoteca con gli amici e li definite stupida gente popolare? Ma popolare cosa?
Solo perché la gente ha altri modi di divertirsi?
Elogiate chi legge i libri e gli altri li definite ignoranti,quando i libri più profondi che avete letto sono ‘noi siamo infinito’ e ‘colpa delle stelle’.
Vi definite innamorati pazzi di una persona,quando la maggior parte delle volte nemmeno ci siete stati assieme.
E tante,tante altre cose.

Avete trasformato un bellissimo sito come questo in qualcosa che tutti prendono in giro e ritengono un covo di adolescenti esibizionisti.

Un salto,un salto è tutto finisce..

Tutti gli insulti;

Tutti i giudizi;

Tutte le preoccupazioni;

Tutta la depressione;

Tutti i problemi;

Tutti i disagi;

Tutte le delusioni;

Tutto l’odio che provi verso te stesso;

Tutto finisce,e finalmente sei in pace,sei felice..

Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.

Sono circondata da persone strane. Da ‘ho qualche chilo in più,salto la cena per una settimana così sarò magra’. Da ‘mi drogo,bevo,scopo e me ne vanto’. Da ‘vado male a scuola,tanto a che serve’. Da ‘mi taglio le braccia ma in estate vado in giro a maniche corte’. Da ‘sono depressa,non vedo via d’uscita. Ah no aspetta,mi hanno dato la paghetta sono felice’. Da ‘oddio il mio ex mi ha messo like alla foto profilo sicuramente vuole tornare assieme a me’. Da ‘lo amo più della mia stessa vita,ormai ci conosciamo da 2 giorni. Staremo insieme per sempre’. Da ‘la mia passione è leggere e sono intelligente. Baricco? Cos’è una pasta?’. Da ‘mi piace la fotografia per questo ho fatto fare un mutuo ai miei per comprarmi la reflex,tranquillo la userò almeno una volta al mese’. Da ‘non ho autostima. Mi sento brutta. Aspetta che carico un’altra foto su Facebook e un video su Instagram’. Da ‘sono clinicamente obesa e dovrò fare un intervento per non morire. Però intanto vado al Mc Donald’. Da ‘sono una ragazza seria,smettetela di darmi della facile! I 18 ragazzi che mi sono fatta sabato sera non contano.’ Da ‘sei la mia migliore amica,non ti lascerò mai….però se osi guardare quello che mi piace ti stacco la testa e vado in giro a dire che hai l’AIDS’.

Potrei andare avanti.

La cosa peggiore è quando ti chiedono “dai sfogati, perchè stai male?” e tu, in quel preciso istante, sei così vuota che rispondi un semplice “non lo so”. E così nemmeno ti prendono sul serio. Ma è proprio un “non lo so” che dovrebbe far capire quanto dolore ti porti dentro.
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