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    Sai cosa è veramente figo? Rendere felici 1Bln di utenti

    Se n’è parlato per anni, e per anni analisti e gente comune non hanno esitato a sputtanare Facebook e chiedersi veramente quanto potesse valere e se mai avrebbe fatto profits.

    Da ieri sera, molti di loro sono in silenzio, alcuni non hanno più un posto di lavoro, perchè il loro fondo non ha comprato azioni Facebook, mentre invece i dipendenti di Facebook a breve diventeranno milionari (aka miliardari).

    La grande verità è che Facebook è un Ecosistema, non un’azienda, è la più grande Piazza Virtuale al mondo con quasi 1 Bln users.

    Ho trovato interessante, tra i tanti, questo articolo su Techcrunch su cosa Facebook ha creato fino ad adesso, da leggere assolutamente.

    Poi le parole di Zuckerberg suonano come quelle di un grande leader che grida al suo staff

    Facebook was not originally created to be a company. It was built to accomplish a social mission — to make the world more open and connected.


    Ho sempre pensato che la cosa più facile quando si faccia un’ IPO o si raggiunge un successo enorme sia di non focalizzarsi sul successo economico e sulla ricchezza dell’azienda ma sul bene che essa ha generato.
    Come dire: fa figo dire che “non lavoriamo per i soldi ma per aiutare la gente a connettersi e a socializzare”

    Il Ceo di Zynga il giorno della sua IPO aveva dichiarato :

    We make people playing in the world.

    Il grande Jack Dorsey, founder di Twitter ha da sempre dichiarato :

    Twitter is a media. And it goes faster than an earthquake in news.


    Tutti e 3 hanno in comune una cosa: le loro aziende stanno avendo successo perchè rendono i propri utenti felici.

    Ma non fate l’errore di confondere tutto ciò con il charity: “Diamo l’acqua a chi non ce l’ha. Portiamo internet dove non arriva e questo ci rende felici”.

    No.

    Stiamo parlando di felicità. La ragione di vivere. La cosa più bella che abbiamo. Quella senza della quale non vivremmo. E quella che quando ci manca siamo fottuti.

    Già. Descrivetemi un mondo senza felicità. Sarebbe un mondo orrendo.

    E sugli utenti e nel business vale la stessa cosa: rendere felici i propri utenti.

    Se rendi felici i tuoi utenti. Sei felice.
    Se rendi felici i tuoi clienti il tuo team è felice.
    Se generi felicità parleranno di te.

    Se crei un business basato sulla felicità. Avrai successo. E le revenues arriveranno.

    Le startup italiane non sanno generare felicità negli utenti. Badano alla sostanza di un finanziamento e alla valutazione del loro business. Ma non riescono a rendere ancora felice nessuno.

    Se non credete a quello che dico. Andate per ciascuna di esse negli app store e leggete i feedback degli utenti su di loro. Non leggo MAI felicità, fatta eccezione per 2 casi:

    1. Balsamiq: Peldi ogni mattina si sveglia per rendere felici i suoi clienti. E se qualcuno non lo è, Peldi lo contatta direttamente e cerca di capire perchè. Già il CEO che contatta un cliente. Chiunque lavori su UX e UI usa Balsamiq  dice di essere più felice.

    2. Fubles: il calcetto è come la messa in Italia. Non ci sono cazzi: ogni settimana se non giochi a calcetto ti senti scomunicato. Beh loro fanno in modo che la gente si incontri online per giocare a calcetto. Ho un amico che viaggia con le scarpe da calcetto in valigia e mi dice che grazie a Fuble “è più felice

    Felicità = Soddisfazione = Excitement 

    Ma soprattutto la Felicità genera una grande predisposizione nel pagare.

    Già.

    Dimenticati che un utente incazzato ti darà mai un singolo penny.

    Stupisci il tuo utente, emozionalo, genera in lui l’effetto UAU.

    Rendilo felice.

    E vedrai che saprà come ripagarti.

    Vedo spessissimo fare l’esatto contrario: startups e idee che non generano alcun tipo di entusiasmo nell’utente, colori di background “infelici” e comunicazione NON incentrata sul rendere l’utente felice.

    Ogni team di ogni startups deve avere obiettivi chiari su una cosa: generare felicità sull’utente creando interfacce stupende ma allo stesso tempo semplici. Ogni iOS e Android developers deve avere come obiettivo di generare l’effetto UAU per ogni singolo download di una sua app.

    In musiXmatch (disclosure: my company) stiamo basando TUTTO su questo.
    Ad ogni ticket aperto dall’utente, a ruota rispondiamo tutti.
    Tutto il team deve sapere quello che succede.

    E se un utente o più di uno si lamenta particolarmente: lo contattiamo immediatamente.

    L’utente si sente felice di essere contattato e che l’azienda risponda a un suo quesito.

    Ci sono email e commenti di utenti che ci hanno scritto “YOU GUYS ARE PRETTY SHIT” , “YOUR APP SUCKS” , non ci siamo stupiti, nemmeno sconcertati. 

    Abbiamo capito qual’era il problema che rendeva l’utente scontento.

    Lo abbiamo ricontattato.

    Abbiamo risolto il problema.

    Ma gli abbiamo chiesto di darci un nuovo feedback e rating.

    5 stars.

    Alcuni di loro hanno ripostato un feedback del tipo “I got contacted immediately by mXm crew, they solved my issue and disappointment. Amazing crew. 5 stars”

    Questo commento ci ha reso felici.

    Quando incontro qualcuno che usa la nostra App la prima cosa che gli chiedo è se è felice.

    La risposta non è sempre SI.

    Ma questo ci sta aiutando a capire bene cosa renda felice il nostro utente.

    Ora vi faccio 2 casi di aziende che rendono l’utente TOTALMENTE INFELICE così da rendere chiaro il concetto :

    1. Groupon. Se vai in prima serata alla Iene sei fottuto. Sputtanato. E se vai in prima serata alla Iene è perchè hai fatto qualcosa di zozzo. E nonostante tu abbia avuto un IPO di successo. Non andrai molto lontano. E chiedete ad ogni ristoratore cosa pensa di loro.

    2. Godaddy. Sarà anche vero che “tira più un ….. che un carro di buoi” ma se provi a registrare un dominio su Godaddy sei fottuto. Ti trovi iscritto ad una marea di roba a pagamento che non hai mai comprato. Risultato: la gente si incazza.


    Qualsiasi cosa il mondo intero possa dire contro Zuckerberg, lui ha reso 1Bln di persone felici.

    Di reincontrarsi, di conoscersi, di comunicare.

    E questo ha portato 1Bln di profitti.



     
  2. 7 notes reblog
    Ecco chi ci serve come Ministro di Internet in Italia

    Dopo l’articolo di @massimosideri  sul Corriere della Sera dal titolo “Il web è ormai il 2% del nostro Pil è ora di un Ministro Internet ? ” si sta scatenando in rete il toto nomi di chi potrebbe effettivamente avere la delega al Ministro ad Internet.

    Non si tratterebbe quindi di un vero e proprio Ministro, ma di un sottosegretario con deleghe a quanto pare.

    Comunque vada, a me vengono i brividi…. di emozione, qualcosa sta veramente cambiando in questo Paese e se ogni mattina Twitter diventa il modo per esprimere queste emozioni, beh allora che Dio benedica il buon Fiorello  che riempie la sua trasmissione di Hashtag e che inneggia al following.

    Guarda caso il giorno dopo la trasmissione, il nostro neo Ministro Degli Esteri Giulio Terzi sbarca ufficialmente su Twitter, seguitelo qui.

    Tutto questo mentre invece le pagine Facebook della Meloni, Brunetta e tanti altri si riempiono di insulti (che non ma vai bene …. )

    Una nuova Primavera ? 

    Macchè siamo in pieno inverno e di neve neanche l’ombra.

    Semplicemente ci stiamo svegliando da un lungo letargo, di 20 anni almeno, i giovani stanno uscendo allo scoperto in Rete e non nelle piazze e i tweet fanno più effetto di una molotov.

    E’ la rivoluzione digitale dell’Italia.

    Ed è quanto di più bello possa esistere.

    Ma ora non si scherza, ci servono 3 nomi almeno da proporre al Ministro Passera per il Ministro Internet.

    Non vogliamo over60, non vogliamo gente che non sappia cos’è un API e cosa vuol dire HTML5 

    Vogliamo gente che sappia che un’hacker non è uno che mette a repentaglio la sicurezza informatica ma è il developer del nuovo millennio.

    Già.

    Non ci basta che abbia un Ipad e sappia cos’è La Banda Larga..

    NO.

    Vogliamo che sia un hacker delle politiche digitali online, vogliamo che sia una persona che conosciamo, vogliamo che sia non connesso al mondo dei monopolisti della rete (gli ISP), vogliamo che sia vicino agli startupper, vogliamo che sappia cos’è un CPM.

    Lo vogliamo uno di noi.

    Vogliamo potergli scrivere, twittare, mandare sms, invitare ai nostri eventi, vorremmo vederlo senza scorta, senza autoblu.

    Vorremmo vederlo girare in Smart, elettrica.

    E vorremmo vederlo il meno possibile a Roma.

    Sarebbe bello che avesse il suo ufficio principale al Sud a Bari, a Palermo a Reggio Calabria. 

    Già, ci piacerebbe che partecipasse al Consiglio dei Ministri via Skype.

    Questi sono i 3 nomi che mi sento di dare, che rispecchiano quanto scritto sopra, che mi emozionano, e di cui tutta la rete, startupper per primi sarebbero contenti di avere come Ministro Internet in Italia.

    3 persone diverse, 3 background diversi, 3 storie diverse.

    Gente con le palle, cresciute a pane e web.

    Gente che quando le chiami se hai bisogno di aiuto a qualsiasi ora del giorno e della notte se gli chiedi “Ti disturbo? ” Ti rispondono “Non disturbi mai..”

    Gente che ha fondato un giornale, lo ha fatto esplodere mentre portava Internet al premio Nobel per la Pace ed ha lasciato il giornale, per far cosa ? Lo startupper.
    Si chiama Riccardo Luna e twitta a manetta
     
    Gente che ha gestito la IAB portando la Pubblicità in Italia a valere un miliardo di € di importanza, con la gonna, i tacchi , ma con le palle. 
    Lei si chiama Layla Pavone. E twitta anche lei. 

    Gente che ha lanciato in Italia iBazar, poi ha gestito la comunicazione europea di Ebay, poi quella di Google ed ora quella di Facebook. Uno che quando lo vedo a Londra mi fa sentire a casa. Uno che meriterebbe una legge ad hoc per far rientrare i talenti come lui in Italia.
    Uno che spende ore con Mark Zuckerberg.
    Lui si chiama Stefano Hesse, twitta da Londra, è di Torino ma è un terrone dentro da una vita. 

    Stefano, Layla, Riccardo.

    Ci farebbe emozionare vedere uno di voi Ministro di Internet in Italia.

    Ritorneremmo a sorridere.

    Ritorneremmo ad amare il nostro Paese.

    Ritorneremmo a credere che Yes WE Can.

    We can make here too.

    A voi comunque vada a me avete regalato un sogno, un sogno di 10 minuti, giusto il tempo di scrivere questo Post.

    Mi ha emozionato scrivere di voi.

    Mi ha emozionato vedervi con le sneakers e senza cravatta al tavolo del Consiglio dei Ministri.

    E per un attimo ho sognato di vedervi giurare davanti a Napolitano : 

    Giuro di servire Internet in Italia come meglio potrò. Giuro di aiutare gli startupper a fare impresa in Italia. Giuro di portare internet in Italia al 15% del PIl. 

    Lo giuro.

     
  3. 1 note reblog
    That awkward moment when "forgot your password" doesn't help.

    image

     
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    michymak:

    Jesse Eisenberg Justin Timberlake kevin spacey

     
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    Camera BlackBerry 9700

    Wine for breakfast? Good morning LA

     
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